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lunedì 20 ottobre 2014

L'ArraffaTutto (che si nasconde al ristorante)...

 Cari lettori bi-utiful, sapete che siamo ingorde di nuove tendenze e che teniamo a farvele scoprire il prima possibile. Ecco, sappiate che la tendenza di cui vi parleremo in questo post, in realtà, non avremmo mai voluto anticiparvela! Grrr, e grrr. E grrr.
 
Detto questo, ora tocca spiegarvi il perché. Ebbene, ricreiamo la circostanza. Teatro del fattaccio/possibile nuovo trend un localino biellese di fresca apertura, in cui si pranza e cena "alla moderna". Atmosfera easy, buona birra, quattro chiacchiere col personale sempre gentile. Insomma, luogo alla mano che scalda l'umore.
 
Invece, proprio sotto questa coltre tiepida di accoglienza, il gelo! Il gelo, quello che abbiamo sentito noi (e ancora sentiamo, e voi sentirete) alla fine di questa avvilente storia. Grrr, e grrr. E grrr.
 
Finita la cena, paghiamo. L'uomo capelluto alla cassa scherza e ci saluta calorosamente. Noi gongoliamo, pancino pieno e allegria in corpo. Una di noi arriva a casa (la mora, gli inconvenienti a lei, gli abbordaggi alla bionda: come si spiega questa palese disparità di accadimenti, signor Destino?), e cosa realizza? Realizza di aver dimenticato il suo stiloso scialle tricottato nel localino.
 
"Pazienza, domani chiamo e torno a riprenderlo", pensa l'ingenua morettina. E si abbandona a un sonno pacifico.
La sua cieca fiducia nel genere umano, però, è destinata a evaporare: flop, puf, pum. E tutto per l'insospettabile trend che speriamo non si diffonda nel resto del Biellese, e resti ingabbiato lì in quelle quattro mura, dove si mangia "alla moderna".
 
"Buongiorno, vi disturbo perché ho dimenticato il mio scialle ieri sera. L'avete trovato, vero?".
"Aspetti che sento il collega di turno ieri" [...] "Sì, signora".
"Bene, passo a prenderlo, allora!".
"Guardi, passi però alla sera, perché lo scialle non è al locale".
"Ah no?".
"No, il collega di turno ieri se l'è portato a casa. Lo riporta stasera così lo può prendere!".
"Va bene...".
 
Va bene, lo starete dicendo anche voi, un bel cavolo d'orto! Ma si può sapere perché il "collega di turno ieri" ovvero l'ArraffaTutto s'è portato a casa un oggetto di proprietà altrui? No, non provate a giustificarlo: non certo per salvarlo da altre mani, dal momento che sono bastate le sue! L'ArraffaTutto non ha atteso neppure 24 ore e, sprezzante del pericolo che il legittimo proprietario si facesse vivo per reclamare ciò che gli spetta di diritto, s'è rubato il tesoretto! Che se ne sarebbe fatto, ci chiediamo ancora:
 
*Scialle tricottato = copertina per le sere solitarie e frescoline a casa.
 
*Scialle tricottato = regalino per fidanzata/mamma/nonna.
 
E noi di B B Blog, invece, che abbiamo fatto? Ce lo siamo andate a riprendere, certo che sì! E non perché fossimo spilorce, ma per questione di puntiglio. Insomma, abbiamo voluto soffocare sul nascere l'inelegante prassi di arraffarsi oggetti d'altri, per di più sul luogo di lavoro.
 
Essendo clienti, come recita il motto, abbiamo ragione. E come trend setter l'ArraffaTutto ha poche possibilità di successo. In questo caso, tutto è bene quel che finisce non bene, ma in qualche modo. La nostra frequentazione del localino è ora in serio dubbio, purtroppo (non ce ne vogliano i cuochi e il nostro pancino). La sola, vera tiepida coltre presente, ahimè comprendeteci, era infatti il nostro scialle. Tricottato. Caldo. Morbido.
 
Che scalderà noi. Grrr. E nessun altro. Tiè!

mercoledì 13 agosto 2014

La catena biellese dei 7000 caffè

Vi ricordate l’attacco della canzone di Alex Britti: “7000 caffè, li ho già presi perché sono stanco di stare al volante e vorrei arrivare entro sera da te”? "Te" sta, in questo caso, per "meta turistica". Ecco, cari biellesi, sappiate che, quest’anno, per essere alla moda dovrete portarvi in vacanza quei famosi 7000 caffè.

Avete letto bene: 7000 caffè. Ma no, non vi stiamo prendendo in giro: non si tratterà di una montagna di thermos e tazzine; bensì, di un semplice biglietto da visita. Sì, perché appena tornate dal mare ci siamo imbattute - e senz’altro anche voi – in un’idea molto carina, che sta coinvolgendo su Facebook clienti, amici e conoscenti. Tutti con una gran voglia di fare foto. Insomma, chiunque voglia “andare alla ricerca di 7000 caffè in giro per il mondo”.

Parliamo dell’iniziativa lanciata da Enzo Picciolo del bar “7000 Caffè” di Biella. Lì dove si possono trovare i biglietti da visita che sempre più biellesi immortalano in vacanza. Insomma, siete in spiaggia o in una città d’arte? Fotografate voi e il posto in cui vi trovate con tanto di logo del locale bene in vista, accompagnando la fotografia con l'hashtag #7000caffènonesiste. Perché lo scopo di questa ricerca è, contrariamente a quanto una ricerca presuppone, quello di non trovare ciò che si cerca. E provare l'unicità di un qualcosa marchiato "made in Biella".

Nella catena, si sono cimentati biellesi in ferie a San Francisco, Eze Plage (Francia), Marsala, Eolie, Imperia, Porto Viro, Port Ghalib (Marsa Alam), Comacchio, Cantello, Cagliari, Pomposa, Porto Garibaldi, fino allo Yosemite National Park della California (in foto).

A noi questa idea piace molto. Non soltanto perché lancia una moda ed è una creativa forma di promozione, ma perché si tratta soprattutto dell’espressione di affetto e amicizia che la clientela riserva al suo bar e gestore preferiti. Insomma, cara gente bi-utiful, non dormite in vacanza e portatevi dietro i 7000 caffè! Buon viaggio!