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martedì 22 luglio 2014

Hashtag: #in vacanza #ti fregano

 

 Gente bi-utiful, siamo assolutamente #instairritate, #inca4inca o, per come ci sta ispirando in questi giorni l'ormai celebre cancelletto degli hashtag, siamo certe di avere un #instatalent per le "Complicazioni Affari Semplici", che ci vengono propinate in tempo di viaggi.
 
Lo avrete capito, da questo attacco ironico: stiamo sviluppando una sorta di allergia agli hashtag. Quei simpatici #### seguiti da paroline magiche che dovrebbero riassumere più concetti, rendendo il materiale che si posta in Rete ancora più accessibile. Insomma, delle esche per prendere all'amo l'attenzione e i "mi piace" del maggior numero di internauti possibile.
 
E fin qui, ci cuciamo le labbra: stravaganze della nuova era, una moda che se non la si vuole seguire occorre, perlomeno per noi, comunque conoscere. Diciamolo, su Instagram e gli hashtag mal utilizzati si sono sbizzarriti e strappati i ciuffi residuali delle tempie orde di esperti informatici, quei cervelloni decodificabili loro stessi in html, che se non sono calvi allora sono mezzi orbi. Ma mai che qualcuno si sia infastidito su una cosa, legata agli hashtag, che a noi preme qui sottolineare.
 
E cioè? Ebbene, seguite il filo del discorso. Un amico pubblica su Instagram una foto, che spesso viene automaticamente postata anche sul suo profilo Facebook. Per caso, incrociate questa meravigliosa immagine e sognate di trovarvi lì, tra le onde di un mare cristallino per fare un esempio. E, natura umana vuole, dentro di voi nasce l'interrogativo: dove sarà mai questo paradiso in Terra?
 
Affamati di sapere, scorrete la lunga lista di lettere che accompagnano la fotografia. In ordine: #photooftheday #tagsta #instagood #jj #instadaily #igers #igersoftheday #igs #instagramhub #instamood #instagrammer #bestoftheday #golook #instagramers #picoftheday #tbt #igdaily #webstagram #statigram #instatalent #tagstagramers.
 
No, non si parla di località. Dunque, un tantino sorpresi, proseguite, e leggete: #instagramer #instaaaaah #insta_crew #instapicture #instamillion #instagold #photolocker #instago #instagroove #ignation #instahub #original #golook.
 
Sempre più inviperiti, data un'ultima possibilità al vostro amico, perché possa trovare redenzione. Ma quello vi delude ancora: #bestpicture #golook #all_pixs #gmy #instacool #igersoftheday #insta #igersmanila #yolo #fabshots #tag #popularpic #tagstagramers #tagsta.
 
Fermi, gli hashtag più antipatici ve li abbiamo lasciati per ultimi: #follow4follow (ma ti seguisse uno con un'accetta in mano, poi ci fai sapere!) e #like4like (altresì noto come metodo di vendita alternativo, ovvero accattonaggio di superficiali e meccanici innaturali apprezzamenti, dei quali sdebitarsi in tempi brevi pena il "dislike").
 
Tutto questo, cari i nostri lettori, per arrivare mesti alla fine: della località della fotografia non c'è mai (o quasi mai) traccia, perché su Instagram sembra più importante attirare l'attenzione che puntare al sodo. Gli hashtag, quei cattivoni. Facebook, per ora, si salva ancora. Dunque, caro amico che posti immagini di luoghi di vacanza deliziosi, sei libero di infarcirle di descrizioni cerebro-annientanti, come fossero panini da fast food; MA ti scongiuriamo prima di tutto di far sapere al mondo, e a noi soprattutto, DOVE sei stato.
 
E con questo, vi auguriamo buone vacanze. La bionda e la mora di B B Blog sono in partenza. Tranquilli, pubblicheremo sulla pagina Facebook di "Bi Beatiful Blog" le foto del meraviglioso paradiso, che ci accoglierà per alcuni giorni. Volete sapere dove andremo? Non vi deluderemo e daremo indicazione della località esatta. Perché abbiamo provato sulla nostra pelle in attesa di abbronzatura che gli hashtag #in vacanza #ti fregano. Ci risentiamo, qui sul blog, ad agosto!!!
 
Ps: a questo punto, vi chiedete quale luogo sia quello della fotografia del nostro post... E fate bene, il nostro post vi ha colpito a dovere! Torre della Pelosa, Porto Torres, Sardegna.    



domenica 20 luglio 2014

Cena in Bianco Biella - IL VIDEO

 Cari lettori, sapete che noi amiamo le immagini! E quindi abbiamo confezionato un video-regalo, che con noi lo staff della Cena in Bianco Biella ha piacere di mostrare anche a voi.

Per vederlo, andate sulla nostra pagina Facebook "Bi Beautiful Blog"! ;) 

Cena in Bianco: il Grande Stupore.


Cari lettori, il post di oggi è un po' una dichiarazione di stupore. Sì, perché a volte stupirsi fa bene: apre a nuovi orizzonti, permette di abbandonare i pregiudizi, incentiva al cambiamento. E crediamo che, nel suo piccolo, l'evento di ieri sera, la Cena in Bianco che si è svolta al cospetto del Battistero, abbia a modo proprio insegnato a tutti i presenti questa bella lezione. Lo stupore esiste ancora, conserviamolo come un dono prezioso.
 
Noi di B B Blog vogliamo trasmettere questo stupore anche a chi non era presente. Perché si è perso il Battistero, come nessuno l'ha mai visto. Accogliente, luminoso, elegante, ha accolto quasi mille persone, tutte rispettosamente vestite di bianco. Osservare il monumento simbolo delle città dalla prospettiva della tavola, per più di quattro ore, vicine a sconosciuti diventati parte di un nostro tutto, ci ha stupite.
 
Chi l'avrebbe mai immaginato, che un giorno avremmo cenato all'aperto, tra Municipio e Duomo? A goderci l'arrivo della sera, quando il sole va a coricarsi e lascia spazio alla luce dei lampioni? Non c'erano stelle ieri, ed è stato un peccato. Ma candele che spingevano la loro fiamma al cielo e bolle di sapone che volavano alte, quelle sì. E poi crediamo ci siano stati tanti occhi sgranati, rivolti alla sommità del Battistero, uno dei presenti in fondo. Finalmenti aperti per guardare e vedere, contemporaneamente.
 
Ogni tanto, un evento ben studiato può regalare la sorpresa, che ripaga dell'impegno che si è profuso nel cucinare, portarsi a spalla tavolo e sedie, nello scegliere come imbandire la propria mensa. E se e quale abito comprare: bastava fosse di colore bianco.
 
Se c'è un motivo, quindi, per cui ci sentiamo di ringraziare lo staff della Cena in Bianco è proprio questo: aver dato inizio a una moda che, speriamo, possa portare nella nostra città sofferente e spesso troppo chiusa in se stessa (ma poco attenta al proprio valore) il Grande Stupore. Se ci pensate, lo stupore, quando prende, ci fa sobbalzare, sospinge il cuore alla bocca e alla testa. In pratica, fa da molla all'amore. Così, il Battistero, durante la Cena in Bianco, ha saputo stupire. E farsi amare. Ed è - ci piace pensarlo - rimasto stupito da tanta calorosità. E, senza dubbio, ha amato.    

venerdì 18 luglio 2014

Lo scotch per le tette: provare per credere!

 Oh, sì, gente bi-utiful: avete letto bene. In questo post parleremo di scotch per le tette. E non si tratta di qualcosa di fantascientifico o sadomaso, bensì di un prodotto in commercio davvero utile che, una volta conosciuto, vi invoglierà a esclamare: “Finalmente! È una vita che ti aspetto!”. E avreste ragione, lo abbiamo testato personalmente: lo scotch per tette vale l’attesa, in molti casi più di uomo.

Bene, come ogni magico incontro che si rispetti, anche questa storia ha un luogo, una data e un pizzico di casualità. Tutto ha avuto inizio il primo giorno dei saldi, sabato 5 luglio, evento che noi di B B Blog ci eravamo segnate a pennarello rosso sull’agenda. Il momento, quel 5 luglio, era finalmente arrivato e, dovete sapere, che sempre sulla nostra agenda uno dei primi negozi ai quali avremmo tentato l’assalto era Tezenis. Capirete che di assalto si è trattato, visto l’esercito di donne sprovviste di perizomi che si sono assiepate dentro, dal primo minuto di apertura della mattina; ma è l’effetto che fa il saldo al botto “subito al 50 per cento”… Ullallà, anche noi siamo cadute nella trappola a abbiamo fatto incetta del superfluo, che con gli sconti acquista quel non so che di affascinante; poi, ci siamo messe in coda, una luuuunga coda che ci ha permesso - e qui entra in gioco la casualità - di analizzare meglio la merce in esposizione. E cosa vediamo? Sì, incrociamo Lui, sulla cassa.

Ora, immaginateci pronte a spettegolare e analizzare pigiami e canotte, quando sui nostri volti spunta un grande punto esclamativo, seguito da un punto interrogativo che lo supera per dimensioni e colore. Davanti a noi, si pavoneggia un nastro trasparente simile allo scotch, che inneggia alla sua utilità. Ed ecco che il ? torna ad essere un !

“Un nastro per tette. Ma certo, come abbiamo fatto a non pensarci prima?!”. In fondo, i grandi amori si rivelano sempre da questo particolare: sembrano tutto fuorché possibili grandi amori. Dunque, non abbiamo perso tempo e ci siamo portate a casa anche lo scotch. Che sarebbe meglio descrivere come scotch per scollature vertiginose.
Ovvero per tenere ferme scollature che, se lasciate libere di esprimersi, possono creare situazioni imbarazzanti. Vi ricordate, ad esempio, dell’uscita di un seno di Janet Jackson, durante un suo famoso concerto? Cara Janet, se avessi avuto con te il nastro di cui parliamo, ti saresti risparmiata quel siparietto.

E noi? Come ci siamo trovate, invece, con questo nastro adesivo? Vi spieghiamo come si usa: porre verticalmente due strisce medio-lunghe lungo l’incavo interno dei seni, in corrispondenza dei bordi della scollatura. Fate solo attenzione a non farlo sporgere, perché qualcuno potrebbe notarlo (occhi di lince sempre guizzanti!). Semplice: l’effetto calamita è assicurato!

Ma, e qui viene il bello, il nastro adesivo risponderà anche a un’altra vostra necessità: indossare canotte o vestitini leggeri, senza che vi si intravedano i capezzoli. Eh già, signore e signorine: sentiamo le vostre urla di liberazione! Vi vorremmo, però, sentire esultare di piacere, dopo averlo provato, il nastro per tette. Forza, scotch-(t)ettatevi tutte!

mercoledì 16 luglio 2014

Gavettoni da auto in corsa

Il rintocco della mezzanotte. Tre gruppetti di persone finiscono la serata chiacchierando sotto la luce soffusa di piazza Martiri, a Biella. Sono a pochi metri dalla strada che passa davanti al Teatro Sociale Villani.
 

La macchina accelera di colpo. Dal finestrino parte il primo palloncino pieno d’acqua: splash, centra in pieno una ragazza abbracciata al suo fidanzato. Il secondo gavettone manca il bersaglio e, splash, si spiaccica a vuoto nell’aiuola vicina. La terza “bomba” d’acqua vola basso e, splash, colpisce soltanto una caviglia e inumidisce una stivaletto.
 
Di cosa stiamo parlando, vi chiederete? Bene, cari biellesi, vi abbiamo raccontato la bravata, alla quale abbiamo assistito noi di B B Blog ieri sera, un comune martedì. Ragazzi che si sono divertiti a “rinfrescare” ignari passanti, colti alla sprovvista. Per inciso, noi di B B Blog apparteniamo al secondo gruppo, ovvero alle vittime graziate dalla scarsa mira del gavettonaro.
A quel punto, allertate abbiamo fatto attenzione: come si dice, il reo torna sempre sul luogo del misfatto. E infatti avevamo ragione. Dei gavettonari in questione possiamo dire che erano a bordo di una Punto bianca dai vetri oscurati. E quella macchina l’abbiamo vista passare una seconda volta, affianco al dehors di un bar vicino al Sociale e “sparare” contro i clienti seduti lì sotto. Un tiro ben riuscito: erano tutti saltati in piedi, gocciolanti.
Ohibò, la tensione vibrava nell'aria. C'era da guardarsi le spalle, o reagire. Da appassionate di gialli e polizieschi, ci siamo messe quindi in macchina, pronte all’inseguimento. Ma ve lo confessiamo: non abbiamo più trovato i gavettonari. Dileguossi.
 
Comunque, fiere del nostro ruolo di blogger, la nostra parte la vogliamo fare, scrivendo questo post. Attenzione, gente bi-utiful, a questa nuova genialata (si fa per dire, sulle messe in piega non si scherza mai!). Potreste trovarvi nel posto sbagliato al momento sbagliato (noi siamo inseguite dalle novità, è evidente). Ciò non significa che dobbiate guardare storto il vicino di casa, che ritira in garage la sua Punto bianca, certo che no! Nel caso foste centrati da quel palloncino, pensate che: sì, è estate (già di per sè umidiccia) e che l’acqua non ha mai fatto male a nessuno… Ma concedeteci almeno l’arrabbiatura per sfiorata doccia fredda. E ai gavettonari diciamo: Chi la tira, la aspetti! :P  
 



martedì 15 luglio 2014

Cena in Bianco: finalmente scoperto il DOVE!

Anche le blogger vanno in bianco
 Era ora, biellesi! Finalmente lo possiamo scrivere anche noi: la Cena in Bianco a Biella, che si terrà sabato 19 luglio dalle 19.30, ha la sua location. O meglio, è stato ufficiliazzato da pochi minuti il luogo di ritrovo per questo primo evento, unico nel suo genere.
 
Noi di B B Blog l'avevamo annunciato in due post precedenti e - con estrema fatica - abbiamo mantenuto la promessa fatta agli organizzatori: non ci siamo sbilanciate, se non facendovi intuire che, tempo permettendo, si sarebbe brindato sotto le stelle, al cospetto del simbolo della nostra città, in pieno centro. Insomma, lo avrete già capito: del Battistero.
 
Così, vi diamo anche noi appuntamento nella piazza del Duomo di Biella, carichi di tavolini, sedie, piatti e vivande. Ma soprattutto vestiti e vestite di bianco (indiscrezioni ci dicono che sono già oltre 200 gli aderenti, ma avete tempo fino a giovedì: per saperne di più leggete qui)!
 
Noi un vestito, complici i saldi, ce lo siamo già comprato. Nuovo nuovo per l'occasione (in foto). Non ci resta che dirvi: a presto, e che sia un'attesa che più bianca non si può!  

lunedì 14 luglio 2014

Keep calm and... andiamo di zucchero!


Uno Zuccherino che più zucchero non potrebbe contenere. Eh sì, cara gente bi-utiful, oggi vogliamo raccontarvi di una finezza che, l'altra sera, ci ha colte impreparate e subito ci ha affascinato. Di cosa si tratta? Ve lo abbiamo svelato nell'attacco: si tratta di zucchero!
 
In che senso, zucchero? Immaginate di sedervi a un tavolino, ordinare un caffè, dopodiché avere la bevanda fumante sotto il vostro naso e strappare con indifferenza una bustina di zucchero. Fermi tutti! Cosa state vedendo (... oltre alla partita della finale Argentina-Germania, ai Mondiali in Brasile... Oooo eeeee aaaaa)? Ad un tratto, la bustina prende colore, personalità, parola. Esatto: non avete tra le mani una bustina qualunque, ma un nuovo prodotto del mercato che vi ha cambiato l'umore.
 
Come non avrebbe potuto, d'altronde? Le bustine dello zucchero sono sempre state afflitte da apatia congenita: smunte, pallide, malatticce. Insomma, erano amare eppure rimpinzate di granelli dolci. A volontà.

Smunte, fino a oggi. Se passate al Caffè Sociale, infatti, proverete che il rito del caffè ha un nuovo look. E questo restyling giova a un'abitudine, come il cambio di stagione all'armadio. Noi, ingenuamente colpite dall'idea, abbiamo fotografato le pancine delle bustine di zucchero che abbiamo raccolto. Non sono simpatiche? Ognuna sembra avere un consiglio personalizzato per il cliente.
 
Il "Keep calm", ovvero mantenete la calma, resta una costante. Per il resto, l'effetto della frase che troverete stampata sopra, quasi un aforisma da cioccolatino, è lo stesso: un sorriso! E a questo punto, aggiungiamo chicca alla chicca, entra di diritto il piemontese in una raffinatezza simile. Bogia nen e bona giornà, sono tra le massime espressamente "nostrane"! Il proprio dialetto, in fondo, è un tocco alternativo che è in gran spolvero. Insomma, approviamo lo zucchero parlante: keep calm and... (mangia: no, niente mangia oggi si dice...) leggi e bevi!