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venerdì 18 luglio 2014

Lo scotch per le tette: provare per credere!

 Oh, sì, gente bi-utiful: avete letto bene. In questo post parleremo di scotch per le tette. E non si tratta di qualcosa di fantascientifico o sadomaso, bensì di un prodotto in commercio davvero utile che, una volta conosciuto, vi invoglierà a esclamare: “Finalmente! È una vita che ti aspetto!”. E avreste ragione, lo abbiamo testato personalmente: lo scotch per tette vale l’attesa, in molti casi più di uomo.

Bene, come ogni magico incontro che si rispetti, anche questa storia ha un luogo, una data e un pizzico di casualità. Tutto ha avuto inizio il primo giorno dei saldi, sabato 5 luglio, evento che noi di B B Blog ci eravamo segnate a pennarello rosso sull’agenda. Il momento, quel 5 luglio, era finalmente arrivato e, dovete sapere, che sempre sulla nostra agenda uno dei primi negozi ai quali avremmo tentato l’assalto era Tezenis. Capirete che di assalto si è trattato, visto l’esercito di donne sprovviste di perizomi che si sono assiepate dentro, dal primo minuto di apertura della mattina; ma è l’effetto che fa il saldo al botto “subito al 50 per cento”… Ullallà, anche noi siamo cadute nella trappola a abbiamo fatto incetta del superfluo, che con gli sconti acquista quel non so che di affascinante; poi, ci siamo messe in coda, una luuuunga coda che ci ha permesso - e qui entra in gioco la casualità - di analizzare meglio la merce in esposizione. E cosa vediamo? Sì, incrociamo Lui, sulla cassa.

Ora, immaginateci pronte a spettegolare e analizzare pigiami e canotte, quando sui nostri volti spunta un grande punto esclamativo, seguito da un punto interrogativo che lo supera per dimensioni e colore. Davanti a noi, si pavoneggia un nastro trasparente simile allo scotch, che inneggia alla sua utilità. Ed ecco che il ? torna ad essere un !

“Un nastro per tette. Ma certo, come abbiamo fatto a non pensarci prima?!”. In fondo, i grandi amori si rivelano sempre da questo particolare: sembrano tutto fuorché possibili grandi amori. Dunque, non abbiamo perso tempo e ci siamo portate a casa anche lo scotch. Che sarebbe meglio descrivere come scotch per scollature vertiginose.
Ovvero per tenere ferme scollature che, se lasciate libere di esprimersi, possono creare situazioni imbarazzanti. Vi ricordate, ad esempio, dell’uscita di un seno di Janet Jackson, durante un suo famoso concerto? Cara Janet, se avessi avuto con te il nastro di cui parliamo, ti saresti risparmiata quel siparietto.

E noi? Come ci siamo trovate, invece, con questo nastro adesivo? Vi spieghiamo come si usa: porre verticalmente due strisce medio-lunghe lungo l’incavo interno dei seni, in corrispondenza dei bordi della scollatura. Fate solo attenzione a non farlo sporgere, perché qualcuno potrebbe notarlo (occhi di lince sempre guizzanti!). Semplice: l’effetto calamita è assicurato!

Ma, e qui viene il bello, il nastro adesivo risponderà anche a un’altra vostra necessità: indossare canotte o vestitini leggeri, senza che vi si intravedano i capezzoli. Eh già, signore e signorine: sentiamo le vostre urla di liberazione! Vi vorremmo, però, sentire esultare di piacere, dopo averlo provato, il nastro per tette. Forza, scotch-(t)ettatevi tutte!

lunedì 7 luglio 2014

SALDI A BIELLA - e Julia Roberts disse: "Bello sbaglio!"

Il momento era cruciale. Quando la protagonista di "Pretty Woman", impersonata da Julia Roberts, si fece consigliare dove andare a fare shopping sfrenato, con la sua manciata di dollaroni in tasca, si sentì dire: "A Beverly Hills? Ma in Rodeo Drive, bambina!". E in Rodeo Drive ci andò, la tutto fuorché elegante Vivian Ward, professione lucciola.
 
Eccoci qui, immaginateci il primo giorno di saldi ovvero sabato scorso, 5 luglio. Non lucciole ma api golose, che si aggirano sulla mielosa illusione dell'affarone. Sono le 10 del mattino, siamo sgusciate fuori dai nostri lettucci accoglienti, il tempo è lugubre come solo può essere questo luglio 2014 (gemellato con novembre), e l'afa sotto la pioggerellina imminente incombe. Ma noi, spirito da donnicciole determinate al massimo, siamo pronte!
 
Il luccichio negli occhi di Julia Roberts è lo stesso che anima i nostri. I saldi a Biella sono un gesto più caritatevole che modaiolo, vista la crisi che attanaglia l'economia e la desertificazione del centro città (non tocchiamo la questione "tassa sui rifiuti" che sono grandi discussioni, dolori e sconquasso di conti correnti, tanto che i negozianti e i ristoratori avvertono: siamo in rivolta...! Evvai, luglio col bene che ti voglio!).
 
Orbene, con lo stesso entusiamo di Vivian incrociamo il nostro avversario numero uno, che in tutte le favole va trovato. Anche nella nostra. Già, vi ricordate le arpie che, nel film, cacciarono la povera Julia Roberts perché con il suo abitino "giro p" aveva "evidentemente sbagliato atelier"? Ecco, possiamo dire di aver sperimentato e finalmente capito come si debba essere sentita dopo, Vivian, umiliata in Rodeo Drive, Beverly Hills, contea di Los Angeles, Stato della California, federazione degli Stati Uniti d'America.
 
Nel nostro caso siamo in Europa, Italia, Piemonte, Biella, Esselunga. Sì, proprio così: e precisamente ci localizziamo all'uscita delle scale mobili, dove il nostro avversario si aggira armato e sorride ai passanti, sornione. Sorride, invita ad ascoltarla, ci guarda e noi la guardiamo già pronte a snobbarla dicendo che "l'abbiamo già addosso, al massimo spruzzi su un tester cartaceo"; invece, affronto degli affronti: lei passa oltre. La lei in questione o avversario numero uno, è una promoter, impegnata a sponsorizzare un profumo.
 
Ma come? Non sembriamo così assetate di spesa ingiustificata da saldi? Umore-Vivian addosso ci fiondiamo in via Italia. Negozio di borse, è nostro. Negozio di scarpe, è nostro. Negozio di abbigliamento, è nostro. Negozio di mutande e reggiseni (a Biella siamo i draghi del perizoma), sgomitiamo ma è nostro pure quello. La vita ci sorride, i commericianti ancora di più: abbiamo fatto la nostra figura. Torniamo indietro con 4 borse ciascuna.
 
E lei, a quel punto, è ancora lì, con il suo profumino in mano. Stavolta siamo noi a puntarla, sornione. Ed è subito soddisfazione: sì, promoter cara, ti sei lasciata sfuggire due papabili clienti. Due che sembravano innocue e sottotono, come Vivian Ward, e che invece erano una miniera d'oro per gli affari. Ce lo concedete? "Bello sbaglio! A big, big mistake. Huge!": siamo le Julia Roberts di Biella che si allontanano con il petto gonfio e il portafoglio s-gonfio. AAA: cercasi disperatamente Richard Gere. 


sabato 21 giugno 2014

Giarrettiera sì... Pedalando!

Catena da bicicletta
 Ma tu guarda se una giornata di pioggia ci può ispirare a tal punto da farci scoprire una chicca fashion dell'aerodinamica! Succede, gente bi-utiful. E tutto è partito da un (semplice banalissimo e tremendamente brutto) sacchetto di plastica. Sì, una bustina della spesa trasparente usata come cappuccio da una temeraria ciclista, sotto la pioggia dell'altro giorno.
 
Attirate da quel completo diversamente appropriato, siamo scoppiate in una considerazione preoccupata: "Ragazza, ma un impermeabile apposta lo vendono; sai? Come si può, come si fa nel 2014 a ricorrere a mezzucci fuori moda e fuori gusto? In quel sacchetto ci avrai portato a casa i pomodori ciliegini e la mozzarella di bufala campana: e tu, ti ci fai su?!".
 
Così abbiamo voluto approfondire cosa ci offre la Rete. E abbiamo trovato un sito di abbigliamento sportivo per gli amanti della bicicletta davvero modaiolo. Su mybicyclette.it, materialmente sito in Torino tra l'altro, si trova infatti una sezione dedicata esclusivamente, per dirla a parole loro, a The Fashionista's Choice. Insomma, andare in bici non significa mascherarsi da fantasmino dell'Opera. Può anche voler dire avere un certo stile.
 
Campanelli Crane
Volete alcuni esempi? Eccoli. Ci sono piaciuti i caschetti, ad esempio. Da quello fiorato per donna a quello a pois per bambine o con la bandiera inglese per i maschietti (14,95 euro). Quelli con tanto di corona sulla calotta da Principe Ranocchio sono sui 9 euro circa. Così come ci è piaciuta la possibilità di personalizzare il proprio mezzo, ordinando sul sito un kit (Fix YourBike) di pellicola decorata a piacere: dal mimetico al quadrettato al "formicato" (dateci un'occhiata!). La pellicola adesiva dura intorno ai 5 anni, si può rimuovere dal telaio facilmente senza rovinare l'originaria verniciatura: il tutto a 49 euro.   
 
Giarrettiera da bicicletta
 per gonna
E vogliamo parlare della artistica catena Kotori, contro i ladri di biciclette? Assolutamente particolare, euro 24. Fino ai salva pantaloni (15 euro), al porta vino per chi a una cenetta va su due ruote e vuol risparmiarsi tanti splash (42 euro), ai campanelli Crane decorati a mano in stile giapponese (29 euro). Ma è lei, che ingenuamente forse scopriamo con eccitazione mai provata, il vero pezzo forte: la giarrettiera da bici.
 
Avete capito bene: la giarrettiera da bici. Basta gonne svolazzanti che creano imbarazzanti siparietti. Le possiamo tenere a bada, signore e signorine. 12 euro di comodità. Si tratta di bande elastiche dotate di clip da fermare alla gamba. Ognuna è fatta a mano, per taglie diverse: dai 38 cm in giù taglia S; dai 38 cm ai 43 cm taglia M e, infine, dai 43 cm in su taglia L. Forza, prendete con noi le misure!
 
E, ancora una cosa, glielo dite voi alla ciclista "insacchettata" cosa si sta perdendo?! ;)

lunedì 16 giugno 2014

L'intimo "da spiaggia", per lui e per lei

 Cari lettori di B B Blog, vi confessiamo che eravamo titubanti sul fatto di pubblicare le foto che state vedendo in questo post. Tuttavia, l'orrore e lo sconvolgimento erano tanto ingombranti che abbiamo dovuto trovare sfogo prendendo in mano la tastiera.
 
Ebbene sì, gli occhi strabuzzano e un grande punto esclamativo illuminato a intermittenza lampeggia sulla vostra fronte (che sia di approvazione o sgomento non vogliamo sapere!). Pare proprio che in spiaggia se ne stiano vedendo delle belle. Sicure che i biellesi, per la maggior parte, si asterranno dal praticare questa nuova chiaccheratissima attività, altrimenti ribattezzata da noi "l'intimo da spiaggia", boicottiamo le nuove tendenze più becere con questo acidissimo Zuccherino!
 
Forza. Ci vuole tenacia nell'iniziare a raccontare di lui, il perizoma a laccio o G- String Thong. Il gemello della versione femminile che in Italia è stata fatta conoscere alla massa da Belén Rodriguez, quando l'argentina calcò la scena con la farfallina tatuata sull'inguine in bella vista. Erano bei tempi, osiamo commentare adesso noi; perché ciò che ne sta seguendo rischia di scaraventarci nelle viscere della Terra. Dove di "hot" troveremo ben altro.
 
In sè, il perizoma a laccio non ha colpa. Lanciato da brand specializzati in moda sexy per uomo, questa primavera veniva presentato come un capo ad altissima attrativa erotica.Un intimo per incontri caldi, insomma. E fin lì, ognuno a casa sua s'addobbi come gli pare e piace. Finché alcuni ometti di dubbia classe hanno pensato di appenderselo ai genitali, a culetto scoperto, anche in spiaggia? Certo che no, le aziende produttrici hanno pensato bene di rilanciarlo per l'estate: così, il perizoma a laccio è entrato ufficilamente nella moda mare 2014. E via di fotografie!
 
Cari boxer, cari slip. Caro sano nudo naturale, a questo punto. Non siete i soli ai quali sono state fatte le scarpe. Anche i costumi da donna, infatti, stanno rovinando nel vuoto del vuoto... Nel senso stretto del termine, perché a furia di tagliuzzare e bucare e sfilare, i modelli di "intimo da spiaggia" femminili si sono ridotti a quelli in foto. Capezzoli coprenti e genitali evidenzianti. Si tratta della degenerazione dei modelli "cut out", tutti fili, triangoli vuoti e laccetti.
 
La domanda sorge spontanea un po' a tutti: passi per la versione maschile, ma quella femminile che abbronzatura propone? Sarete a prova di griglia da barbecue o trama di zanzariera. Oltre che di decenza. Ma entrambe - abbronzatura e decenza - sono perse in partenza; quindi, rivestiamoci in riva al mare e, se non avete idee, ecco un nostro passato post su veri costumi e bikini 2014!