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domenica 25 gennaio 2015

Dubsmash... Ci sorge un dub(bio)!




Cari lettori di B B Blog... "Miiii bastaaaa! Basta!!!! Non ce la faccio più, non ce la faccio piùùùù" (Aldo Giovanni e Giacomo). E dovreste vedere le nostre faccette.

Che stiamo blaterando? Bè, ci siamo calate nella parte. Quelle di utenti di Dubsmash, la nuova diavoleria tecnologica altrimenti nota come app più scaricata della settimana, che oltre a invadere Facebook e Whatsapp nell'universo mondo, adesso sta conquistando il nostro piccolo cantuccio. Biellese terra di conquista di finti Jovanotti, Berlusconi, Totò, e chi più ne ha più ne "riprenda". Cantando e ballando, s'intende.

Già, perché Dubsmash potrebbe essere sintetizzata come: immortala un momento della tua vita con suoni o colonne sonore ad hoc, e per farlo ricorri a un video. Canta in playback e muoviti a ritmo, o recita. 

Questo è quanto sta avvenendo anche nel Biellese, dove l'app va di pari passo al vento silente che corre da una parte all'altra della provincia. Quanti video! Quanta energia! Quanta fantasia! Questo potrebbe anche piacerci, lettori, ma qualcosa non torna, ci sembra proprio stoni. Sì, perché vorremmo vederla, questa energia, nella realtà. Sentirci circondati da voglia di fare, e fare bene. Dove si nascondono questi soggetti, simili a Gollum, che rimirano il loro tessssoro in disparte, nell'ombra, quando potrebbero luccicare dal vivo?

Dubsmash ha di buono che insegna a esprimersi, a comunicare. Tant'è che l'hanno inventata dei tedeschi. Da sempre calorosa gente. Ah no, eh? Ehm, 

Ecco, il nostro Dub(bio), insomma. Che si rimanga intrappolati sullo schermo, come marionette. Per il resto, sbizzarritevi (senza stancare troppo)! D'altronde, lo dice E.T., e voi lo potete scaricare, che non si dimentica mai che: "Telefono (ma) casa ( ovvero solida realtà, che è meglio!)". 


venerdì 6 giugno 2014

Non ti vedo, non ti chiamo... ma ti parlo!

 "Ciao bella (sospiro)... Come stai? (pausa). Ti va di prendere un caffè, uno di questi giorni? (tono impostato di chi non deve chiedere mai, ma qui sta chiedendo)".

 
Si fosse trattato di un sms sarebbe stato indolore. Invece no, gente bi-utiful: la richiesta passa attraverso la voce del diretto interessato!
Alzi la mano chi ha ricevuto, almeno una volta, un "messaggio vocale". E non intendiamo quello lasciato vegetare nella segreteria telefonica (orrore, ormai è cosi fuori moda, se mai lo fosse stato...!), ma parliamo dell'opzione di WhatsApp lanciata almeno un annetto fa e che sta prendendo piede, almeno nel Biellese, in questi mesi.
 
Una trovata che consente di lasciare un messaggio audio, non troppo lungo, registrando direttamente la propria voce. A questo si aggiunge la possibilità di inviare ad amici, fidanzati e parenti canzoni a scelta. Ma veniamo al punto: cosa ne pensiamo noi di B B Blog? Arrotondiamo la punta della nostra lancia, sovente acuminata: nulla da dire sull’aggiunta dell’opzione audio, quasi quasi ci sentiamo di ringraziare WhatsApp, ma francamente non ci aspettavamo un utilizzo così smodato di questo strumento.
 
Ad oggi la gente non chiama più per disdire l’appuntamento dall’estetista o scusarsi con un amico per il ritardo, no cari nostri, oggi se volete essere trendy e tecnologici dovete mandare un audio. Siete una voce registrata, dunque alla moda. E cosa si ricaverebbe da questa spersonalizzazione della comunicazione più intima?
 
Qualcuno aggroviglia giustificazioni, sostenendo che in fondo è più semplice che scrivere, non ci si distrae troppo alla guida, è una pratica immediata, come e più di una telefonata, ma soprattutto è gratis!
 
La mania vocale ormai impazza tra i giovani e non, ti giri e scopri persone che sentenziano via chat. Un bla bla che non vuole risposta, se non a spot. Ogni scusa è buona per registrare un audio, addirittura (lo abbiamo visto fare) mandare una pernacchia all'amico simpaticone, fare gli auguri di compleanno (cosa tra l’altro carinissima ma, suvvia, personalità zero). Out! Ormai la telefonata è fuori discussione. In molti ammettono di non voler disturbare, ma al posto del freddo sms preferiscono lasciare un messaggio più confidenziale.
 
Pur riconoscendo la bontà delle intenzioni ci sono, poi, dei problemini tecnici: innanzitutto si deve avere del tempo per ascoltare il messaggio, essere soli (o che almeno il capo non ci colga sul fatto) e prestare attenzione; già, perché nel vocale si colgono svariate sfumature come l’umore, l’ansia, la dolcezza o il disappunto, indizi utili per cogliere significati che un testo scritto spesso nasconde.
 
Personalmente , noi di B B Blog siamo state assorbite da questo turbinio di voci solo di recente. Una di noi ha ricevuto un audio strappalacrime dall’ex, che diceva di pensarla ancora e che voleva vederla: sicuramente l’audio è stata un’arma vincente (funziona ex, a meno che non abbiate la voce di Paperino, nel qual caso almeno una risata ce l'avreste strappata!). Poi, è stata la volta degli insulti di un’amica (ecco gli svantaggi della confidenza), per l’inguaribile ritardo di una di noi a un appuntamento, per non parlare dell’uso spasmodico finalizzato al corteggiamento, come anticipato in apertura al post.
 
Davvero un messaggio vocale può essere utile? Scusate, amici tecnologici, ma vogliamo sventolare la nostra perplessità: in certi contesti, questi audio sono un pochino imbarazzanti. Molti sembrano agitati, si impostano l'ugola per fare scena inconsapevoli che la voce è un dono, spesso di pochi. E poi e poi, quanti ne vediamo aspettare la risposta desiderata o attaccarsi allo schermo perché il sì o il no non si sentono (ah sì, il messaggio vocale, per favore, usatelo con gli auricolari, altrimenti siete da bavaglio!).
 
Insomma, il tempo sarà anche denaro, ma la bella figura è oro: non cincischiate con i gargarismi, per far sembrare la vostra voce profonda e rassicurante, ma alzate la cornetta. Che la risposta vi aspetta!