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lunedì 22 dicembre 2014

A Biella si appiccicano al muro!

Cari lettori, vi starete chiedendo a cosa alludiamo nel titolo di questo post. Cioè cosa, in città, si sta appiccicando al muro. Ebbene, vogliamo svelarvelo subito, complice la foto che vi mostriamo qui accanto: si tratta degli alberi di Natale, immancabili in questo periodo dell'anno. 

Gli abeti sono il simbolo della festa delle feste per eccellenza, più del presepe sovente. Li conosciamo, però, nella solita formula: veri o finti, appesantiti di palline, fiori, boa scintillanti e lucine intermittenti.  

Negli ultimi giorni, però, diverse nostre lettrici ci hanno segnalato una tendenza che, fiutiamo, prenderà piede - se non questo Natale - nei prossimi anni. Parliamo, insomma, degli alberelli "da parete", vere composizioni creative, economiche, personalizzate e felicemente poco ingombranti. In altre parole, anche a Biella - signore e signori! - sono sbarcati come creature del futuro le valide alternative alla tradizione.

Alle vostre blogger di Bi Beautiful
non sfugge nulla!
Anche noi di B B Blog, alle quali la moda va incontro spesso per puro caso, ci siamo imbattute in diverse tipologie di albero da parete. Uno lo abbiamo fotografato con il consenso della "padrona di casa", mentre sorseggiavamo un succo di mela caldo a "La Bürsch", in via Italia 41. 

L'alberello di Ilaria
Assomiglia a quello di Ilaria, l'alberello della Bürsch. Ilaria è una nostra lettrice, che ha realizzato un modello grande quanto un abete originale, utilizzando semplicemente del nastro e gommine apposite che, al momento della rimozione, non lasciano traccia sul muro (Sugli stucchi veneziani non ci pare comunque il caso di sfidare la sorte; voi che dite?). 



Morena, invece, ne ha ricevuto uno in regalo tridimensionale, fatto con legnetti incastrati uno sull'altro, a forma di cono, tridimensionale. Sui vari rami fanno bella mostra fiocchetti e decorazioni varie. Siano o no da parete, gli abeti che in questo 2014 stanno decorando con più spinta le case dei più estrosi sono veri parti di menti originali!


Per creare figure diverse, che rimandano alla classica, si possono impiegare, infatti, materiali di ogni sorta, arrivando addirittura alla pittura su muro (d'effetto ma un po' impegnativa). Rifatevi gli occhi:















1) in Rete ne abbiamo trovato uno fatto di cuscini:  














2) un altro decorato con bottoni: 







3) per i più piccoli, si usa la plastica: 












4) addirittura le grucce e i libri!



Insomma che aspettate, biellesi? Siete in tempo per prendere ispirazione e stupire i vostri ospiti con un nuovo trend della moda "fai-da-te". Allora sì che potrete dire: "Un albero così non ce l'ha nessuno!". 

sabato 20 dicembre 2014

Pin, pin, pin... pErLe!

La nostra nuova collana,
"Dettagli", via Volpi, Biella
 Avete letto il titolo di questo post e adesso vi sembra di sentire il tintinnio di tante perle che saltellano sul pavimento, vero? Ecco, qualche giorno fa sulla pagina Facebook di Bi Beautiful Blog abbiamo pubblicato la foto che trovate a fianco, anticipandovi (ma non svelandovi) quale fosse il nuovo trend che si sta affacciando sul Biellese, pronto a invaderlo a colpi di "filo". 

Sì perché il nostro ultimo acquisto, la collana in foto appunto (è di "Dettagli", negozio in via Volpi), è un po' il simbolo di questa tendenza, che celebra un accessorio da sempre icona di stile, ma troppo spesso relegato a una fascia d'età piuttosto alta. 

Parliamo, insomma, di perle, oggi più che mai determinate a conquistare i colli delle giovanissime e a spazzare via quella considerazione antipatica che serpeggia sul loro conto: "Ma no, le perle no su di te! Fanno così.. signora!".

"Ma no, ma no" lo diciamo noi, invece! L'importante, care lettrici, è che non vi osiate paragonare a icone irraggiungibili come Coco Chanel e Audrey Hepburn, perché - ve lo diciamo sempre - non è poco appropriato, è anzi assolutamente ridicolo. E noi ai nostri lettori proponiamo consigli di stile: lo stile si vede anche in questo. Per il resto, che le perle siano con voi!

Già si arrotolano a bracciali e collane e si sono appollaiate ad anelli di ogni foggia. Un annetto fa abbellivano abiti, scarpe e borse; qualcosa, però, questa primavera è cambiato: non devono più accompagnare, ma essere protagoniste. Vere o finte non importa, dipende dal vostro portafoglio.

Come? Beh, perle e tubino sono un must, eppure un must trito e ritrito. Osate (noi vi proponiamo un outfit all'ultimo grido, in foto)! La contemporanea commistione di generi le associa liberamente anche agli anfibi, ai nuovi diffusissimi Dr. Martens e alle bluse abbondanti. 

Forza, provate anche voi. Perlettiamoci tutte, e sarà un "pin pin pinnare" in tutta Biella! :)  

giovedì 20 novembre 2014

WOB: World Wild Bob

Beyoncé in... Wob
 Chiariamolo subito, cari lettori. Il "Bob" del titolo non è una persona in carne e ossa. No, Bob è l'inglese di caschetto, inteso come haircut ossia taglio di capelli. "World Wild Bob" è uno slogan che abbiamo coniato noi di B B Blog, perché si tratta di una moda che sta facendo il giro del mondo ed è assolutamente wild. Selvaggia. Naturale. Sbarazzina.
 
Di capelli e lunghezze avevamo già scritto, qualche post fa (ci barattavamo le barbone inguardabili e imbaciabili in circolazione nel Biellese: petizione qui!), annunciando il trend del taglio almeno sopra il seno o fino alle spalle. Ma, di sforbiciata in sforbiciata, il taglio nei salotti glam continua... E noi riferiamo.
Wob, dicevamo. Wob è la definizione che il resto del pianeta dà a questo taglio: il caschetto, che se ne sta appollaiato sulla testolina di tante signore e signorine dalla notte dei tempi. La novità, allora, dove sta?
 
Ma nella spolverata che gli è stata data, chiaramente! La moda, in fondo, segue la filosofica massima "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". E torna, più imbellettato che mai, aggiungiamo noi!
 
Imbellettato come? Bravi, buona domanda: il Wob del 2014 è rigorosamente wavy lob... Parlando come mangiamo, significa che, per averne uno sopra le tempie e ad altezza mascella, occorre non stirarsi i capelli, fino a farli spaghetti, e tantomeno ingellarli: il Wob di adesso vuole il carré OnDuLAtO e morbido
 
Insomma, niente caschettino ingessato... Scoprite il collo di cigno, care biellesi, e arricciate, muovete, frisettate le vostre "piume"!  
 

lunedì 20 ottobre 2014

L'ArraffaTutto (che si nasconde al ristorante)...

 Cari lettori bi-utiful, sapete che siamo ingorde di nuove tendenze e che teniamo a farvele scoprire il prima possibile. Ecco, sappiate che la tendenza di cui vi parleremo in questo post, in realtà, non avremmo mai voluto anticiparvela! Grrr, e grrr. E grrr.
 
Detto questo, ora tocca spiegarvi il perché. Ebbene, ricreiamo la circostanza. Teatro del fattaccio/possibile nuovo trend un localino biellese di fresca apertura, in cui si pranza e cena "alla moderna". Atmosfera easy, buona birra, quattro chiacchiere col personale sempre gentile. Insomma, luogo alla mano che scalda l'umore.
 
Invece, proprio sotto questa coltre tiepida di accoglienza, il gelo! Il gelo, quello che abbiamo sentito noi (e ancora sentiamo, e voi sentirete) alla fine di questa avvilente storia. Grrr, e grrr. E grrr.
 
Finita la cena, paghiamo. L'uomo capelluto alla cassa scherza e ci saluta calorosamente. Noi gongoliamo, pancino pieno e allegria in corpo. Una di noi arriva a casa (la mora, gli inconvenienti a lei, gli abbordaggi alla bionda: come si spiega questa palese disparità di accadimenti, signor Destino?), e cosa realizza? Realizza di aver dimenticato il suo stiloso scialle tricottato nel localino.
 
"Pazienza, domani chiamo e torno a riprenderlo", pensa l'ingenua morettina. E si abbandona a un sonno pacifico.
La sua cieca fiducia nel genere umano, però, è destinata a evaporare: flop, puf, pum. E tutto per l'insospettabile trend che speriamo non si diffonda nel resto del Biellese, e resti ingabbiato lì in quelle quattro mura, dove si mangia "alla moderna".
 
"Buongiorno, vi disturbo perché ho dimenticato il mio scialle ieri sera. L'avete trovato, vero?".
"Aspetti che sento il collega di turno ieri" [...] "Sì, signora".
"Bene, passo a prenderlo, allora!".
"Guardi, passi però alla sera, perché lo scialle non è al locale".
"Ah no?".
"No, il collega di turno ieri se l'è portato a casa. Lo riporta stasera così lo può prendere!".
"Va bene...".
 
Va bene, lo starete dicendo anche voi, un bel cavolo d'orto! Ma si può sapere perché il "collega di turno ieri" ovvero l'ArraffaTutto s'è portato a casa un oggetto di proprietà altrui? No, non provate a giustificarlo: non certo per salvarlo da altre mani, dal momento che sono bastate le sue! L'ArraffaTutto non ha atteso neppure 24 ore e, sprezzante del pericolo che il legittimo proprietario si facesse vivo per reclamare ciò che gli spetta di diritto, s'è rubato il tesoretto! Che se ne sarebbe fatto, ci chiediamo ancora:
 
*Scialle tricottato = copertina per le sere solitarie e frescoline a casa.
 
*Scialle tricottato = regalino per fidanzata/mamma/nonna.
 
E noi di B B Blog, invece, che abbiamo fatto? Ce lo siamo andate a riprendere, certo che sì! E non perché fossimo spilorce, ma per questione di puntiglio. Insomma, abbiamo voluto soffocare sul nascere l'inelegante prassi di arraffarsi oggetti d'altri, per di più sul luogo di lavoro.
 
Essendo clienti, come recita il motto, abbiamo ragione. E come trend setter l'ArraffaTutto ha poche possibilità di successo. In questo caso, tutto è bene quel che finisce non bene, ma in qualche modo. La nostra frequentazione del localino è ora in serio dubbio, purtroppo (non ce ne vogliano i cuochi e il nostro pancino). La sola, vera tiepida coltre presente, ahimè comprendeteci, era infatti il nostro scialle. Tricottato. Caldo. Morbido.
 
Che scalderà noi. Grrr. E nessun altro. Tiè!

martedì 19 agosto 2014

Occhiali fluo, miraggi assicurati!

Marco Fantini (Instagram)
indossa gli occhiali da sole
del momento
 Cari lettori di B B Blog, in vacanza non abbiamo potuto non raccogliere idee e considerazioni utili per proporvi i nostri famosi (e apprezzatissimi, per questo grazie!) "Zuccherini". Ebbene, in tempo di piena stagione estiva, ci sentiamo in dovere di iniziare con il più pericoloso. Che, più che pensiero, può essere considerato un vero e proprio avvertimento.
 
Esatto. A squarciagola diffondiamo l'allarme: attenzione attenzione, pericolo occhiali fluo! Sì, avete presente gli ormai diffusissimi occhiali da sole con lenti coloratissime a specchio? Ecco, sono un'arma in mano agli uomini di ogni dove e di ogni "come".
 
In che senso? Partiamo dall'inizio. Le vacanze, lo sapete bene, sono fatte per riposarsi e ricaricare le batterie. Insomma, volano in pieno relax a energia zero. Ma se c'è una cosa che tutti noi facciamo in vacanza è aguzzare la vista! (Se si tratta di gentil sesso aggiungeremmo spettegolare a ruota libera, ovviamente in modo innocente, giusto per il gusto di chiacchierare di cose frivole, visto che l'arte dello spetteguless fa parte di noi, in fondo!). In vacanza, noi di B B Blog non siamo state da meno: una volta sistemate sotto l'ombrellone e ammirato lo splendido paesaggio che ci circondava, davanti a un mare cristallino e invitante, abbiamo attivato il nostro fashion-radar, volgendo lo sguardo alla popolazione balneare che affollava la spiaggia.
 
E..bip bip biiiiiip... cos'ha scovato il nostro fashion-radar? Sappiate che sono stati avvistati in serie ragazzi che passeggiavano lungo la riva con indosso i fantomatici occhiali a specchio fluo. Ohibò, ci siamo dette, quali e quanti maschi meritevoli di ammiccamenti! Tutti carini, tutti alla moda. Tutti sofisticati alla stregua del bel Marco Fantini (in foto), uno dei tronisti più affascinanti mai sistematisi sul trono De Filippesco, che con o senza lenti a specchio si afferma un vero Mister Italia da far invidia al resto del globo. Dunque abbiamo appurato che l'avvistamento o livello 1, con quegli strumenti diabolici sul naso, vale uno sforzo di concentrazione, dopo quello dell'impanatura con la crema solare.
 
Come gazze ladre, attirate da cotanto luccichio, siamo quindi passate alla scoperta o livello 2, determinate a capire se dietro la montatura da bel tenebroso si celasse il cosiddetto "bonazzo" o semplicemente un "truffatore di sguardi" (magari poi dotato solo dello strabismo di Venere), che senza la sua arma segreta risulterebbe attraente, Fantini si faccia sa parte, come Alvaro Vitali. Risultato?
 
Togliete loro tutto, ma non gli occhiali fluo; perché sarà un trauma. Senza le lenti a schermo campioni e campioni di ragazzi analizzati al mare sono risultati rospi travestiti da principi azzurri. Ora, noi ci chiediamo: "Ma voi, rospi d'Italia, non vi vergognate a illudere così biecamente noi povere principesse dall'occhio lungo?".
 
Sì, biecamente. Perché è evidente che questi occhiali donano a chiunque li indossi un'allure da vero "macho". In altre parole, sono fuorvianti: tu pensi di esserti imbattuta nel covo degli Adoni Solitari in Esilio in Attesa di Te e nessun'altro se non Te (Con Offerta del 3x2) e, invece, tolto lo scintillante accessorio, le loro quotazioni scendono vertiginosamente e si schiantano, con il tuo cuore palpitante e l'ormone pulsante, al suolo. Splash. Una bella fregatura, non trovate? Ragazze, vi abbiamo avvertite: state molto attente, perché non è tutto oro quello che fluo, occhiali e sirenotti compresi!

mercoledì 16 aprile 2014

Lo Zuccherino di B B Blog - Porgimi il dito e saprò chi sei (mah!)

 
 Vi stiamo guardando le mani. Lo ammettiamo, per un momento non ci concentreremo su vestiti e accessori. E lo sapete il motivo? In realtà, questa è una mania che serpeggia ancora nelle grandi città; tanto che lì gioiellerie e bigiotterie straripano di simili articoli. Che - e questo rende lo Zuccherino di oggi acidissimissimo!- molti non si accontentano di regalare, ma egoisticamente e tronfiamente comprano per loro stessi. A Biella ancora non si sono fatti strada, ma temiamo il peggio: raccomandiamo attenzione e discernimento, gente! ;)
 
Di che parliamo? Prima consentiteci un passettino indietro: all'origine furono i bracciali rigidi, componibili di lettere e icone varie. Oggi, passo avanti, sono gli anelli. O meglio, le iniziali. Le vedete in foto. Applicate sopprattutto ad anelli, ma appese sovente, a mo' di medaglietta, ai braccialetti. Tendenza, questa, prettamente femminile. Mentre gli anelli personalizzati, quelli, coinvolgono anche, e sembra per ora di più, i maschietti.
 
Come a dire: ecco il sigillo reale della mia personalità. In effetti, l'anello chevalier richiama un'antica tradizione nobiliare. Ai tempi nostri, ahi noi, potrebbe al limite richiamare la "Z" di uno Zorro tutto fuorché spadaccino che, lanciata su un pugno, si stampa come un trasferello sulla guancia del rivale. O semplicemente un'alzata di cresta di chi adora gonfiare il petto portandosi in giro, al dito mignolo come vuole lo chevalier ring, il proprio "io" ("i" minuscola).
 
Ecco, gli anelli (tozzi, che meno fini non si può) marchiati da iniziali, sovente diamantate (ed è il colmo dell'auto-celebrazione), ci piacciono poco. Non hanno reale utilità estetica, se non quella di far vetrina di sè, ma in modo esagerato. Sono espressione dell'accattonaggio di una personalità che non si possiede. Ve li sconsigliamo, lettori e lettrici biellesi. E sapete anche perché? Perchè a lungo andare questo esibizionismo delle "lettere" finirà con lo sgonfiarsi da solo: sarete una D in mezzo a tante D. Su un anello tozzo. E al mignolo. Meglio sarebbe allora optare -come potete vedere in foto - per altre immagini o simboli: ci sono i classici cuori, teschi, corone (ma no!) ai più interessanti putti e unicorni. Fino, e questo ci piace molto!, a brevissime frasi. Insomma: il nome non fa mai gusto, ma il gusto - quello sì, che fa il nome!