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domenica 9 novembre 2014

Se le impostore siamo noi!

Il Truffato (e capirete poi perché lo battezziamo così), per noi di B B Blog, è un amico, oltre che un grande creativo. La fantasia e il senso dell'umorismo non gli mancano, così, quando ci ha segnalato uno scherzetto che ha fatto il giro del Biellese, abbiamo pensato di farne un post.
 
Giusto perché lo scherzo comincia proprio da lì, ovunque e in insieme in nessun luogo ma quel che è sicuro è che si tratta di una catena di post. O meglio di status, i pensieri giornalieri, che Facebook permette di regalare ai propri contatti, insomma.
 
A dire il vero, anche noi di B B Blog siamo rimaste scottate dallo scherzo di cui vi racconteremo, e come tanti internauti ce la siamo vista brutta (per 1 secondo solo, eh, state tranquilli!)! Volete sapere di quale scherzo andiamo cianciando? Un passo indietro: l'altro giorno leggiamo, sullo status che condivide il nostro amico, di un debituccio mai saldato. Ecco qui:
 
"Un anno fa ho prestato 1000 Euro a questa persona. Quando gli servivano mi chiamava 10 volte al giorno, ed ora quando li chiedo indietro o non mi risponde o si inventa scuse sempre più assurde. Non ho bisogno di questi soldi, ma ora che sono sempre più convinto che non li avrò mai più indietro, mi vedo costretto a pubblicare questo post, così se lo conoscete e se ve li chiede anche a voi..
NON PRESTATE I SOLDI A QUESTO APPROFITTATORE PERCHE' NON LI AVRETE MAI INDIETRO!!! Que
sto è il suo profilo http://www.fb.com/profile.php?=75876879
N.B. Se non credete in voi stessi, come potete essere credibili con gli altri?
P.S. Non per tutti".
 
Caspita, un pensiero bello forte, una questione spinosa e sicuramente importante. Ma vediamo chi è quell'impostare - abbiamo pensato anche noi, notando il link a un simil profilo - che, bravo il nostro Truffato!, viene smascherato sulla pubblica Face-piazza. Clicchiamo, quindi,  sul profilo linkato e, machecavoloscrivenonèpossibilesonoscherzidafarequesti?, ci rendiamo conto che le impostore... siamo noi! Momento di panico. Scende il gelo che immobilizza. Scricchiola la nostra autostima. Il cervello, al contrario, frulla. Rewind delle malefatte in atto: zero. Rewind del livello di armonia tra noi e il nostro amico: molto buono. E allora?
 
Perché accusarci senza motivo? Scandagliamo i commenti allo status: sono di utenti terrorizzati e sollevati, proprio come noi. Allora - sospiro! - capiamo. Non è che un "maledetto" scherzo. Chiunque clicchi si trova faccia a faccia con il proprio profilo. E infatti tutto quadra e si spiegano il nota bene: "N.B. Se non credete in voi stessi, come potete essere credibili con gli altri?" e il post scriptum: "P.S. Non per tutti".
 
Eh sì, perché si tratta di uno status che crepa il cuore, all'inizio. Ma poi, ammettiamolo, un sorriso - di cuore, pure quello - ce lo strappa. In questi giorni, a proposito, le critiche non sono mancate: diversi giornali nazionali ne hanno parlato, sottolineando che i più suscettibili o chi la prende sul serio stanno minacciando querele agli "amici truffati". L'accusa è di calunnia.
 
A ognuno la sua visione delle cose. C'è qualcuno che la considera, invece, una bella lezione di moralità, dato che lo spavento aiuta a non voler incappare mai in una situazione del genere. Volendo non considerare il rischio che si esageri linkando profili espliciti di altri utenti, diciamo: Facebook sceriffo non ce l'eravamo ancora immaginate! E voi? ;)

martedì 7 ottobre 2014

La vuoi? La paghi!

 Cari i nostri lettori, oggi parleremo dell'istigazione alla concessione straordinaria di sigarette. "Cosa, cosa, cosa?", vi chiederete: tranquilli, non è niente di complicato o noioso. Vogliamo soltanto affrontare l'amletico dubbio, che sempre più spesso ci affligge.
 
Non si capisce, infatti, come mai chi vuole fumare, invece di andare dal tabacchino e rifornirsi delle camionate di bionde che polmoni incatramati necessitano, tende a preferire il fastidiosissimo scrocco. Già, lo scrocco. A chi non è capitato di sentirsi rivolgere l'irritante domandina  "Scusa, hai una sigaretta?". Un evergreen che non passa di moda, non soltanto perché indispensabile per trovare finalmente sollievo con la nicotina tanto amata, ma altrettanto sovente per attaccare bottone, semplicemente (Ah, i cari vecchi metodi: ci stupiamo che non abbiamo inventato una app apposita, che finga lo scambio di accendini o di cicche...!).   
 
Ebbene, cari lettori di B B Blog,  non perdiamoci in considerazioni secondarie e torniamo al punto: dovete sapere che le cose si sono ulteriormente evolute. Ovvero, il classico scrocco è stato ormai affiancato (vista la crisi?) e quasi sostituito - indovinate, indovinate! - dall'acquisto della singola sigaretta...
 
"E che sarà mai!", penserete voi. Credeteci, leggerlo è meno d'impatto che viverlo. Perché questa abitudine è una prassi sempre più consueta in locali e discoteche, ma non ancora così familiare. 
 
La domandina "Scusa, hai una siga?" (voce soft) sta, così, subendo un'inaspettata metamorfosi. Ora vi sentirete chiedere: "Scusa, hai la siga per un euro?". Sentito? La proposta in moneta sonante incentiva il rilascio della "siga", con una ricompensa che vale ben un euro tondo tondo. 
 
Assistere per credere, e noi abbiamo assistito. Con delle amiche, una sera, ci siamo fatte due conti: se avessimo accettato i soldi offertici per poche sigarette (precisiamo il "se", noi all'odore del tabacco preferiamo la fragranza di Dior!) avremmo racimolato denaro sufficiente per comprarci almeno due pacchetti, tutti per noi. Insomma, una sigaretta per un euro può rivelarsi un piccolo business. Non parliamo poi se il richiedente cicca - come è effettivamente capitato - sia vistosamente ubriaco e pronto a offrire ben 5 euro per una misera sigaretta. Fermi!!! Onestà prima di tutto: noi abbiamo detto no, mai approfittarsi di un VodkadipendenteAnelantetiroRinvigorente.   
 
Comunque, sappiate anche che non solo di sigarette si tratta. Questo virus ha colpito soprattutto i giovanissimi, che non perdono la fantasia e - pensate - adottano tecniche strampalate pur di raggiungere i loro scopi. Non si salvano neppure coloro che, sul balcone di casa, pensano di potersi godere degli attimi di relax. Anche a loro arriva la proposta, in un moderno scambio di battute alla Romeo e Giulietta dei giorni nostri: "Mi senti? Hai una sigaretta? Scendi. Te la pago, eh!".
 
C'è poi chi sfrutta lo scrocco per ottenere qualcosa di più di un semplice grazie, accompagnato da un grande sorriso. E sono maschietti alternativi in fatto di provolaggine: "Bella, vuoi una sigaretta?  Allora dammi un bacio". E la bella: "Bè, no". E l'alternativo provolone 2.0: "Allora, niente. Ciao!".
 
Non c'è che dire: i giovani oggi forse non sanno il latino, ma applicano alla perfezione l'antica massima del "Do ut des"! Dare per avere.

lunedì 7 luglio 2014

SALDI A BIELLA - e Julia Roberts disse: "Bello sbaglio!"

Il momento era cruciale. Quando la protagonista di "Pretty Woman", impersonata da Julia Roberts, si fece consigliare dove andare a fare shopping sfrenato, con la sua manciata di dollaroni in tasca, si sentì dire: "A Beverly Hills? Ma in Rodeo Drive, bambina!". E in Rodeo Drive ci andò, la tutto fuorché elegante Vivian Ward, professione lucciola.
 
Eccoci qui, immaginateci il primo giorno di saldi ovvero sabato scorso, 5 luglio. Non lucciole ma api golose, che si aggirano sulla mielosa illusione dell'affarone. Sono le 10 del mattino, siamo sgusciate fuori dai nostri lettucci accoglienti, il tempo è lugubre come solo può essere questo luglio 2014 (gemellato con novembre), e l'afa sotto la pioggerellina imminente incombe. Ma noi, spirito da donnicciole determinate al massimo, siamo pronte!
 
Il luccichio negli occhi di Julia Roberts è lo stesso che anima i nostri. I saldi a Biella sono un gesto più caritatevole che modaiolo, vista la crisi che attanaglia l'economia e la desertificazione del centro città (non tocchiamo la questione "tassa sui rifiuti" che sono grandi discussioni, dolori e sconquasso di conti correnti, tanto che i negozianti e i ristoratori avvertono: siamo in rivolta...! Evvai, luglio col bene che ti voglio!).
 
Orbene, con lo stesso entusiamo di Vivian incrociamo il nostro avversario numero uno, che in tutte le favole va trovato. Anche nella nostra. Già, vi ricordate le arpie che, nel film, cacciarono la povera Julia Roberts perché con il suo abitino "giro p" aveva "evidentemente sbagliato atelier"? Ecco, possiamo dire di aver sperimentato e finalmente capito come si debba essere sentita dopo, Vivian, umiliata in Rodeo Drive, Beverly Hills, contea di Los Angeles, Stato della California, federazione degli Stati Uniti d'America.
 
Nel nostro caso siamo in Europa, Italia, Piemonte, Biella, Esselunga. Sì, proprio così: e precisamente ci localizziamo all'uscita delle scale mobili, dove il nostro avversario si aggira armato e sorride ai passanti, sornione. Sorride, invita ad ascoltarla, ci guarda e noi la guardiamo già pronte a snobbarla dicendo che "l'abbiamo già addosso, al massimo spruzzi su un tester cartaceo"; invece, affronto degli affronti: lei passa oltre. La lei in questione o avversario numero uno, è una promoter, impegnata a sponsorizzare un profumo.
 
Ma come? Non sembriamo così assetate di spesa ingiustificata da saldi? Umore-Vivian addosso ci fiondiamo in via Italia. Negozio di borse, è nostro. Negozio di scarpe, è nostro. Negozio di abbigliamento, è nostro. Negozio di mutande e reggiseni (a Biella siamo i draghi del perizoma), sgomitiamo ma è nostro pure quello. La vita ci sorride, i commericianti ancora di più: abbiamo fatto la nostra figura. Torniamo indietro con 4 borse ciascuna.
 
E lei, a quel punto, è ancora lì, con il suo profumino in mano. Stavolta siamo noi a puntarla, sornione. Ed è subito soddisfazione: sì, promoter cara, ti sei lasciata sfuggire due papabili clienti. Due che sembravano innocue e sottotono, come Vivian Ward, e che invece erano una miniera d'oro per gli affari. Ce lo concedete? "Bello sbaglio! A big, big mistake. Huge!": siamo le Julia Roberts di Biella che si allontanano con il petto gonfio e il portafoglio s-gonfio. AAA: cercasi disperatamente Richard Gere.