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giovedì 4 dicembre 2014

Quando i Re Magi anticipano e "rispolverano" vecchi doni...

 Sapete, no? Siamo in periodo natalizio. E, quando di mezzo si mette il Natale, una spolverata è d'obbligo. Anche nelle abitudini, o negli scherzetti.
Pensateci, in fondo è la stessa cosa: saliamo in soffitta a recuperare il finto abete spelacchiato che trasciniamo di sotto ogni dicembre. O ci presentiamo a comprarne uno vero borbottando che, l'anno prossimo, "se ne prende uno di plastica, e la facciamo finita con questa storia!". Ma ogni Santo Natale che si rispetti finiamo lì, a confrontare prezzi e dimensioni. Poi, una volta agguantato l'albero, diventiamo matti a cercare la scatola delle palline, quella che "fai attenzione: se ti cade, vanno tutte in mille pezzi!". Per non parlare del presepe e delle sue statuine con il naso sbeccato e del virulento muschio, tanto rinsecchito da essere ormai simile al pagliericcio. "Ma dove abbiamo messo le pecorelle? Dove?", ve lo siete già chiesto? E dove saranno i Re Magi, vi siete già arrovellati? Quelli - è assodato - se la filano sempre appena possono, con l'oro, l'incenso e la mirra.
 
Ebbene, cari lettori, è Natale e vanno rispolverati, con l'Abete&Co., anche le abitudini o gli scherzetti, dicevamo. Su Facebook sta accadendo proprio così: c'è stato una volta Pinibook (ricordate? ecco il nostro vecchio post), a dicembre 2014 invece troviamo pseudo Re Magi che, prima del tempo, postano "dolci" pensierini sui propri amici. Notiziole golose, che citano persone con tanto di nome e cognome. Ree di averne combinata una che, sotto Natale tra l'altro, potevano proprio risparmiarsi (avvertenza: qualcuno starà al gioco, qualcun altro no: è Natale, suvvia!).
 
Volete sapere di quali notizie si tratta? Al momento, ne abbiamo intercettate alcune, condivise a Biella e dintorni. C'è chi "finge il decesso per sfuggire alla spunta blu di Whatsapp" (niente da dire, stanno sul pezzo!). Chi si è beccato una "multa da 10.000 euro per aver cantato canzoni di Gigi D'Alessio in pubblico" (de gustibus!). Chi mente, dicendo: "Sono un agente segreto" e poi "ruba un'ambulanza con due pazienti a bordo" (per mitomani!). Chi addirittura "morde l'impiegata postale" (della serie, quando ce vò ce vò!). Fino agli spericolati che, in centro città, si danno alla "folle corsa in auto a 220 chilometri all'ora" e che sono stati puniti con l'obbligo dei 30, i tapini.  
 
La fonte delle notizie è newsvirali.com (sulla pagina Facebook vi farete qualche risata, ci sono idee pronte all'uso), per chi tra voi lettori bi-utiful fosse spinto da raptus natalizio casalinghitudinario. Altrimenti noto come operazione di recupero, messa in sicurezza e districamento dei fili di lucine per l'addobbo. O più semplicemente: rispolverata di vecchi ninnoli e tranelli. In caso contrario (cioè che preferiste lasciare gli scherzi ad altri), sappiate che i ninnoli vi aspettano: avremo bisogno di voi e della vostra efficienza per affrontare la nuvola di polvere che se ne sta quieta sul nostro albero e sul presepe, ancora dimenticati in soffitta. Ma che diciamo: tempo di Avvento tempo di polvere, sì. Ma di stelle. E cadenti (Re magi, dove andate? Nella scatola, forza!).

venerdì 19 settembre 2014

Pestare una cacca... sul più bello!

Capita a tutti, prima o poi, di vivere un momento epico della propria vita, che resterà indelebile nella memoria dei secoli futuri. A volte, più che di un momento epico, si tratta soprattutto di piccoli attimi, quei nonnulla che ci sorprendono di più. E spesso ci fanno sganasciare dalle risate, veri toccasana nei giorni più neri.
 
Quando il momento può dirsi davvero "epico", però, siate certi che quel ricordo vi si appiccicherà nella mente, come una cacca sotto alla suola delle scarpe. In pratica, occorrerà grattare ben bene per levarvela dalla suola. Non ridete, non ridete già almeno! Per ora vogliamo soltanto "disgustarvi", ma con buoni propositi, sappiatelo! Avrete capito, cari i nostri lettori, che in questo post parleremo del nanosecondo meno indicato per pestare le feci che un animaletto "scostumato" ha abbandonato, incurante, sulla strada. Ovvero il momento del difficile abbordaggio.
 
Siete curiosi? Dovete esserlo, perché una di noi di B B Blog ha assistito alla scena in prima persona e, lo confessiamo con una mano sul cuore, è stata la causa dell'appiccicoso incidente (di percorso)...
 
Veniamo al dunque, questo è quello che è successo: giornata di settembre movimentata, la bionda di B B Blog ha appena terminato la lunga lista di commissioni da fare, tremendamente in ritardo per un appuntamento; quando, all'improvviso, incrocia un prestante 50enne. 
 
Fin qui, tutto nella norma.
 
L'uomo sopraggiunge con passo deciso, e la guarda, la riguarda, la guarda ancora. Tutto in un attimo: tanto gli piace che si butta e la saluta con un sornione "ma ciaooo" molto simile a un  irritante ma eloquente miagolio. La bionda viene presa alla sprovvista, non fa in tempo a reagire che qualcosa di tremendo si abbatte sul maturo provolone...
 
Fin qui, tutto nella norma, o quasi.
 
La strada è sgombra da altri esseri viventi, ma c'è un elemento che intralcia il passo. Un dettaglio non certo innocuo a cui la bionda aveva fatto caso, ma che - percepisce - il 50enne non aveva neppure notato, probabilmente rapito da quella visione idilliaca. Non il dettaglio, capiamoci, ma lei: la bionda!
La nostra biondina, d'istinto, elabora quindi un avvertimento. Tutto inutile, perché l'irreparabile è già accaduto: il provolone overaged, distrattosi, ha guardato altrove. Il suo corpo si è irrigidito e la vista annebbiata. Ma il piede, quello, ha invece incautamente continuato la sua corsa (verso la brutta figura), calpestando il dettaglio!
 
E qui, l'irreparabile!
 
Il dettaglio è una cacca di notevoli dimensioni. Di quelle che neppure un attore di Hollywood sul tappeto rosso di Cannes avrebbe potuto schiacciare senza sembrare un perfetto idiota. E, infatti, la bionda - di fronte allo scempio dell'onore perduto del corteggiatore biellese - a fatica è riuscita a trattenere le risate, per poi scoppiare come una pentola a pressione satura non appena girato l'angolo.
 
E qui, l'irreparabile al cubo!
 
Anche perché il 50enne non si è accorto di nulla. Ha proseguito, cacca al seguito, per la sua strada. Tronfio del gesto spavaldo, inconsapevole di quello meno ostentato. Ma determinante (organo in sottofondo).
 
Cara bionda, ma non lo sai che i machi ti sorprendono soltanto all'Esselunga (vedete nostro vecchio post sull'argomento, che la vede ancora una volta protagonista femminile!).
 
Lei risponde: "La scena sarà durata 30 secondi, ma vi giuro che ha cambiato la mia giornata, iniziata non benissimo. Alla fine, penso di aver fatto un favore al 50enne: lo sanno tutti che pestare una cacca porta una fortuna sfacciata, no?".
 
Insomma, viene da aggiungere, soltanto: attenti a dove mettete i piedi e anche su chi, nel frattempo, avete messo gli occhi!

mercoledì 16 luglio 2014

Gavettoni da auto in corsa

Il rintocco della mezzanotte. Tre gruppetti di persone finiscono la serata chiacchierando sotto la luce soffusa di piazza Martiri, a Biella. Sono a pochi metri dalla strada che passa davanti al Teatro Sociale Villani.
 

La macchina accelera di colpo. Dal finestrino parte il primo palloncino pieno d’acqua: splash, centra in pieno una ragazza abbracciata al suo fidanzato. Il secondo gavettone manca il bersaglio e, splash, si spiaccica a vuoto nell’aiuola vicina. La terza “bomba” d’acqua vola basso e, splash, colpisce soltanto una caviglia e inumidisce una stivaletto.
 
Di cosa stiamo parlando, vi chiederete? Bene, cari biellesi, vi abbiamo raccontato la bravata, alla quale abbiamo assistito noi di B B Blog ieri sera, un comune martedì. Ragazzi che si sono divertiti a “rinfrescare” ignari passanti, colti alla sprovvista. Per inciso, noi di B B Blog apparteniamo al secondo gruppo, ovvero alle vittime graziate dalla scarsa mira del gavettonaro.
A quel punto, allertate abbiamo fatto attenzione: come si dice, il reo torna sempre sul luogo del misfatto. E infatti avevamo ragione. Dei gavettonari in questione possiamo dire che erano a bordo di una Punto bianca dai vetri oscurati. E quella macchina l’abbiamo vista passare una seconda volta, affianco al dehors di un bar vicino al Sociale e “sparare” contro i clienti seduti lì sotto. Un tiro ben riuscito: erano tutti saltati in piedi, gocciolanti.
Ohibò, la tensione vibrava nell'aria. C'era da guardarsi le spalle, o reagire. Da appassionate di gialli e polizieschi, ci siamo messe quindi in macchina, pronte all’inseguimento. Ma ve lo confessiamo: non abbiamo più trovato i gavettonari. Dileguossi.
 
Comunque, fiere del nostro ruolo di blogger, la nostra parte la vogliamo fare, scrivendo questo post. Attenzione, gente bi-utiful, a questa nuova genialata (si fa per dire, sulle messe in piega non si scherza mai!). Potreste trovarvi nel posto sbagliato al momento sbagliato (noi siamo inseguite dalle novità, è evidente). Ciò non significa che dobbiate guardare storto il vicino di casa, che ritira in garage la sua Punto bianca, certo che no! Nel caso foste centrati da quel palloncino, pensate che: sì, è estate (già di per sè umidiccia) e che l’acqua non ha mai fatto male a nessuno… Ma concedeteci almeno l’arrabbiatura per sfiorata doccia fredda. E ai gavettonari diciamo: Chi la tira, la aspetti! :P  
 



mercoledì 26 febbraio 2014

Orfani del "Biellese Medio"

Ci eravamo abituati a seguire i suoi post al vetriolo. Erano acidi come la peggiore delle zie zitelle di secondo grado, ma in fondo raccontavano qualcosa di noi, dei biellesi nudi e crudi. Pregi pochi a giudicare dai post (ma ne abbiamo, pensiamoci), difetti a manciate. Adesso, ci sentiamo un po' tutti orfani del Biellese Medio, perché la pagina Facebook che ha conquistato in pochi mesi oltre 2.400 "mi piace" è stata chiusa. 
 
Ve ne siete accorti? Non correte a controllare, sul social network quell'enorme magazzino di "biellesità grigia" confezionata in pillole è completamente sparita. Eppure, noi di Bi Beautiful Blog, abbiamo girato la Rete per trovarvi ancora una - una! - foto che salva l'ultima perla partorita con tanto dolce livore. E con commozione ve la alleghiamo qui sotto.
 
Il Biellese Medio, insomma, ha fatto armi e bagagli. Scelta personale, recitava l'addio. Sipario giù. E ora? Va detto che a qualcuno l'uscita di scena di chi faceva satira su contraddizioni, usi e costumi riconducibili al "biellese doc", neanche dispiace: sono i meno disposti all'ironia e all'auto-critica. Altri rimpiangono qualche risata, visto che anche il post più loffio un sorrisetto almeno sapeva strapparlo.
 
Era diventata abitudine raccogliere le patate bollenti dell'omino nero che si stagliava, innocuo, davanti a Palazzo Oropa, accompagnato dal nostro orsacchiotto. Alcune un tantino esagerate, ma molte azzeccatissime: segno che chi scriveva, pur cattivello, di caratteristiche "doc" ne aveva a iosa o comunque le conosceva bene. Siamo fatti così, in fondo: ci sentiamo meglio se corriamo in macchina a Milano snobbando il trenino; collezioniamo foto scattate per due terzi in un solo rinomato locale della città (sempre il solito, pare rinnovarsi ma tal resta); nelle giornate di sole, ci chiudiamo nel tanto detestato centro commerciale; piove e dobbiamo a ogni costo mugugnare e far notare che, accidenti, piove. Ma, alla fine, la nostra città non la cambiamo tanto facilmente, e se lo abbiamo fatto finiamo con il rimpiangerla per certi versi. Siete d'accordo? Se un lascito del Biellese Medio possiamo salvarlo, ecco, è proprio questo: ricordare i nostri difetti e i nostri limiti per cambiare. Cambiate locale, gente. Cambiate abitudini. Cambiate fotografo. E Biella cambierà, e sarà vita nuova. E anche noi chiuderemo una pagina della nostra vita. Tanto altre si apriranno. E allora, riposa in pace Biellese Medio (sia la pagina, che il nostro lato out), che l'oblio della Rete ti sia lieve!