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giovedì 15 gennaio 2015

Tra pesi e dentiere (parte I)

Eccoci, cari lettori! Siamo tornate, dopo la doverosa pausa natalizia. E rialziamo la saracinesca di B B Blog con un post sprintoso. O quasi. 

Dunque dunque, come ben saprete, dopo le festività cerchiamo tutti di trovare una soluzione a quei chili di troppo che tra Natale, Capodanno e Befana, si sono vigorosamente ancorati al nostro corpo. Tutti in forma, certo; ma ognuno a modo proprio. Le tecniche usate per ottenere un qualche risultato, infatti, sono varie: c'è chi decide di depurarsi con tisane ad hoc come quella al finocchio, pancia piatta e drenante con l'illusione di risolvere in qualche modo il problema (certo, e noi crediamo alla fatina dei denti!); oppure c'è chi decide di cercare su internet una dieta che gli faccia perdere peso in poco tempo, senza però pensare che altrettanto velocemente quei chili torneranno, più combattivi che mai; e ancora c'è chi decide di iniziare l'anno con un ottimo (genericissimo!) proposito: fare più esercizio fisico

Quasi tutti ci ripetiamo mentalmente, a scopo ipnotico, il mantra "devo muovermi di più, devo andare in palestra, devo fare qualcosa da qualche parte" ed è qui che si apre un ampio tra più ampi ventagli di possibilità: parecchi di noi vanno a correre, camminano in montagna o, vista la stagione, si fiondano sulle piste da sci, ma la scelta più popolare e anche la più semplice resta quella della palestra. 

Da-da-dan! Sapete che abbiamo dedicato un accorato post ai maschioni da pesi biellesi, che provvediamo subito a riportarvi qui. Adesso, però, non è di questo genere di Homo Bugellanensis che vogliamo scrivere; bensì, di ciò che ogni biellese media ha mai pensato almeno una volta nell'ultimo anno: iscriversi a un corso di pilates! 

L'anno nuovo richiama i buoni propositi quindi perché no? Fu così che la bionda di B B Blog decise di intraprendere questa missione. Premessa: la bionda in questione non è mai stata un tipo da palestra, per la verità e a dover di cronaca non le è mai piaciuta un granché. Complici le feste, ultimamente si era fissata col pilates.

"Diamogli una chance!". E la messa alla prova è arrivata: ha deciso di entrare nel tempio di queste strutture super attrezzate, stracolme di personal trainer super professionali e pronti a tutto pur di far di te una nuova Rambo in gonnella. La nostra biondina, di conseguenza, ha scelto una palestra dietro consiglio di un'amica , feedback quasi sostitutivo del gossip, e si è presentata lì per la classica lezione di prova. 

Seconda doverosa premessa: avendo già praticato pilates, era consapevole a quale destino stesse andando incontro. Era mattina, il corso ha inizio alle 10.30 ... Bene, immergiamoci nel contesto, come se fossimo lì:

La bionda arriva in anticipo, prende un materassino e si guarda attorno giusto per ingannare il tempo. Nota che la sala poco a poco si riempie. Ma di chi? Ecco che succede l'impensabile: uno dopo l'altro, entrano in sala a frotte signori e signore che, con tutto il nostro sentito rispetto, sembrano pazienti mandati in gita dal reparto geriatrico del novello ospedale di Biella. Alla destra, un signore attempato, senza molti capelli eppure abbronzato e con la pelle ovviamente raggrinzita. Alla sinistra un altro anziano. Vicino a quello una signora over 50 con evidenti problemi di ciccetta superflua...

Torniamo al presente. Era chiaro che sarebbe stata una lezione per la terza, ma che diciamo, per la quarta età. Colleghi pilatesi: zero. Possibilità di svignarsela: zero. Questo perché la nostra bionda blogger si era infilata talmente nella parte da finire col piazzarsi in prima fila, decisa a seguire meglio la lezione. Insomma, vie di fuga: zero. 

Come reagisce? Saltiamo di nuovo nella sala dell'allenamento. La bionda cerca di farsi forza: d'altronde, la lezione dovrebbe durare solo 45 minuti e se, si concentra sugli esercizi, il tempo vola come il vento. Pronta? Pilates, e dentiere. Via! 

Com'è andata A finire? A lezione conclusa, la nostra biondina si è fiondata alla reception disperata: doveva assolutamente trovare un corso adatto alla sua età... Detto fatto, il giorno dopo ha partecipato alla lezione di pilates tenuta da una certa... Caterina (la terribile Caterina), un'istruttrice russa che, a detta di molti, rende la sessione alquanto impegnativa. Insomma un piccolo Ivan Drago del pilates. 

"Ottimo, quella lezione sarà mia!"... Ma c'è da fidarsi del pilates? Il seguito nel prossimo post.

giovedì 9 ottobre 2014

Vuoti a perdere. Vuoti pieni.

Fotografia di Riccardo Poma
(blog "Vuotiaperdere") 
Non è che questo nome non ci piaccia, anzi. E' un'espressione d'impatto, che delinea chiaramente i contorni di un progetto unico e raro. Ma - non sappiamo voi - col tempo questo nome, "Vuotiaperdere", sembra vada sempre più stretto.
 
Sì, più stretto. Perché il lavoro delle mani e degli occhi che viaggiano a caccia di questi "vuoti" più che a perdere, vanno a... riempire. Pensateci: finite sul suo blog, leggete che si tratta di arte e denuncia insieme, non potete che restare ammaliati dall'incanto di descrizioni e fotografie che - paradosso dei paradossi - fanno di un vuoto un pieno degno di essere immortalato e di un brutto, tremendamente brutto, un bello in fondo, che ha del magico. Il tutto grazie a quelle mani, che mettono per iscritto la storia dei luoghi vuoti disseminati nel nostro Piemonte e in particolare anche nel nostro Biellese, e a quegli occhi che hanno saputo andare oltre i calcinacci, le tegole sbriciolate, la muffa sui muri e il silenzio dell'abbandono. Le mani e gli occhi di Riccardo Poma.
 
Ecco, dicevamo, finite sul blog e venite letteralmente catapultati in questo Altrove. Una volta spento il computer, però, vi rendete conto di esserci ancora dentro, ginocchia piegate, fino al collo. I vuoti a perdere, dei quali Riccardo ha fatto artistica denuncia e per i quali grazie alle sue splendide immagini è forse destinata una miglior vita (almeno, una seconda occasione, che è quella di non soffocare tra le erbacce, mangiati dal tempo, come non fossero mai esistiti), davvero riescono a riempire chi ne viene a conoscenza. E lo cambiano. Lo toccano. Lo emozionano.
 
In fondo, cari biellesi, Riccardo Poma è riuscito dove tutti falliscono. Perché il suo è un vuoto che non si vede soltanto. Si sente. Dentro. Lo sapete anche voi, siamo gente abituata a descriverci anche attraverso i nostri difetti, ma che mai accetterebbe di avere limiti. Il limite è lo stallo, l'abbandono, l'incuria, l'assenza di fantasia e voglia di cambiare pelle. Tutto ciò che simboleggiano i vuoti a perdere. E che tristemente esiste, ed è il nostro Biellese.
 
Fotografia di Riccardo Poma
(blog "Vuotiaperdere")
In un'epoca in cui qualunque cosa, sia essa buona o cattiva, scorre diluita nell'indifferenza e nel menefreghismo consumistico a cui siamo assoggettati, i vuoti a perdere se ne stanno lì. Aspettavano di parlare, e qualcuno come Riccardo ha dato loro voce. Aspettavano di venire riportati alla luce, e qualcuno come Riccardo ha avuto la sensibilità e il coraggio di riscoprirli. Aspettavano di mostrarsi, e qualcuno come Riccardo ha dato loro mostra.
 
Ma perché la smettano di essere "limiti" occorre celebrarli, andare da loro, prendere consapevolezza. E - ascoltate bene! - lo si può fare, perché con piacere annunciamo che "Vuotiaperdere" diventa proprio esposizione. Una mostra, appunto, che sarà inaugurata venerdì 17 ottobre ore 21 nell'Area Eventi di Villa Ranzoni a Cossato, e che proseguirà nei giorni 18, 19, 20, 21, 22 ottobre (orari: sabato e domenica, dalle 10 alle 18 e lunedì, martedì e mercoledì, dalle 10 alle 16).
 
Lo sappiamo bene, noi. Che il limite, più che una linea immaginaria, è un vuoto chiuso, che rischia di non restare passato ma di farsi futuro. Immagine di chi gli vive con disinteresse attorno. Noi di B B Blog andremo da loro, dai vuoti a perdere. E più biellesi ci andranno, più potremo dire che sì, di difetti ne abbiamo tanti forse troppi, ma i limiti, quelli, non sappiamo più cosa siano. E i vuoti saranno pieni.