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sabato 14 febbraio 2015

Per San Valentino, beccati 'sta pizza!

 Cari lettori, lo abbiamo anticipato sulla nostra Facebook e adesso ve lo sveliamo qui, nel nostro salottino colorato. Abbiamo visto l'immagine, indagato e ora possiamo consigliarvi un posticino davvero carino che, oggi 14 febbraio festa di San Valentino, saprà rendere originale la solita cenetta. Per innamorati o tra un nugolo di single incalliti. In fondo, l'Amore arriva e va per tutti: quindi, festeggiamo senza distinzioni!

E allora, voi che state ammirando questa bella pizza qui a fianco, volete sapere dove la si fa? Ebbene, è un posticino vicino a noi, che scorrazziamo indecisi nel Biellese alla ricerca della location "che faccia la differenza". Ma qui, cari lettori, la differenza la fa la pizza, con la sua originale forma a cuore. Pensata per l'occasione e per le signore.

Rullo di tamburi. Pronti? Eccovi l'indirizzo: ZanziPizza, solo su prenotazione al 389/4448000. Dove? Via Lungo Lago 4, Viverone. 

Ehi ehi ehi, siete già incollati alla cornetta o allo schermo dell'iPhone? Non dimenticate niente? Ah, così va meglio: tanto Amore anche a voi! 

giovedì 13 novembre 2014

Tutte giù per terra!

 

"Se non sorridi e non sei positiva, non è un problema. Basta essere sexy". Avete letto bene, la massima nascosta sotto alla suola di quello spendido sandalo a tacco alto (foto)? Bene, adesso potete anche dimenticarvela, ragazze biellesi. D'ora in avanti, non sarà fuori moda soltanto lei - la massima coniata per le miss tutte smorfie, ma miss a ogni costo -, ma ciò che sponsorizza: i trampoli ai piedi.
Insomma, la maggior parte di voi ragazze se ne sarà accorta. Già quest'estate i tacchi alti hanno iniziato a restare chiusi nelle loro scatole impolverate. Niente plateau, niente caviglia in allungo. Tutte iniziavano a viaggiare su sandali piatti, zeppe al massimo, e, complice il clima pseudo-autunnale, dentro agli ormai celeberrimi biker boots. Ovvero gli stivaletti che arrivano a un terzo della gamba e, sorpresa delle sorprese!, sembrano donare anche alle meno slanciate.
Sono proprio loro, i biker boots con gli anfibi e le polacchine, ad aver sconvolto lo stile della vita mondana, anche a Biella. Ci avete fatto caso? Le giraffone su tacco 12 sono ormai mosche bianche. Tutte sfoggiano un look più sbarazzino, metropolitano. Come a dire: "Dopo anni di patimenti, vogliamo rilassarci, uscire di corsa, saltare come si deve, ballare sulle punte e sui talloni". Insomma, essere libere. Autonome. Assolutamente "easy".
Provate, come abbiamo fatto noi di B B Blog. Uscite il venerdì come il sabato sera e osservate ciò che si muove sotto le vostre ginocchia. Vedrete pochissimi tacchi. E, subito, sollevate il mento per guardarvi attorno, così scoprirete un'altra novità: in alto circolano più sorrisi, espressioni piene di positività. Quanto al sexy, raffinate i gusti ( ci rivolgiamo ai maschietti, biologicamente inchiodati all'equazione tacco:bella), perché sembra soffiare un vento di ribellione. Lo sentite? Sta arrivando... "Il tallone è mio e me lo gestisco io!".

domenica 9 novembre 2014

Alla Rivetti si gira il remake di "Laguna blu"!

L'effetto Laguna Blu,
di cui parliamo nel post!
 Ve lo ricordate? "Laguna blu" è stato un film culto, che non è mai passato di moda. Nel senso che, ovunque noi siamo, ancora oggi una determinata situazione ci fa riaffiorare alla mente scene o atmosfere che infarcivano "Laguna blu" di zucchero, taaaanto zucchero, e bei posti. E, poi, di acqua, acqua, acqua. Taaanta acqua!
 
Ebbene, chi avrebbe immaginato che anche la Rivetti ci riaprisse un cassettino della memoria? E che la sua vasca - stracolma di bambini sgambettanti, ragazzi pinne-dotati e signore o fanciulle armate di cavigliere  di spugna pronte a tutto per mantenersi in forma -, sì proprio la vasca della piscina Rivetti di Biella, non solo ricordasse ma si travestisse da "Laguna Blu"?
 
Signori e signore, è successo. Ma che diciamo, continua a succedere. Succede che, da un paio di settimane, alla piscina comunale è proposto un vero e proprio spettacolo. Le luci della struttura olimpionica  vengono spente ogni venerdì sera, dalle 19.45 alle 21. Al loro posto restano sfarfallanti quelle subacquee! La foto, anche se non è della vasca in questione, rende bene l'idea.
Immaginatevi la scena: vasca gremita, urla, fischietti, musica, lo splash dei tuffi e gli sciaf delle bracciate. Noi di B B Blog dentro, tutte intente a compiere la nostra missione personale (un'adrenalinica lezione di aquagym della Libertas Nuoto Biella), fuori acqua a secchiate. La nostra seduta di fitness acquatico dura ben 60 minuti, a differenza dei corsi proposti dalle altre società sportive. Un "allungo" che ci costa fatica, ma dobbiamo ammetterlo, ci ha permesso di godere di questo travestimento in notturna.
Dicevamo, noi di B B Blog ci muoviamo, muoviamo, muoviamo in acqua; quando all'improvviso, cala il buio. "Cosa succede?", "Sarà saltata la corrente?". Resta la musica, che ci dà ritmo, a riempire l'aria, poi via di fischi. E invece, nuotatori di poca fede, tac!: la Rivetti cambia colore, proprio come se fossimo in un centro benessere. Le increspature si muovono sul verdeacqua, gli spruzzi sono più trasparenti del trasparente. "Mai vista la Rivetti così bella, chi la vede per la prima volta perde la parola!" (tranne noi, che comunque troviamo parole anche per scrivere, imperterrite!).
Da quel venerdì, il momento dello stretching, accompagnato da una musica iperrilassante, ci sta facendo concludere in maniera inaspettata le nostre lezioni di acquagym. Mancavano soltanto i cocktail a bordo vasca, e sarebbe stato un vero e proprio paradiso!
Che dite, siete curiosi di andare a vedere per credere? Fatelo, sappiate però che la bella trovata non è esente da critiche, soprattutto perché a quell'ora si svolgono ancora i corsi di nuoto e gli allenatori, da bordo vasca, faticano a seguire gli atleti… Bisognerebbe dotarli di un caschetto con torcia incorporata, stile minatore, per poter svolgere al meglio il loro lavoro, azzardiamo noi… Eventualità che ha una sfumatura senza dubbio divertente, anche se assolutamente impraticabile. In più a noi di B B Blog è sorto un dubbio: come faranno i bagnini a  soccorrere qualcuno in difficoltà, a localizzarlo in meno tempo possibile, tra le ombre della "Laguna Blu"? I secondi, a volte, sono preziosi.
Insomma, cari lettori, chissà quanto durerà l’iniziativa  visto che le lamentele degli “addetti ai lavori” si stanno facendo sempre più insistenti. Vi invitiamo, se volete gustarvi il paradiso subacqueo, a decidere in fretta. Che le cose belle, diceva qualcuno, finiscono subito.
Ma anche no, speriamo noi. E, nel frattempo, continuiamo a goderci la nostra lezione “a lume di candela”.

giovedì 6 novembre 2014

Whatsapp, cambi nome? Colpa della nuova spunta per i messaggi "letti"!

 Eccola, ci siamo! Snella, giusto due baffetti, e colorata: da grigia passa ad azzurra nel momento saliente, cioè il momento della verità. La fucilata di secondo, nella quale il destinatario del nostro messaggio presta attenzione a noi, dall'altra parte del muretto di Whatsapp, e sceglie: o ci considera, rispondendo, o ci snobba, lasciandoci in balia della spunta azzurra.
 
Biellesi, ve ne siete accorti? La spunta di Whatsapp si è aggiornata: finalmente ci segnala se i nostri messaggi sono stati letti. Gulp, che ve ne pare? Che la pace dei giorni nostri è - possiamo annunciare la diagnosi - terminata.
 
Rivoluzione tanto attesa, la spuntaccia: da tempo ci si sgolava per far capire che i due baffetti in basso a destra non facevano che segnalare l’avvenuto invio del messaggio ai server dell’app (prima spunta) e del fatto che il destinatario lo avesse ricevuto (seconda spunta). Ma non letto.
 
E invece, cari lettori, è tempo di trasparenza, sembra voler significare la novità! E sapete a chi abbiamo pensato subito, noi di B B Blog? A Lei, che sognava ben altro per Whatsapp, ve lo ricordate? Se no, leggete qui!
 
Adesso, dovrebbero proprio scriverlo come preghiera o raccomandazione: uso moderato dell'app. Un po' come si fa con i medicinali. Temporeggiare non è più concesso, aspettare tanto meno: questa spunta è muta, ma parla persino troppo, non pensate anche voi?
 
Dov'è finita la privacy? Dove la calma? Già immaginiamo il folto mondo che si crogiola su un messaggio, mentre il resto arranca in giustificazioni improbabili.
 
"Risponde? Perché, se l'ha letto, non mi considera? Che starà facendo? Cosa vuole dirmi?".
 
Ci seiiiiii? Ci seiiii? Non rispondi???? 
 
"Nooo, adesso sa che l'ho letto, come faccio? Devo scrivere, cosa scrivo? Quanti secondi ho per scrivere?".
 
Sarà inevitabile: Whatsapp finirà per cambiare nome. Per tutti, chi in attesa e chi in finto esilio. Chi col cuore a mille dall'agitazione e chi col cuore intrippato dal nervoso. D'ora in avanti, credeteci, chiamatela WhatsArgh!

martedì 7 ottobre 2014

La vuoi? La paghi!

 Cari i nostri lettori, oggi parleremo dell'istigazione alla concessione straordinaria di sigarette. "Cosa, cosa, cosa?", vi chiederete: tranquilli, non è niente di complicato o noioso. Vogliamo soltanto affrontare l'amletico dubbio, che sempre più spesso ci affligge.
 
Non si capisce, infatti, come mai chi vuole fumare, invece di andare dal tabacchino e rifornirsi delle camionate di bionde che polmoni incatramati necessitano, tende a preferire il fastidiosissimo scrocco. Già, lo scrocco. A chi non è capitato di sentirsi rivolgere l'irritante domandina  "Scusa, hai una sigaretta?". Un evergreen che non passa di moda, non soltanto perché indispensabile per trovare finalmente sollievo con la nicotina tanto amata, ma altrettanto sovente per attaccare bottone, semplicemente (Ah, i cari vecchi metodi: ci stupiamo che non abbiamo inventato una app apposita, che finga lo scambio di accendini o di cicche...!).   
 
Ebbene, cari lettori di B B Blog,  non perdiamoci in considerazioni secondarie e torniamo al punto: dovete sapere che le cose si sono ulteriormente evolute. Ovvero, il classico scrocco è stato ormai affiancato (vista la crisi?) e quasi sostituito - indovinate, indovinate! - dall'acquisto della singola sigaretta...
 
"E che sarà mai!", penserete voi. Credeteci, leggerlo è meno d'impatto che viverlo. Perché questa abitudine è una prassi sempre più consueta in locali e discoteche, ma non ancora così familiare. 
 
La domandina "Scusa, hai una siga?" (voce soft) sta, così, subendo un'inaspettata metamorfosi. Ora vi sentirete chiedere: "Scusa, hai la siga per un euro?". Sentito? La proposta in moneta sonante incentiva il rilascio della "siga", con una ricompensa che vale ben un euro tondo tondo. 
 
Assistere per credere, e noi abbiamo assistito. Con delle amiche, una sera, ci siamo fatte due conti: se avessimo accettato i soldi offertici per poche sigarette (precisiamo il "se", noi all'odore del tabacco preferiamo la fragranza di Dior!) avremmo racimolato denaro sufficiente per comprarci almeno due pacchetti, tutti per noi. Insomma, una sigaretta per un euro può rivelarsi un piccolo business. Non parliamo poi se il richiedente cicca - come è effettivamente capitato - sia vistosamente ubriaco e pronto a offrire ben 5 euro per una misera sigaretta. Fermi!!! Onestà prima di tutto: noi abbiamo detto no, mai approfittarsi di un VodkadipendenteAnelantetiroRinvigorente.   
 
Comunque, sappiate anche che non solo di sigarette si tratta. Questo virus ha colpito soprattutto i giovanissimi, che non perdono la fantasia e - pensate - adottano tecniche strampalate pur di raggiungere i loro scopi. Non si salvano neppure coloro che, sul balcone di casa, pensano di potersi godere degli attimi di relax. Anche a loro arriva la proposta, in un moderno scambio di battute alla Romeo e Giulietta dei giorni nostri: "Mi senti? Hai una sigaretta? Scendi. Te la pago, eh!".
 
C'è poi chi sfrutta lo scrocco per ottenere qualcosa di più di un semplice grazie, accompagnato da un grande sorriso. E sono maschietti alternativi in fatto di provolaggine: "Bella, vuoi una sigaretta?  Allora dammi un bacio". E la bella: "Bè, no". E l'alternativo provolone 2.0: "Allora, niente. Ciao!".
 
Non c'è che dire: i giovani oggi forse non sanno il latino, ma applicano alla perfezione l'antica massima del "Do ut des"! Dare per avere.

venerdì 19 settembre 2014

Pestare una cacca... sul più bello!

Capita a tutti, prima o poi, di vivere un momento epico della propria vita, che resterà indelebile nella memoria dei secoli futuri. A volte, più che di un momento epico, si tratta soprattutto di piccoli attimi, quei nonnulla che ci sorprendono di più. E spesso ci fanno sganasciare dalle risate, veri toccasana nei giorni più neri.
 
Quando il momento può dirsi davvero "epico", però, siate certi che quel ricordo vi si appiccicherà nella mente, come una cacca sotto alla suola delle scarpe. In pratica, occorrerà grattare ben bene per levarvela dalla suola. Non ridete, non ridete già almeno! Per ora vogliamo soltanto "disgustarvi", ma con buoni propositi, sappiatelo! Avrete capito, cari i nostri lettori, che in questo post parleremo del nanosecondo meno indicato per pestare le feci che un animaletto "scostumato" ha abbandonato, incurante, sulla strada. Ovvero il momento del difficile abbordaggio.
 
Siete curiosi? Dovete esserlo, perché una di noi di B B Blog ha assistito alla scena in prima persona e, lo confessiamo con una mano sul cuore, è stata la causa dell'appiccicoso incidente (di percorso)...
 
Veniamo al dunque, questo è quello che è successo: giornata di settembre movimentata, la bionda di B B Blog ha appena terminato la lunga lista di commissioni da fare, tremendamente in ritardo per un appuntamento; quando, all'improvviso, incrocia un prestante 50enne. 
 
Fin qui, tutto nella norma.
 
L'uomo sopraggiunge con passo deciso, e la guarda, la riguarda, la guarda ancora. Tutto in un attimo: tanto gli piace che si butta e la saluta con un sornione "ma ciaooo" molto simile a un  irritante ma eloquente miagolio. La bionda viene presa alla sprovvista, non fa in tempo a reagire che qualcosa di tremendo si abbatte sul maturo provolone...
 
Fin qui, tutto nella norma, o quasi.
 
La strada è sgombra da altri esseri viventi, ma c'è un elemento che intralcia il passo. Un dettaglio non certo innocuo a cui la bionda aveva fatto caso, ma che - percepisce - il 50enne non aveva neppure notato, probabilmente rapito da quella visione idilliaca. Non il dettaglio, capiamoci, ma lei: la bionda!
La nostra biondina, d'istinto, elabora quindi un avvertimento. Tutto inutile, perché l'irreparabile è già accaduto: il provolone overaged, distrattosi, ha guardato altrove. Il suo corpo si è irrigidito e la vista annebbiata. Ma il piede, quello, ha invece incautamente continuato la sua corsa (verso la brutta figura), calpestando il dettaglio!
 
E qui, l'irreparabile!
 
Il dettaglio è una cacca di notevoli dimensioni. Di quelle che neppure un attore di Hollywood sul tappeto rosso di Cannes avrebbe potuto schiacciare senza sembrare un perfetto idiota. E, infatti, la bionda - di fronte allo scempio dell'onore perduto del corteggiatore biellese - a fatica è riuscita a trattenere le risate, per poi scoppiare come una pentola a pressione satura non appena girato l'angolo.
 
E qui, l'irreparabile al cubo!
 
Anche perché il 50enne non si è accorto di nulla. Ha proseguito, cacca al seguito, per la sua strada. Tronfio del gesto spavaldo, inconsapevole di quello meno ostentato. Ma determinante (organo in sottofondo).
 
Cara bionda, ma non lo sai che i machi ti sorprendono soltanto all'Esselunga (vedete nostro vecchio post sull'argomento, che la vede ancora una volta protagonista femminile!).
 
Lei risponde: "La scena sarà durata 30 secondi, ma vi giuro che ha cambiato la mia giornata, iniziata non benissimo. Alla fine, penso di aver fatto un favore al 50enne: lo sanno tutti che pestare una cacca porta una fortuna sfacciata, no?".
 
Insomma, viene da aggiungere, soltanto: attenti a dove mettete i piedi e anche su chi, nel frattempo, avete messo gli occhi!

martedì 15 luglio 2014

Cena in Bianco: finalmente scoperto il DOVE!

Anche le blogger vanno in bianco
 Era ora, biellesi! Finalmente lo possiamo scrivere anche noi: la Cena in Bianco a Biella, che si terrà sabato 19 luglio dalle 19.30, ha la sua location. O meglio, è stato ufficiliazzato da pochi minuti il luogo di ritrovo per questo primo evento, unico nel suo genere.
 
Noi di B B Blog l'avevamo annunciato in due post precedenti e - con estrema fatica - abbiamo mantenuto la promessa fatta agli organizzatori: non ci siamo sbilanciate, se non facendovi intuire che, tempo permettendo, si sarebbe brindato sotto le stelle, al cospetto del simbolo della nostra città, in pieno centro. Insomma, lo avrete già capito: del Battistero.
 
Così, vi diamo anche noi appuntamento nella piazza del Duomo di Biella, carichi di tavolini, sedie, piatti e vivande. Ma soprattutto vestiti e vestite di bianco (indiscrezioni ci dicono che sono già oltre 200 gli aderenti, ma avete tempo fino a giovedì: per saperne di più leggete qui)!
 
Noi un vestito, complici i saldi, ce lo siamo già comprato. Nuovo nuovo per l'occasione (in foto). Non ci resta che dirvi: a presto, e che sia un'attesa che più bianca non si può!  

domenica 29 giugno 2014

Le bugie 2.0

 Chi di voi, in vita sua, non ha mai raccontato una bugia, per giustificarsi o uscire da una situazione imbarazzante? Ebbene, col passare degli anni, le tecniche della “bugia perfetta”(o anche solo credibile) si sono evolute. Va reso grande merito all’avvento di sempre più nuove tecnologie, le quali, se da una parte ci facilitano la vita, dall’altra parte ce la ingarbugliano, segnalando ad esempio con precisione dove siamo, con chi siamo, a che ora e bla bla bla. Insomma, stiamo parlando di vere e proprie armi di distruzione di massa, dove per massa intendiamo rapporti interpersonali e, in particolare, amorosi.
 

In molti sono caduti vittime del “visualizzato alle…” del messaggio privato su Facebook. Come di quell’inghippo, sempre su Facebook, che ti segnala costantemente on line (se si ha uno smartphone), spesso a causa soltanto di una errata impostazione. Ma l’arma segreta che, secondo noi di B B Blog, sicuramente viene usata anche dalla Cia è - udite udite!- la segnalazione dell’ultimo accesso, con dovizia di orario, su Whatsapp.

Lo saprete anche voi: chi non ha mai controllato l’ultimo accesso del proprio fidanzato o della propria fidanzata? Sicuramente tutti, e tutti lì - naso sullo schermo - a friggere di curiosità.

 Questa informazione dettagliata consente, infatti, di monitorare tempi e movimenti di una persona. Ed è qui che entra in ballo la bugia 2.0. Già, perché oggi, se se ne vuole raccontare una -di balla -, bisogna tenere conto di questi elementi che potrebbero contraddire la nostra versione della verità.

La persona che frequentate se ne esce con un “Ah sì? Ma che peccato, non ho visto quel messaggio”, oppure “Ah sì? Ma che peccato, non ho avuto il cellulare con me, per tutto il giorno”. (Ohibò, ultimo esemplare di homo sapiens capace di sopravvivere per 24 ore di fila facendo a meno della oramai diagnosticata digitazione compulsiva!). Senza pensare alla possibilità di essere facilmente sgamato, contravvenendo alla regola regina di tutte le bugie: mai contraddirsi e negare fino alla morte.

In questo caso, la brutta figura è garantita. Passare per bugiardi e un po’ ingenui non è granché bello, quindi nostri cari se proprio volete affidarvi a storielle degne di Pinocchio (incluse quelle bianche), soprattutto per giustificare le vostre mancanze, state attenti: ormai tutti possono sapere tutto di tutti, e senza neanche troppa fatica. Basta un semplice click. Tenetene conto e al massimo:
a) limitate particolari che potreste dimenticare;

b) ogni aspetto della bugia deve essere verosimile e allontanarsi il più possibile dal plot di una sceneggiatura di Steven Spielberg;

c) il telefono può essere più infido di una spia russa: svela a chi non vorreste se l’avete usato e quando.

Quindi, nel caso doveste proprio costruire un castello di bugie, cercate di fare uno sforzo mentale maggiore. Perché se le balle di una volta avevano le gambe corte, quelle 2.0 hanno sicuramente la connessione lunga.

lunedì 12 maggio 2014

E se fosse l'ex a sognarti? Tienilo a stecchetto, gli farai un favore!


Il messaggio è arrivato in queste ore, e ci ha tanto perplesse da indurci in tentazione. Soprattutto perché di sogni abbiamo parlato, raccontando della nostra insana voglia di capirli. Così, cari lettori di B B Blog, mentre stiamo preparando qualche considerazione sui costumi per l'estate, ci siamo fiondate sulla Smorfia Napoletana per la seconda volta.
 
L'aggressione al beneamato e tradizionale strumento di interpretazione dei sogni era più che giustificata. Capirete subito il perché: stavolta, quasi a farlo apposta ma è tutto vero (un tantino... esilarante anche!), l'ex di una di noi si è materializzato scrivendo di averla sognata.
 
Ohibò, a tanto arriva l'altro sesso? Ecco il messaggio: "Ciao! Stanotte ti ho sognata, ma vai tranquilla che non è il solito sogno indecente. Ho sognato che stavamo insieme... E io ero stranamente felice, in pace con il mondo... Attorno a noi, ci guardavano come se fossimo le star del banchetto e tu eri così bella, sorridente, mi parlavi in modo talmente gentile che io mi dicevo "Spero non finisca mai"... Strani sogni...".
 
Voi sareste tutte un sorriso? Ma no, noi tutte una Smorfia. Soprattutto perché il sorrisone ci è spuntato dopo, come sempre. Cosa ci ha insegnato la Smorfia? Occhio ai bei sogni, ecco allora cosa abbiamo dedotto del parto mentale del ragazzo in questione.
 
Bentrovato Passato Amore, ti sei sognato la ex (che sia una di noi due ci fa strano!), aspetto che sarebbe pure buon segno (guardate il post precedente), ma nel sogno la ex era una (la tua!) fidanzata, quindi male male male. Con lei, infatti, formavi una "coppia di fidanzati": romanticismo eccessivo (numero 87). E questa ex era bella, scrivi caro nostro, e "donna bella" uguale rapporti insinceri (6). Addirittura ci (eh ci tocca il "noi", hihi) guardavano come star al banchetto, e "gozzovigliare al banchetto" vuol dire pensieri, dispiaceri, discordie d’amore (84).
 
Ci fermiamo? Ma no, ultime chicche! Per fortuna, Passato Amore, non hai sognato una donna discinta (una di noi di B B Blog andrà tranquilla, l'indecenza comunque non l'avrebbe pagata lei... eheh), visto che "donna nuda" sarebbe stata segno di "dolori e amarezze"! Siamo combattute: raccomandiamo ai maschietti di smetterla con i porn-dreams, però stando così i sogni anche d'innamorarsi non è proprio il caso... :P

Questa ex era sorridente e gentile con te? Caro sognatore, "donna amabile": prepotenza in amore (3). Non avresti alcun roseo futuro con una così, secondo la Smorfia "amore corrisposto" significa beni male acquisiti (2); "amore sincero": lotte nel lavoro (34); ancora, "giurare amore", ritardi e impedimenti (31). L'unica soluzione per uscire senza troppi cerotti dal sogno, sarebbe se quella speranza di "non finire mai", cosa che hai scritto tu stesso, venisse letta come "amore coniugale", indice di avvenimenti fortunati (89).
 
Ecco, ci spiace deluderti, nostro buon ex, ma il sogno era tutt'altro che piacevole. Alla luce dei fatti, però, non ci sentiamo di salvarti. L'ipotesi di convolare a nozze per la tua serenità interiore non ci sfiora minimamente. Dunque, niente banchetto: osserva il digiuno! ... E che pensi? Guarda che per la Smorfia Napoletana digiunare è segno di bontà e altruismo (numero 48)!

lunedì 5 maggio 2014

Se sogni l'ex, mandalo/a a raccogliere conchiglie... Niente è come sembra!

 Non sappiamo se vi sia mai capitato, appena svegli o sveglie. Gli occhi ancora cisposi, i capelli che segnano il Nord - tanti Nord! -sulla calotta della vostra testolina ancora annebbiata dal sonno. E non appena quella foschia d’incoscienza si dirada, lo rivedete tutto insieme: eccolo là, il sogno della notte prima! Un coagulo di azioni, volti ed emozioni che sembrano veri e, invece, si dissolvono tra altri sogni o al trillo della sveglia (la nostra intona a volume massimo “Reload”, non so se ci siamo spiegate!). Ebbene, se è domenica - come è capitato a noi - alzate il telefono, presi o prese dalla voglia di raccontare a qualcuno cosa vi sia passato per la mente. Il sogno della notte prima, dicevamo.

Ebbene, mai come stavolta abbiamo capito che bisogna diffidare, oltre che delle imitazioni, delle apparenze. Sì, perché a rivivere un sogno ci si può divertire o spaventare; ma, dopo il racconto, mentre lo si interpreta (ehi, alzi la mano chi non ha mai cercato di interpretare il significato di un sogno! Solo tu? Vergognati! Ahah) si rischia di restare senza parole: nulla è come sembra!

La telefonata, in questo caso, è arrivata dalla bionda di B B Blog. Voleva capire perché s’era arrotolata nel letto, arrovellandosi nervosa, e risvegliandosi coi piedi sul cuscino con una e una sola sensazione addosso: il punto interrogativo. Che sogno era quello appena fatto? Bene, ve lo raccontiamo brevemente, sentite: si aggirava per una città con il suo ex fidanzato, alla ricerca di qualcosa; questo la abbandona e lei incontra una ex amica, che la saluta come se nulla fosse. Lei fa lo stesso, ma l’ex non lo trova più (e neppure ciò che cercava).

Non ha dimenticato quel fetente? Che è fetente pure in sogno, guarda un po’! E rimpiange l’amica? Perché il distacco e di cosa aveva bisogno?Il morale della bionda rischiava di precipitare: tutti gli elementi erano piuttosto smunti, non le si poteva dar torto. La mora di B B Blog, a questo punto, decide di ricorrere… alla Smorfia Napoletana. Chissà che, oltre al senso del sogno, non si raccolgano numeri fortunati su cui puntare!

E qui viene il bello (o la catastrofe, vedete voi!): secondo la Smorfia, una donna abbandonata dal fidanzato significa “trionfo sui nemici” (segnate il numero: 37). La ex amica sta per “sicurezza in se stessi” (3), attraversare una città una “raccomandazione richiesta” (55) scegliendo una scorciatoia “cercare per avere successo” (22). Insomma che ce frega degli ex: il sogno era una bomba di positività dietro a un’atmosfera degna di Armageddon (senza Ben Affleck o Bruce Willis)!

Il fatto è che alla nostra bionda capita di sognare sempre situazioni terrificanti, deprimenti, psicosomatiche. Come quella volta che si è vista in pancia una ferita profonda, da cui uscivano organi vari: aspettate, volete vedere che…? Esatto, la Smorfia spiega che la ferita indica “un onore” (11) e il budellame o trippa un “buon augurio” (48). A questo punto l'umore della bionda, di fronte a tanti buoni auspici, è decollato.

E qui viene il brutto (o il divertimento, vedete voi!). Cosa s’era mai sognata invece la mora, la notte prima? Raccontarlo, adesso, mette ansia. Già: una notte al mare, dopo aver raccolto conchiglie, ritrova il suo bellissimo uomo seduto sulla spiaggia accanto a un falò. Uaoooooo, niente di più romantico e idilliaco, magari fosse profetico!

Ma la Smorfia? Spiaggia: “incertezza e ansia per qualcosa o qualcuno” (80). Falò di legna: “ribellione alla sorte” (34). Qui si mette male, e infatti: raccogliere conchiglie sta per “responsabilità gravose” (65). Per fortuna che la notte era stellata quindi “scoperta interessante” (3). Attenzione, uomo bello “gioia e salute” (6). E - qui si ride! Lanciatevi! – mare calmo cioè “sfruttare subito” (78).

Stanotte, la mora cercherà di tornare in sogno dal manzo per "sfruttarlo subito", promesso. Attenta, però: meglio un’avventura fugace. Perché? Perché se lui le chiederà di abitare lì, al mare, sarà come proporle un paradiso all’improvviso? No, non sia mai! Abitare al mare è segno di “tradimento di amici” (numero 68). Ma possibile?!

Morale: chi era che diceva i sogni son desideri? Eh, crediamo non abbia mai letto la Smorfia Napoletana.

venerdì 25 aprile 2014

Whatsapp nella vita reale: che ansia, vi pare?

 Whatsapp nella vita reale. Ci avevate pensato anche voi, vero? Eppure, c'è chi ha reso queste idee visibili, in un  video che spopola in Rete e che qualche biellese sta già diffondendo.

L'ideatore della trovata è un ragazzo che con parole semplici e condivisibilissime spiega (facendo morire dal ridere!) come questa app ci stia, più che divertendo, stressando.

Anche Whatsapp si avvia al tramonto, pian piano? Noi, che anticipiamo tendenze, rispondiamo di sì, ma ne avremo ancora per un po'.
 
Vi ricordate il nostro post sul Bidonaro Biellese? Ecco, questo video è la prova per immagini. Godetevelo!

 

 

giovedì 17 aprile 2014

Se Facebook farà fuori Whatsapp, Lei ringrazia!

 Non sentite un leggero soffio al cuore? Su internet serpeggia l'allarme generale: oddio, Facebook chiuderà Whatsapp? L'ha comprato per farlo fuori, e ci propinerà la sua app Messenger? "State tranquilli", si infastidisce Lei. "Tanto ne stiamo avendo più fregature che altro, da Whatsapp...".
Eh beh, non possiamo darle torto. Perché mentre una di noi di B B Blog era chiusa nel camerino di un negozio a provarsi un nuovo paio di leggings (e tirava, tirava, facendosi su come il segno dell'infinito...), l'altra distrattamente è incappata nello sfogo di altre due clienti. Lei, quella che proprio non sopporta Whatsapp, una volta era una normale fruitrice del servizio: normale nel senso che controllava il cellulare ogni dieci minuti circa, cambiava foto ogni mese, si intratteneva per tutta la giornata chattando con amici e flirt. Credendo che Whatsapp fosse dalla sua parte (Gli asini volano, sai?)
 
Invece, - tuoni un organo! - è stata tradita. Bè, non proprio: mentre nel camerino si consumava la lotta contro il leggings indomabile (poi domato), il racconto si faceva sempre più intenso. Ha per protagonisti Lei, Lui il Paccaro, e quello che in gergo viene chiamato "bidone". La storia è semplice: Lei e il Paccaro si scrivono per settimane, non si sono mai visti ma conosciuti tramite Facebook. Studiano entrambi all'Università, hanno argomenti da condividere. Si capiscono, il maschio le appare illuminato rispetto alle lampadine fulminate che ombreggiano in giro. Finalmente scatta l'appuntamento, dalle modalità per noi oscure (il leggings calzato doveva essere mostrato, capirete...). La fine della storia, però, non ce la siamo persa: Lui non si è presentato. O meglio, per tutta la giornata è sparito, non l'ha cercata. La poverina ha aspettato invano conferma e, masochismo o buona educazione?, si è presentata sul posto all'ora concordata, ma del Paccaro nessuna traccia.
 
A questo punto, entra in gioco Whatsapp. "Si è collegato diverse volte, e non ha pensato neanche di scrivermi una balla, cioè che non poteva più vedermi? Quando mi contattava a tutte le ore?". Eh sì, alla cassa mentre il leggings veniva imbustato sotto il sorriso compiaciuto della commessa, abbiamo  - noi di B B Blog - elaborato lo stesso pensiero: ci si sta attaccati minuto per minuto, ma non si è mai così distanti. Succedeva così anche ai tempi degli sms, ma quegli sms si pagavano e venivano centellinati. Almeno non si abusava di una comunicazione inutile, eppure pressante. Il Paccaro scriveva a Lei per riempire il tempo, perché scrivere su Whatsapp è una necessità. Sentire il suono di un messaggio ricevuto diventa un ritornello che - guai! - se manca, ci annoda lo stomaco. E allora, presi dal panico e digitazione compulsiva, vai! scriviamo al primo/ alla prima che ci viene in mente.
 
Stoooop, cara Lei. Mentre uscivamo, la ragazza chiedeva all'amica: "Devo scrivergli che è uno... (bip!)?". Speriamo l'amica abbia risposto con un categorico N.O. Tanto il Paccaro altri Pacchi serenamente donerà (trullallero...). Lei, però, potrà non farsi fregare un'altra volta da Whatsapp. Guardati bene, cara Lei, da quel "visualizzato" che non ha risposta. Perché "vince chi è on line e non risponde". Chiamasi maleducazione sentimentale, che è la nuova faccia tecnologica del "bidone virtuale".
 
Noi di B B Blog le whatsappiamo un consiglio, quando non saprà se affidarsi ai messaggini emoticanti (se assunti con cautela, non sono nocivi, dai!):
 
1) Scegliamo foto esistente
 
2) Inviamo a Lei:


 
 

 
 
    

martedì 25 marzo 2014

Lo Zuccherino di B B Blog - Galeotte le scale mobili...

 Non sappiamo voi, ma a noi parlare di abbordaggio ricorda il pluri-inneggiato N° 5, il profumo della Monroe proprio lui: qualcosa di più mitico che buono. Sì, perché anche le tecniche di abbordaggio, negli anni, si sono fatte sempre più sciancate. E ultimamente non facciamo che sentirlo dire in giro: ai biellesi piace usare il termine “friendzonare”, in voga già da un paio d’anni in Italia. Se sei un ragazzo o un uomo “friendzonato”, vuol dire che ti hanno rilegato al ruolo di amico: palo in fronte, insomma!
Bene, nostri cari, noi possiamo dire di aver incrociato uno degli ultimi esemplari in circolazione della rara specie del “ci provo in qualsiasi condizione, e con stile”. Dove? Dunque, questo gli conferisce la Palma per direttissima: all’Esselunga. Ma dove di preciso? Il Nobel gli s’avvicina a grandi falcate: sulle (non nei pressi, no no, sulle…) scale mobili, che essendo mobili hanno garantito la giusta vertigine, quel senso di ineluttabilità a un incontro altrimenti un po’ troppo casereccio (bisogna aver di fronte un gran manzo per farsi coinvolgere tra i barattoli di pelati, oppure essere “diversamente affamate”, eh!).
“Per chi è quell’orchidea? Il tuo ragazzo?”: una di noi due è stata abbordata così, con questa frasuccia smunta. Quindi, il Misterioso (giacca e cravatta, sguardo deciso, sorriso garbato: impeccabile davvero) ha recuperato: “Ti ho vista passare e dovevo dirti quanto mi hai colpito. Posso presentarmi?”. Il resto è privacy: avremo o no accettato il numero di telefono offerto? Meglio non svelarlo, però commentiamo così: oh là, finalmente anche la pratica della spesa può rivelarsi divertente!
Ma - lo sappiamo, lo state anticipando voi - se questo Coraggioso Misterioso fosse un Abbordatore Seriale? Se puntasse più prede, nell’arco della settimana, lasciandosi scivolare con loro, sul dolce tappeto delle scale mobili, per infilarsi nel cuoricino di qualche ingenua (se la fanciulla invece è furba, complimenti vivissimi!)? Dubbi a parte, ora che vi abbiamo confidato le nostre gesta, potreste sempre andare preparate all’Esselunga (no tacchi, sono da ultima spiaggia), signorine. Ma ricordate sempre la regola del buon acquisto: leggere bene la scadenza sul retro. Chissà che non vi serva anche in amore!