Siamo su Facebook

Seguici con un "mi piace" sulla pagina Facebook di Bi Beautiful Blog!

Visualizzazione post con etichetta pretty woman. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pretty woman. Mostra tutti i post

lunedì 8 dicembre 2014

L'arpia del mercato... Indovinate: è Therry!

 Gente bi-utiful, quello che stiamo per raccontarvi oggi è uno spaccato di vita quotidiana biellese in senso stretto; infatti, la nostra "avventura" si svolge al mercato cittadino, un lunedì mattina qualunque. Bene, direte voi, e allora? Cominciamo, come sempre, per gradi: il lunedì, come molti di noi sanno, è un po' un giorno particolare per gli avventori del mercato: parecchi banchi arrivano da altre città e propongono occasioni spesso imperdibili,  con riguardo ai prezzi come alla qualità dei capi.
 
Avrete intuito che la nostra "avventura" si svolge attorno a un banco di punta per l'abbigliamento. Non stupitevi, anzi lasciatevi aggiornare, nel caso ne foste all'oscuro: grandi firme come Twin Set e Naughty Dog o Cafè Noir sbarcano il lunedì mattina in piazza Falcone per deliziare quelle che, come noi, aspettano solo di addentrarsi tra le bancarelle e nasare "il grande affare".
 
Ed eccoci lì, dicevamo, al mercato. Impegnate a guardarci attorno, alla ricerca di ciò che fa per noi. Un banco, in particolare, cattura la nostra attenzione, ci fermiamo e incominciamo a curiosare tra la mercanzia esposta, notando con stupore che la qualità dei capi è veramente buona. La nostra "dea interiore" ci guarda indossando guantoni da boxe pronta a tutto pur di soddisfare il nostro impulso di shopping appena esploso. Qualcosa, però, ci blocca: la signora che gestisce il banco, nome in codice Therry, sembra tutta intenta a sistemare le grucce dei suoi capi più costosi, che ovviamente sono appesi con cura e in bella mostra, in un angolo. Così facendo, Therry ricrea una specie di privè, quasi fossimo in una boutique très chic.
 
Cerchiamo di attirare la sua attenzione porgendole domande sulle taglie o i colori, ma... niente!: lei semplicemente ci ignora ("O magari è sorda?", la scusiamo noi), perchè tutta presa a puntare la sua prossima vittima. Come un falco con la preda, Therry non perde il contatto visivo con un gruppetto di signore in cerca di qualcosa di carino (tanto quanto noi, vogliamo specificare) e, una volta pronta, hop! parte alla carica. Incomincia a lodare i suoi capi, come diano un tocco glamour a chi li indossa, si spreca in lusinghe del tipo "Cucciola, ma ti sta benissimo!". Tutto davanti a noi, che non possiamo non pensare: "Sarebbe in grado di dirlo anche se la cliente si fosse insalamata in un sacco della spazzatura!".
 
La scenetta del corteggiamento a fini di lucro ordita da Therry prosegue senza ritegno e, alla fine, culmina con una vera e propria sboronata: uno sconto di ben 10 euro perché, a detta di Therry, "Queste ragazze sono troppo carine, indipendenti e decise!". La strategia della venditrice ci fa un po' sorridere, lo ammettiamo: cosa si è disposti a fare pur di vendere?
 
Da fashioniste quali ci consideriamo, non possiamo tollerare la sfrontatezza con cui la signora ci ha ignorate bellamente, che ci fa sentire come delle poverelle che possono solo permettersi la merce più economica. Errore, Therry, ah che errore! Un "bello sbaglio" che ricorda un po' Pretty Woman, non trovate? Avete presente il nostro pezzullo sui saldi in centro?
 
Incitate alla danza maori dei guerrieri antichi, prendiamo atto che la signora non ci considera clienti appetibili e siamo, anzi, inevitabilmente relegate alla serie B, anche al mercato. Possibile? Siamo state sotto shock e mortificate per una buona metà mattina, finché la nostra penna peperina ci ha richiamate al blog per mettere fine al "corteggiamento a fini di lucro".
 
E qui vi avvertiamo, signore e signorine biellesi. Diffidate da Therry del mercato. Da quella venditrice che, con i suoi modi cafoni, ci ha fatte sentire a disagio. "Big Huge", cara Therry. Tu non hai fatto il tuo dovere, e il tuo interesse. Noi, inevitabilmente, ce ne siamo andate. Non avrai mai i nostri soldi. E non solo: non bastano delle grucce a fare una boutique e a tenere su la merce. Serve classe in generale, Therry; a te un vero muletto per sollevare il livello del tuo savoir faire. A big mistake. Huge, huge, huge!

lunedì 7 luglio 2014

SALDI A BIELLA - e Julia Roberts disse: "Bello sbaglio!"

Il momento era cruciale. Quando la protagonista di "Pretty Woman", impersonata da Julia Roberts, si fece consigliare dove andare a fare shopping sfrenato, con la sua manciata di dollaroni in tasca, si sentì dire: "A Beverly Hills? Ma in Rodeo Drive, bambina!". E in Rodeo Drive ci andò, la tutto fuorché elegante Vivian Ward, professione lucciola.
 
Eccoci qui, immaginateci il primo giorno di saldi ovvero sabato scorso, 5 luglio. Non lucciole ma api golose, che si aggirano sulla mielosa illusione dell'affarone. Sono le 10 del mattino, siamo sgusciate fuori dai nostri lettucci accoglienti, il tempo è lugubre come solo può essere questo luglio 2014 (gemellato con novembre), e l'afa sotto la pioggerellina imminente incombe. Ma noi, spirito da donnicciole determinate al massimo, siamo pronte!
 
Il luccichio negli occhi di Julia Roberts è lo stesso che anima i nostri. I saldi a Biella sono un gesto più caritatevole che modaiolo, vista la crisi che attanaglia l'economia e la desertificazione del centro città (non tocchiamo la questione "tassa sui rifiuti" che sono grandi discussioni, dolori e sconquasso di conti correnti, tanto che i negozianti e i ristoratori avvertono: siamo in rivolta...! Evvai, luglio col bene che ti voglio!).
 
Orbene, con lo stesso entusiamo di Vivian incrociamo il nostro avversario numero uno, che in tutte le favole va trovato. Anche nella nostra. Già, vi ricordate le arpie che, nel film, cacciarono la povera Julia Roberts perché con il suo abitino "giro p" aveva "evidentemente sbagliato atelier"? Ecco, possiamo dire di aver sperimentato e finalmente capito come si debba essere sentita dopo, Vivian, umiliata in Rodeo Drive, Beverly Hills, contea di Los Angeles, Stato della California, federazione degli Stati Uniti d'America.
 
Nel nostro caso siamo in Europa, Italia, Piemonte, Biella, Esselunga. Sì, proprio così: e precisamente ci localizziamo all'uscita delle scale mobili, dove il nostro avversario si aggira armato e sorride ai passanti, sornione. Sorride, invita ad ascoltarla, ci guarda e noi la guardiamo già pronte a snobbarla dicendo che "l'abbiamo già addosso, al massimo spruzzi su un tester cartaceo"; invece, affronto degli affronti: lei passa oltre. La lei in questione o avversario numero uno, è una promoter, impegnata a sponsorizzare un profumo.
 
Ma come? Non sembriamo così assetate di spesa ingiustificata da saldi? Umore-Vivian addosso ci fiondiamo in via Italia. Negozio di borse, è nostro. Negozio di scarpe, è nostro. Negozio di abbigliamento, è nostro. Negozio di mutande e reggiseni (a Biella siamo i draghi del perizoma), sgomitiamo ma è nostro pure quello. La vita ci sorride, i commericianti ancora di più: abbiamo fatto la nostra figura. Torniamo indietro con 4 borse ciascuna.
 
E lei, a quel punto, è ancora lì, con il suo profumino in mano. Stavolta siamo noi a puntarla, sornione. Ed è subito soddisfazione: sì, promoter cara, ti sei lasciata sfuggire due papabili clienti. Due che sembravano innocue e sottotono, come Vivian Ward, e che invece erano una miniera d'oro per gli affari. Ce lo concedete? "Bello sbaglio! A big, big mistake. Huge!": siamo le Julia Roberts di Biella che si allontanano con il petto gonfio e il portafoglio s-gonfio. AAA: cercasi disperatamente Richard Gere.