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martedì 19 agosto 2014

Occhiali fluo, miraggi assicurati!

Marco Fantini (Instagram)
indossa gli occhiali da sole
del momento
 Cari lettori di B B Blog, in vacanza non abbiamo potuto non raccogliere idee e considerazioni utili per proporvi i nostri famosi (e apprezzatissimi, per questo grazie!) "Zuccherini". Ebbene, in tempo di piena stagione estiva, ci sentiamo in dovere di iniziare con il più pericoloso. Che, più che pensiero, può essere considerato un vero e proprio avvertimento.
 
Esatto. A squarciagola diffondiamo l'allarme: attenzione attenzione, pericolo occhiali fluo! Sì, avete presente gli ormai diffusissimi occhiali da sole con lenti coloratissime a specchio? Ecco, sono un'arma in mano agli uomini di ogni dove e di ogni "come".
 
In che senso? Partiamo dall'inizio. Le vacanze, lo sapete bene, sono fatte per riposarsi e ricaricare le batterie. Insomma, volano in pieno relax a energia zero. Ma se c'è una cosa che tutti noi facciamo in vacanza è aguzzare la vista! (Se si tratta di gentil sesso aggiungeremmo spettegolare a ruota libera, ovviamente in modo innocente, giusto per il gusto di chiacchierare di cose frivole, visto che l'arte dello spetteguless fa parte di noi, in fondo!). In vacanza, noi di B B Blog non siamo state da meno: una volta sistemate sotto l'ombrellone e ammirato lo splendido paesaggio che ci circondava, davanti a un mare cristallino e invitante, abbiamo attivato il nostro fashion-radar, volgendo lo sguardo alla popolazione balneare che affollava la spiaggia.
 
E..bip bip biiiiiip... cos'ha scovato il nostro fashion-radar? Sappiate che sono stati avvistati in serie ragazzi che passeggiavano lungo la riva con indosso i fantomatici occhiali a specchio fluo. Ohibò, ci siamo dette, quali e quanti maschi meritevoli di ammiccamenti! Tutti carini, tutti alla moda. Tutti sofisticati alla stregua del bel Marco Fantini (in foto), uno dei tronisti più affascinanti mai sistematisi sul trono De Filippesco, che con o senza lenti a specchio si afferma un vero Mister Italia da far invidia al resto del globo. Dunque abbiamo appurato che l'avvistamento o livello 1, con quegli strumenti diabolici sul naso, vale uno sforzo di concentrazione, dopo quello dell'impanatura con la crema solare.
 
Come gazze ladre, attirate da cotanto luccichio, siamo quindi passate alla scoperta o livello 2, determinate a capire se dietro la montatura da bel tenebroso si celasse il cosiddetto "bonazzo" o semplicemente un "truffatore di sguardi" (magari poi dotato solo dello strabismo di Venere), che senza la sua arma segreta risulterebbe attraente, Fantini si faccia sa parte, come Alvaro Vitali. Risultato?
 
Togliete loro tutto, ma non gli occhiali fluo; perché sarà un trauma. Senza le lenti a schermo campioni e campioni di ragazzi analizzati al mare sono risultati rospi travestiti da principi azzurri. Ora, noi ci chiediamo: "Ma voi, rospi d'Italia, non vi vergognate a illudere così biecamente noi povere principesse dall'occhio lungo?".
 
Sì, biecamente. Perché è evidente che questi occhiali donano a chiunque li indossi un'allure da vero "macho". In altre parole, sono fuorvianti: tu pensi di esserti imbattuta nel covo degli Adoni Solitari in Esilio in Attesa di Te e nessun'altro se non Te (Con Offerta del 3x2) e, invece, tolto lo scintillante accessorio, le loro quotazioni scendono vertiginosamente e si schiantano, con il tuo cuore palpitante e l'ormone pulsante, al suolo. Splash. Una bella fregatura, non trovate? Ragazze, vi abbiamo avvertite: state molto attente, perché non è tutto oro quello che fluo, occhiali e sirenotti compresi!

mercoledì 13 agosto 2014

Quando i modaioli fanno O... bag!

O bag
 Oh Oh. Sembra sia proprio il caso di scriverlo. Perché, se c’è una tendenza che per ora ha lievemente sfiorato il Biellese ma altrove si sta diffondendo a macchia d’olio, è quella che un O ce l’ha nel nome. E, una volta spiegato di cosa si tratta, di sicuro diverrà esclamazione. Oh Ooooh! Prima di tutto, ci raccomandiamo: abbandonate i preconcetti. Qui, si montano idee, pezzo su pezzo. Come i prodotti dei quali vi racconteremo. Ovvero, borse, occhiali e orologi componibili. Firmati Fullspot, italianissimo brand di Padova.

Il prodotto che va per la maggiore, in questa estate 2014, è la borsa, altrimenti nota come O bag. Componibile, appunto. E qui, care signore e signorine, vi possiamo garantire che trovarvi davanti i pezzi di una borsa da scegliere per materiale, foggia e colore non è appagante, di più. Sarà la realizzazione del vostro estro.

Ma come si compone una O bag?
1) La scocca in gomma morbida è disponibile in 20 tinte: basta scegliere quella che più piace, abbinarla con modelli di manici a scelta. Le combinazioni possibili sono tantissime e personalizzano il vostro accessorio. Costo: 33 euro.
2) Vi consigliamo la sacca interna con zip fatta su misura. Canvas o bag mini con zip: 20 euro.

Beach Bag
3) I manici corti in pelle, ecopelle o in corda. Si sta in ventaglio che va dai 34 ai 15 euro, a seconda del materiale, per i manici corti. I lunghi in pelle toccano i 46 euro e quelli lunghi in ecopelle 26.
 

4) La linea della bella stagione propone bordi fiorati (29 euro) e le nappine scamosciate (7 euro). Per l'autunno-inverno, invece, si stanno facendo avanti pellicciotti, ma ve ne riparleremo. 
 
Insomma, signore, la borsa in gomma può essere un grande aiuto, anche al mare. Mai più sabbia ovunque, si pulisce con un panno umido. Se, però, non siete dello spirito delle casalinghe in vacanza e non vi interessa questo aspetto, sappiate che sono state lanciate, con l’O bag, anche la O bag Summer con scocca in rafia (molto safari...) e la Beach Bag, con tanto di porta stuoia o porta omobrello (61 euro).
 
Per i gusti minimal, ecco poi le O pocket, ricoperte di fantasie. Sempre componibili: il dettaglio particolare consiste nell’abbinare le loro pattine colorate in tessuto con chiusura a calamita, che va a sostituire la scocca superiore. 
Come vi abbiamo anticipato, però, Fullspot ha lanciato anche altri accessori componibili, firmati sempre da Emanuele Magenta. Occhiali da sole composti da tre elementi intercambiabili tra di loro, le lenti, la montatura e le stanghette, e gli orologi O clock, con 29 colori di cinturino e 44 casse differenti per oltre 1200 combinazioni. Noi di B B Blog abbiamo visionato anche i prezzi: cinturino a 6 euro e la cassa con lancette a 18 euro.
 
Infine, la ciliegina sulla torta: Full spot Flower Bracelet. Si tratta, leggiamo, “del primo di una lunga serie di accessori ispirati ai monili delle nonne, rivisitati in chiave moderna e prodotti in silicone alimentare, anallergico e garantito da certificazioni”. Il calco in silicone, in pratica, sfoggia fiori stampati in 3D sulla superficie del bracciale. Costo: 12 euro.
Cassa da orologio
O clock

O pocket
 A questo punto, ingolosite e ingolositi da queste novità che a Biella ancora non fanno glam (ma date loro tempo, qualcuna una O bag l’ha mostrata in città, e non siamo noi blogger…), vi domanderete: dove comporre gli O accessori? Ebbene, qualcuno ci ha messo una pulce nell’orecchio: se ne trovano alcuni anche in città (tre, due, uno: partite alla ricerca e fateci sapere!). Noi abbiamo scovato due vicini punti vendita a Milano, in via Tortona 12 e a Torino, stazione Porta Nuova.


Ma, comodità delle comodità, potete comporre i vostri prodotti e metterli nel carrello della spesa sul sito www.fullspot.it e acquistarli on-line. Allora, vi abbiamo convinto? Anche i modaioli fanno O? ;)

La catena biellese dei 7000 caffè

Vi ricordate l’attacco della canzone di Alex Britti: “7000 caffè, li ho già presi perché sono stanco di stare al volante e vorrei arrivare entro sera da te”? "Te" sta, in questo caso, per "meta turistica". Ecco, cari biellesi, sappiate che, quest’anno, per essere alla moda dovrete portarvi in vacanza quei famosi 7000 caffè.

Avete letto bene: 7000 caffè. Ma no, non vi stiamo prendendo in giro: non si tratterà di una montagna di thermos e tazzine; bensì, di un semplice biglietto da visita. Sì, perché appena tornate dal mare ci siamo imbattute - e senz’altro anche voi – in un’idea molto carina, che sta coinvolgendo su Facebook clienti, amici e conoscenti. Tutti con una gran voglia di fare foto. Insomma, chiunque voglia “andare alla ricerca di 7000 caffè in giro per il mondo”.

Parliamo dell’iniziativa lanciata da Enzo Picciolo del bar “7000 Caffè” di Biella. Lì dove si possono trovare i biglietti da visita che sempre più biellesi immortalano in vacanza. Insomma, siete in spiaggia o in una città d’arte? Fotografate voi e il posto in cui vi trovate con tanto di logo del locale bene in vista, accompagnando la fotografia con l'hashtag #7000caffènonesiste. Perché lo scopo di questa ricerca è, contrariamente a quanto una ricerca presuppone, quello di non trovare ciò che si cerca. E provare l'unicità di un qualcosa marchiato "made in Biella".

Nella catena, si sono cimentati biellesi in ferie a San Francisco, Eze Plage (Francia), Marsala, Eolie, Imperia, Porto Viro, Port Ghalib (Marsa Alam), Comacchio, Cantello, Cagliari, Pomposa, Porto Garibaldi, fino allo Yosemite National Park della California (in foto).

A noi questa idea piace molto. Non soltanto perché lancia una moda ed è una creativa forma di promozione, ma perché si tratta soprattutto dell’espressione di affetto e amicizia che la clientela riserva al suo bar e gestore preferiti. Insomma, cara gente bi-utiful, non dormite in vacanza e portatevi dietro i 7000 caffè! Buon viaggio!

martedì 22 luglio 2014

Hashtag: #in vacanza #ti fregano

 

 Gente bi-utiful, siamo assolutamente #instairritate, #inca4inca o, per come ci sta ispirando in questi giorni l'ormai celebre cancelletto degli hashtag, siamo certe di avere un #instatalent per le "Complicazioni Affari Semplici", che ci vengono propinate in tempo di viaggi.
 
Lo avrete capito, da questo attacco ironico: stiamo sviluppando una sorta di allergia agli hashtag. Quei simpatici #### seguiti da paroline magiche che dovrebbero riassumere più concetti, rendendo il materiale che si posta in Rete ancora più accessibile. Insomma, delle esche per prendere all'amo l'attenzione e i "mi piace" del maggior numero di internauti possibile.
 
E fin qui, ci cuciamo le labbra: stravaganze della nuova era, una moda che se non la si vuole seguire occorre, perlomeno per noi, comunque conoscere. Diciamolo, su Instagram e gli hashtag mal utilizzati si sono sbizzarriti e strappati i ciuffi residuali delle tempie orde di esperti informatici, quei cervelloni decodificabili loro stessi in html, che se non sono calvi allora sono mezzi orbi. Ma mai che qualcuno si sia infastidito su una cosa, legata agli hashtag, che a noi preme qui sottolineare.
 
E cioè? Ebbene, seguite il filo del discorso. Un amico pubblica su Instagram una foto, che spesso viene automaticamente postata anche sul suo profilo Facebook. Per caso, incrociate questa meravigliosa immagine e sognate di trovarvi lì, tra le onde di un mare cristallino per fare un esempio. E, natura umana vuole, dentro di voi nasce l'interrogativo: dove sarà mai questo paradiso in Terra?
 
Affamati di sapere, scorrete la lunga lista di lettere che accompagnano la fotografia. In ordine: #photooftheday #tagsta #instagood #jj #instadaily #igers #igersoftheday #igs #instagramhub #instamood #instagrammer #bestoftheday #golook #instagramers #picoftheday #tbt #igdaily #webstagram #statigram #instatalent #tagstagramers.
 
No, non si parla di località. Dunque, un tantino sorpresi, proseguite, e leggete: #instagramer #instaaaaah #insta_crew #instapicture #instamillion #instagold #photolocker #instago #instagroove #ignation #instahub #original #golook.
 
Sempre più inviperiti, data un'ultima possibilità al vostro amico, perché possa trovare redenzione. Ma quello vi delude ancora: #bestpicture #golook #all_pixs #gmy #instacool #igersoftheday #insta #igersmanila #yolo #fabshots #tag #popularpic #tagstagramers #tagsta.
 
Fermi, gli hashtag più antipatici ve li abbiamo lasciati per ultimi: #follow4follow (ma ti seguisse uno con un'accetta in mano, poi ci fai sapere!) e #like4like (altresì noto come metodo di vendita alternativo, ovvero accattonaggio di superficiali e meccanici innaturali apprezzamenti, dei quali sdebitarsi in tempi brevi pena il "dislike").
 
Tutto questo, cari i nostri lettori, per arrivare mesti alla fine: della località della fotografia non c'è mai (o quasi mai) traccia, perché su Instagram sembra più importante attirare l'attenzione che puntare al sodo. Gli hashtag, quei cattivoni. Facebook, per ora, si salva ancora. Dunque, caro amico che posti immagini di luoghi di vacanza deliziosi, sei libero di infarcirle di descrizioni cerebro-annientanti, come fossero panini da fast food; MA ti scongiuriamo prima di tutto di far sapere al mondo, e a noi soprattutto, DOVE sei stato.
 
E con questo, vi auguriamo buone vacanze. La bionda e la mora di B B Blog sono in partenza. Tranquilli, pubblicheremo sulla pagina Facebook di "Bi Beatiful Blog" le foto del meraviglioso paradiso, che ci accoglierà per alcuni giorni. Volete sapere dove andremo? Non vi deluderemo e daremo indicazione della località esatta. Perché abbiamo provato sulla nostra pelle in attesa di abbronzatura che gli hashtag #in vacanza #ti fregano. Ci risentiamo, qui sul blog, ad agosto!!!
 
Ps: a questo punto, vi chiedete quale luogo sia quello della fotografia del nostro post... E fate bene, il nostro post vi ha colpito a dovere! Torre della Pelosa, Porto Torres, Sardegna.    



domenica 20 luglio 2014

Cena in Bianco Biella - IL VIDEO

 Cari lettori, sapete che noi amiamo le immagini! E quindi abbiamo confezionato un video-regalo, che con noi lo staff della Cena in Bianco Biella ha piacere di mostrare anche a voi.

Per vederlo, andate sulla nostra pagina Facebook "Bi Beautiful Blog"! ;) 

Cena in Bianco: il Grande Stupore.


Cari lettori, il post di oggi è un po' una dichiarazione di stupore. Sì, perché a volte stupirsi fa bene: apre a nuovi orizzonti, permette di abbandonare i pregiudizi, incentiva al cambiamento. E crediamo che, nel suo piccolo, l'evento di ieri sera, la Cena in Bianco che si è svolta al cospetto del Battistero, abbia a modo proprio insegnato a tutti i presenti questa bella lezione. Lo stupore esiste ancora, conserviamolo come un dono prezioso.
 
Noi di B B Blog vogliamo trasmettere questo stupore anche a chi non era presente. Perché si è perso il Battistero, come nessuno l'ha mai visto. Accogliente, luminoso, elegante, ha accolto quasi mille persone, tutte rispettosamente vestite di bianco. Osservare il monumento simbolo delle città dalla prospettiva della tavola, per più di quattro ore, vicine a sconosciuti diventati parte di un nostro tutto, ci ha stupite.
 
Chi l'avrebbe mai immaginato, che un giorno avremmo cenato all'aperto, tra Municipio e Duomo? A goderci l'arrivo della sera, quando il sole va a coricarsi e lascia spazio alla luce dei lampioni? Non c'erano stelle ieri, ed è stato un peccato. Ma candele che spingevano la loro fiamma al cielo e bolle di sapone che volavano alte, quelle sì. E poi crediamo ci siano stati tanti occhi sgranati, rivolti alla sommità del Battistero, uno dei presenti in fondo. Finalmenti aperti per guardare e vedere, contemporaneamente.
 
Ogni tanto, un evento ben studiato può regalare la sorpresa, che ripaga dell'impegno che si è profuso nel cucinare, portarsi a spalla tavolo e sedie, nello scegliere come imbandire la propria mensa. E se e quale abito comprare: bastava fosse di colore bianco.
 
Se c'è un motivo, quindi, per cui ci sentiamo di ringraziare lo staff della Cena in Bianco è proprio questo: aver dato inizio a una moda che, speriamo, possa portare nella nostra città sofferente e spesso troppo chiusa in se stessa (ma poco attenta al proprio valore) il Grande Stupore. Se ci pensate, lo stupore, quando prende, ci fa sobbalzare, sospinge il cuore alla bocca e alla testa. In pratica, fa da molla all'amore. Così, il Battistero, durante la Cena in Bianco, ha saputo stupire. E farsi amare. Ed è - ci piace pensarlo - rimasto stupito da tanta calorosità. E, senza dubbio, ha amato.    

venerdì 18 luglio 2014

Lo scotch per le tette: provare per credere!

 Oh, sì, gente bi-utiful: avete letto bene. In questo post parleremo di scotch per le tette. E non si tratta di qualcosa di fantascientifico o sadomaso, bensì di un prodotto in commercio davvero utile che, una volta conosciuto, vi invoglierà a esclamare: “Finalmente! È una vita che ti aspetto!”. E avreste ragione, lo abbiamo testato personalmente: lo scotch per tette vale l’attesa, in molti casi più di uomo.

Bene, come ogni magico incontro che si rispetti, anche questa storia ha un luogo, una data e un pizzico di casualità. Tutto ha avuto inizio il primo giorno dei saldi, sabato 5 luglio, evento che noi di B B Blog ci eravamo segnate a pennarello rosso sull’agenda. Il momento, quel 5 luglio, era finalmente arrivato e, dovete sapere, che sempre sulla nostra agenda uno dei primi negozi ai quali avremmo tentato l’assalto era Tezenis. Capirete che di assalto si è trattato, visto l’esercito di donne sprovviste di perizomi che si sono assiepate dentro, dal primo minuto di apertura della mattina; ma è l’effetto che fa il saldo al botto “subito al 50 per cento”… Ullallà, anche noi siamo cadute nella trappola a abbiamo fatto incetta del superfluo, che con gli sconti acquista quel non so che di affascinante; poi, ci siamo messe in coda, una luuuunga coda che ci ha permesso - e qui entra in gioco la casualità - di analizzare meglio la merce in esposizione. E cosa vediamo? Sì, incrociamo Lui, sulla cassa.

Ora, immaginateci pronte a spettegolare e analizzare pigiami e canotte, quando sui nostri volti spunta un grande punto esclamativo, seguito da un punto interrogativo che lo supera per dimensioni e colore. Davanti a noi, si pavoneggia un nastro trasparente simile allo scotch, che inneggia alla sua utilità. Ed ecco che il ? torna ad essere un !

“Un nastro per tette. Ma certo, come abbiamo fatto a non pensarci prima?!”. In fondo, i grandi amori si rivelano sempre da questo particolare: sembrano tutto fuorché possibili grandi amori. Dunque, non abbiamo perso tempo e ci siamo portate a casa anche lo scotch. Che sarebbe meglio descrivere come scotch per scollature vertiginose.
Ovvero per tenere ferme scollature che, se lasciate libere di esprimersi, possono creare situazioni imbarazzanti. Vi ricordate, ad esempio, dell’uscita di un seno di Janet Jackson, durante un suo famoso concerto? Cara Janet, se avessi avuto con te il nastro di cui parliamo, ti saresti risparmiata quel siparietto.

E noi? Come ci siamo trovate, invece, con questo nastro adesivo? Vi spieghiamo come si usa: porre verticalmente due strisce medio-lunghe lungo l’incavo interno dei seni, in corrispondenza dei bordi della scollatura. Fate solo attenzione a non farlo sporgere, perché qualcuno potrebbe notarlo (occhi di lince sempre guizzanti!). Semplice: l’effetto calamita è assicurato!

Ma, e qui viene il bello, il nastro adesivo risponderà anche a un’altra vostra necessità: indossare canotte o vestitini leggeri, senza che vi si intravedano i capezzoli. Eh già, signore e signorine: sentiamo le vostre urla di liberazione! Vi vorremmo, però, sentire esultare di piacere, dopo averlo provato, il nastro per tette. Forza, scotch-(t)ettatevi tutte!