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lunedì 2 marzo 2015

Le 50 sfumature ci dividono in due...

 Cari lettori, vi siamo mancate? 
Ebbene, in occasione del compleanno di B B Blog (25 febbraio) abbiamo pensato a un doppio regalo scoppiettante! Ecco la nostra disputa sulle famose "Cinquanta sfumature di Grigio". Bionda favorevole, mora contraria. Voi con chi state?


Bionda-filosofia:

50 sfumature di? Su questo film ne sono state dette di tutti i colori, è stato criticato passando dalla parodia più grottesca ai post ironici di Facebook sui vecchietti (i grigi infatti). Ma cosa nasconde il film che ha comunque sbancato i botteghini dei nostri cinema? 

La bionda di B B Blog non poteva non farsi questa domanda, soprattutto perché, lo ammetto, i libri li ho letti. Non me ne vanto, certo, ma a volte quella che viene chiamata letteratura di consumo non mi dispiace. Non possiamo leggere sempre e soltanto Anna Karenina , non trovate? 
Ma passiamo alle cose serie: noi lettrici della trilogia delle sfumature eravamo preparate a delle "mancanze" nella versione cinematografica, ma la nostra curiosità era però concentrata sugli attori: come avrebbero potuto rendere le tante pagine descrittive di sentimenti (che all'inizio potremmo chiamare in altro modo ma tralasciamo ) ed emozioni? In particolare ero scettica sul fatto che non avevo una grande opinione della protagonista... Mi sembrava un po' insipida. 
Alla fine, però, ho dovuto cambiare opinione perché diciamocelo lui è solo tanto bello, con lo sguardo assassino o "strappa mutande" come definito nel libro, e alla fine dei conti la sua recitazione non viene messa a dura prova (sebbene qualcosa di duro doveva pur esserci ihihihih) . Lei invece doveva interpretare una ragazza ingenua e innocente. Risultato? Brava la nostra Dakota Johnson a rendere comici quei momenti di imbarazzo dovuto alla sua scarsa conoscenza del "sesso estremo" . 
Il film in fin dei conti doveva essere preso senza tante pretese o aspettative, d'altronde il libro a cui s'ispira e' stato un successo perché ci riproponeva una sorta di favola moderna con una punta hard. Avevate capito che si trattava di fantasia, vero? 
Gli elementi della favola ci sono tutti: lui è giovane, bello da mozzare il fiato, ricco, intelligente, competente, ci sa fare con le donne e si intuisce pure che sia ben dotato. Lei invece è giovane, inesperta, ingenua, bruttina, persa nei suoi libri di letteratura inglese, a volte diremmo noi un poco sfigata,con poco gusto nel vestire e, cosa che a noi donne infastidisce alquanto magrissima . Ovviamente i due si innamorano..... E questa come la chiamate voi se non fiaba, storia , favola o racconto di fantascienza? Se cose del genere succedono sul nostro pianeta Terra e ne siete al corrente, diteci dove è quando che di sicuro ci facciamo una capatina.
Quanto a tutti quelli che hanno polemizzato sul film, sostenendo che doveva essere vietato ai minori di 18 anni, voglio però dire una cosa: su Internet gira già talmente tanta robaccia che di sicuro non sono poche scene di nudo a compromettere la salute mentale dei nostri giovani. Il film chiaramente fa leva sul lato erotico per essere più accattivante e d'altronde quella è l'essenza del libro. Parere mio? S'è rischiato al massimo di fare due risate con le amiche. O che il fidanzato prenda spunto, per una serata intrigante. No?

 Mora-filosofia:

Bello come un dio, più ricco di Onassis e con un Stanza Rossa delle torture. È questo il cocktail letale che ha fatto di Christian Grey il nuovo sex symbol da pagina.
Chissà se Jamie Dornan, che gli presta il volto e già si nega al sequel, ha saputo fare altrettanto. Io non lo so, non mi interessa vedere; e forse manco a lui, interessa rivedersi pirata dei Caraibi introverso, evidentemente. Certo, dietro ai botteghini è stato un gran fregarsi le mani: il trailer e le anticipazioni, lanciati a spot, hanno spopolato sul web e le prevendite sono andate a ruba. D'altronde, si poteva ben prevedere: questo signor Grey, affetto da mania del controllo incontrollata, di banconote era abituato a movimentarne a mucchi, già dal primo capitolo della trilogia che ha reso famosa la sua autrice, E. L. James. Pena (e divertimento), la tortura sadomaso.
Insomma, aperte le puntate per la scommessa su quello che è stato definito l’evento cinematografico dell’anno, “Cinquanta sfumature di grigio” da romanzo in versione film, è bene sapere che, piaccia o non piaccia il genere “pornoharmony”, appassionati o detrattori possono tirare un sospiro di sollievo. Il libro ha un’utilità sociale, che non consiste soltanto nel cullare signore e signorine durante il sonno, alla scoperta dei loro desideri più impuri lasciati svolazzare allo stato brado, ma quella di servire a una nobile causa, che signore e signorine sempre loro, tornate alla realtà, potrebbero trovare ben più elettrizzante del grigio Christian Grey. Colui che piace senza merito alcuno ed è, anzi, pure un tantino patetico. Come lo sarebbe chiunque si spacci per giustiziere delle sottane e finisca, poi, per fare alla vittima il bucato. Perché così, con un innamoramento poco realistico e molto scontato, vanno le cose, dalle parti di E. L. James, che tra un capitolo e l’altro sembra aver infilato tutte le sue (banali) sporcaccissime fantasie erotiche di casalinga.
Detto fatto. Polverizzata la passata e presente produzione erotica cartacea degna di nota, il signor Grey lascerà che il pubblico biellese spii le sue malefatte, dall’altra parte dello schermo. A calarsi nei panni della finta ingenua Anastasia Steele, colei che ha smesso di fare il bucato da sé, ci sarà l’attrice Dakota Johnson, figlia di Don e di Melanie Griffith.
Senza di lei, Anastasia che di Steel(e) o acciaio ha poco o niente e sicuramente non il polso, il personaggio di Christian non avrebbe avuto seguito. Il pubblico del libro è, inevitabilmente, un parterre di donne, gli esseri umani nei quali per antonomasia alberga la propensione al masochismo e l’identificazione con le vittime. Quasi fossero loro consanguinee. Difatti, è nella consenziente Anastasia, casta a tempo perso e prode avventuriera a tempo debito, che molte lettrici finiscono con identificarsi, sognando di venire pungolate con un attizzatoio rovente.    
Ebbene, dicevamo, c’è chi ha pensato di far fruttare “Cinquanta sfumature di grigio” e l’invidia verso Ana in altro modo. Lei è Jenny Trout, blogger americana che da anni scrive dell’opera come di un’abominevole ricostruzione patinata di una sudditanza fisica e psicologica, che ricalca casi di violenza, segregazione e manipolazione di vere povere donne. La Trout ha lanciato una campagna per devolvere i soldi del biglietto del cinema a un’associazione femminile, attiva nel proprio Paese in questa difficile battaglia. I biellesi, che andranno a vedere il film o che si asterranno, possono fare la loro donazione, ad esempio, alla onlus “Casa delle Donne” di Torino.
Ecco, valga o meno il romanzo o piaccia o no il film, sarebbe un bel messaggio da parte del pubblico, incita la blogger. Non resta che dare filo da torcere alla violenza, e al signor Grey spetta, come il fair play impone, passare il controllo del gioco. D’altronde, s’è arreso all’amore, a quanto pare, il ben più combattuto Heathcliff, che stava su cime ben più tempestose, e ne ha fatte di peggio che slacciare bustini. S’accontenti, signor Grey: c’è da stendere una mezza calzetta. 

sabato 14 febbraio 2015

Per San Valentino, beccati 'sta pizza!

 Cari lettori, lo abbiamo anticipato sulla nostra Facebook e adesso ve lo sveliamo qui, nel nostro salottino colorato. Abbiamo visto l'immagine, indagato e ora possiamo consigliarvi un posticino davvero carino che, oggi 14 febbraio festa di San Valentino, saprà rendere originale la solita cenetta. Per innamorati o tra un nugolo di single incalliti. In fondo, l'Amore arriva e va per tutti: quindi, festeggiamo senza distinzioni!

E allora, voi che state ammirando questa bella pizza qui a fianco, volete sapere dove la si fa? Ebbene, è un posticino vicino a noi, che scorrazziamo indecisi nel Biellese alla ricerca della location "che faccia la differenza". Ma qui, cari lettori, la differenza la fa la pizza, con la sua originale forma a cuore. Pensata per l'occasione e per le signore.

Rullo di tamburi. Pronti? Eccovi l'indirizzo: ZanziPizza, solo su prenotazione al 389/4448000. Dove? Via Lungo Lago 4, Viverone. 

Ehi ehi ehi, siete già incollati alla cornetta o allo schermo dell'iPhone? Non dimenticate niente? Ah, così va meglio: tanto Amore anche a voi! 

venerdì 23 gennaio 2015

Incontri... a fondere!

 Cari lettori di B B Blog, 

state aspettando la parte II del racconto "Vita da palestra" della nostra bionda blogger.  Lo supponevamo (la prima parte, qui). Ebbene, è in fase di stesura; quindi, mettetevi comodi, perché vogliamo rendervi l'attesa una delizia. 

Indovinello. Cosa contiene la busta che abbiamo sulla nostra scrivania, in questo momento? Un biglietto di prenotazione. Per due persone. Una fusione di dolcezza, rispondiamo noi. Che, detta così, non chiarisce le idee. 

Dovete sapere che in uno dei posti più dolci, apprezzati e storici del Biellese, da questa sera, ci sarà spazio per un momento di raccoglimento attorno al cioccolato. O meglio alla fonduta di cioccolato, in cui si intingono frutti a volontà. 

Appuntamento questo venerdì, oggi, e il prossimo venerdì, 30 gennaio. Stop fino al 14 febbraio, serata in cui la fonduta au chocolat mescolerà i cuori degli innamorati che vorranno farsi le coccole così, a cucchiaio grondante, e poi ancora stop, fino alla Festa della Donna, l'8 marzo. Ogni serata comincia alle 20, splash! Costo a persona 7 euro, necessaria la prenotazione.

Ma dove, dove? Vi starete adesso domandando, acquolina alla bocca: alla gelateria e cremeria Vittoria di Candelo, un posticino che noi di B B Blog frequentiamo spesso e che si affaccia, per chi non ci fosse mai stato, direttamente sulla piazza del Ricetto.

Che aspettate, allora? Una di noi ha prenotato per il 14 febbraio. Quindi, nel caso non poteste assaggiare, non temete: vi faremo, almeno, vedere! Come dite: poco gratificante? Ma non esiste il detto consolatorio: mangiare con gli occhi? ;)


lunedì 14 luglio 2014

Keep calm and... andiamo di zucchero!


Uno Zuccherino che più zucchero non potrebbe contenere. Eh sì, cara gente bi-utiful, oggi vogliamo raccontarvi di una finezza che, l'altra sera, ci ha colte impreparate e subito ci ha affascinato. Di cosa si tratta? Ve lo abbiamo svelato nell'attacco: si tratta di zucchero!
 
In che senso, zucchero? Immaginate di sedervi a un tavolino, ordinare un caffè, dopodiché avere la bevanda fumante sotto il vostro naso e strappare con indifferenza una bustina di zucchero. Fermi tutti! Cosa state vedendo (... oltre alla partita della finale Argentina-Germania, ai Mondiali in Brasile... Oooo eeeee aaaaa)? Ad un tratto, la bustina prende colore, personalità, parola. Esatto: non avete tra le mani una bustina qualunque, ma un nuovo prodotto del mercato che vi ha cambiato l'umore.
 
Come non avrebbe potuto, d'altronde? Le bustine dello zucchero sono sempre state afflitte da apatia congenita: smunte, pallide, malatticce. Insomma, erano amare eppure rimpinzate di granelli dolci. A volontà.

Smunte, fino a oggi. Se passate al Caffè Sociale, infatti, proverete che il rito del caffè ha un nuovo look. E questo restyling giova a un'abitudine, come il cambio di stagione all'armadio. Noi, ingenuamente colpite dall'idea, abbiamo fotografato le pancine delle bustine di zucchero che abbiamo raccolto. Non sono simpatiche? Ognuna sembra avere un consiglio personalizzato per il cliente.
 
Il "Keep calm", ovvero mantenete la calma, resta una costante. Per il resto, l'effetto della frase che troverete stampata sopra, quasi un aforisma da cioccolatino, è lo stesso: un sorriso! E a questo punto, aggiungiamo chicca alla chicca, entra di diritto il piemontese in una raffinatezza simile. Bogia nen e bona giornà, sono tra le massime espressamente "nostrane"! Il proprio dialetto, in fondo, è un tocco alternativo che è in gran spolvero. Insomma, approviamo lo zucchero parlante: keep calm and... (mangia: no, niente mangia oggi si dice...) leggi e bevi!   

domenica 29 giugno 2014

Le bugie 2.0

 Chi di voi, in vita sua, non ha mai raccontato una bugia, per giustificarsi o uscire da una situazione imbarazzante? Ebbene, col passare degli anni, le tecniche della “bugia perfetta”(o anche solo credibile) si sono evolute. Va reso grande merito all’avvento di sempre più nuove tecnologie, le quali, se da una parte ci facilitano la vita, dall’altra parte ce la ingarbugliano, segnalando ad esempio con precisione dove siamo, con chi siamo, a che ora e bla bla bla. Insomma, stiamo parlando di vere e proprie armi di distruzione di massa, dove per massa intendiamo rapporti interpersonali e, in particolare, amorosi.
 

In molti sono caduti vittime del “visualizzato alle…” del messaggio privato su Facebook. Come di quell’inghippo, sempre su Facebook, che ti segnala costantemente on line (se si ha uno smartphone), spesso a causa soltanto di una errata impostazione. Ma l’arma segreta che, secondo noi di B B Blog, sicuramente viene usata anche dalla Cia è - udite udite!- la segnalazione dell’ultimo accesso, con dovizia di orario, su Whatsapp.

Lo saprete anche voi: chi non ha mai controllato l’ultimo accesso del proprio fidanzato o della propria fidanzata? Sicuramente tutti, e tutti lì - naso sullo schermo - a friggere di curiosità.

 Questa informazione dettagliata consente, infatti, di monitorare tempi e movimenti di una persona. Ed è qui che entra in ballo la bugia 2.0. Già, perché oggi, se se ne vuole raccontare una -di balla -, bisogna tenere conto di questi elementi che potrebbero contraddire la nostra versione della verità.

La persona che frequentate se ne esce con un “Ah sì? Ma che peccato, non ho visto quel messaggio”, oppure “Ah sì? Ma che peccato, non ho avuto il cellulare con me, per tutto il giorno”. (Ohibò, ultimo esemplare di homo sapiens capace di sopravvivere per 24 ore di fila facendo a meno della oramai diagnosticata digitazione compulsiva!). Senza pensare alla possibilità di essere facilmente sgamato, contravvenendo alla regola regina di tutte le bugie: mai contraddirsi e negare fino alla morte.

In questo caso, la brutta figura è garantita. Passare per bugiardi e un po’ ingenui non è granché bello, quindi nostri cari se proprio volete affidarvi a storielle degne di Pinocchio (incluse quelle bianche), soprattutto per giustificare le vostre mancanze, state attenti: ormai tutti possono sapere tutto di tutti, e senza neanche troppa fatica. Basta un semplice click. Tenetene conto e al massimo:
a) limitate particolari che potreste dimenticare;

b) ogni aspetto della bugia deve essere verosimile e allontanarsi il più possibile dal plot di una sceneggiatura di Steven Spielberg;

c) il telefono può essere più infido di una spia russa: svela a chi non vorreste se l’avete usato e quando.

Quindi, nel caso doveste proprio costruire un castello di bugie, cercate di fare uno sforzo mentale maggiore. Perché se le balle di una volta avevano le gambe corte, quelle 2.0 hanno sicuramente la connessione lunga.

lunedì 12 maggio 2014

E se fosse l'ex a sognarti? Tienilo a stecchetto, gli farai un favore!


Il messaggio è arrivato in queste ore, e ci ha tanto perplesse da indurci in tentazione. Soprattutto perché di sogni abbiamo parlato, raccontando della nostra insana voglia di capirli. Così, cari lettori di B B Blog, mentre stiamo preparando qualche considerazione sui costumi per l'estate, ci siamo fiondate sulla Smorfia Napoletana per la seconda volta.
 
L'aggressione al beneamato e tradizionale strumento di interpretazione dei sogni era più che giustificata. Capirete subito il perché: stavolta, quasi a farlo apposta ma è tutto vero (un tantino... esilarante anche!), l'ex di una di noi si è materializzato scrivendo di averla sognata.
 
Ohibò, a tanto arriva l'altro sesso? Ecco il messaggio: "Ciao! Stanotte ti ho sognata, ma vai tranquilla che non è il solito sogno indecente. Ho sognato che stavamo insieme... E io ero stranamente felice, in pace con il mondo... Attorno a noi, ci guardavano come se fossimo le star del banchetto e tu eri così bella, sorridente, mi parlavi in modo talmente gentile che io mi dicevo "Spero non finisca mai"... Strani sogni...".
 
Voi sareste tutte un sorriso? Ma no, noi tutte una Smorfia. Soprattutto perché il sorrisone ci è spuntato dopo, come sempre. Cosa ci ha insegnato la Smorfia? Occhio ai bei sogni, ecco allora cosa abbiamo dedotto del parto mentale del ragazzo in questione.
 
Bentrovato Passato Amore, ti sei sognato la ex (che sia una di noi due ci fa strano!), aspetto che sarebbe pure buon segno (guardate il post precedente), ma nel sogno la ex era una (la tua!) fidanzata, quindi male male male. Con lei, infatti, formavi una "coppia di fidanzati": romanticismo eccessivo (numero 87). E questa ex era bella, scrivi caro nostro, e "donna bella" uguale rapporti insinceri (6). Addirittura ci (eh ci tocca il "noi", hihi) guardavano come star al banchetto, e "gozzovigliare al banchetto" vuol dire pensieri, dispiaceri, discordie d’amore (84).
 
Ci fermiamo? Ma no, ultime chicche! Per fortuna, Passato Amore, non hai sognato una donna discinta (una di noi di B B Blog andrà tranquilla, l'indecenza comunque non l'avrebbe pagata lei... eheh), visto che "donna nuda" sarebbe stata segno di "dolori e amarezze"! Siamo combattute: raccomandiamo ai maschietti di smetterla con i porn-dreams, però stando così i sogni anche d'innamorarsi non è proprio il caso... :P

Questa ex era sorridente e gentile con te? Caro sognatore, "donna amabile": prepotenza in amore (3). Non avresti alcun roseo futuro con una così, secondo la Smorfia "amore corrisposto" significa beni male acquisiti (2); "amore sincero": lotte nel lavoro (34); ancora, "giurare amore", ritardi e impedimenti (31). L'unica soluzione per uscire senza troppi cerotti dal sogno, sarebbe se quella speranza di "non finire mai", cosa che hai scritto tu stesso, venisse letta come "amore coniugale", indice di avvenimenti fortunati (89).
 
Ecco, ci spiace deluderti, nostro buon ex, ma il sogno era tutt'altro che piacevole. Alla luce dei fatti, però, non ci sentiamo di salvarti. L'ipotesi di convolare a nozze per la tua serenità interiore non ci sfiora minimamente. Dunque, niente banchetto: osserva il digiuno! ... E che pensi? Guarda che per la Smorfia Napoletana digiunare è segno di bontà e altruismo (numero 48)!

venerdì 2 maggio 2014

Storia di un (potenziale) amore tra una bionda e lo yoga

Di corsi ne sono fioriti anche a Biella. Nel caso voleste iscrivervi, avreste l'imbarazzo della scelta. Noi ce ne siamo tenute lontane per anni, ma con l'incalzare dell'età e forse con i nervi a fior di pelle o troppa energia vitale da canalizzare, ci siamo decise a trovare una soluzione alternativa alla corsa.
 
O meglio, la cavia che si è addossata la missione è la bionda di B B Blog, rendiamole merito. Pacca sulla spalla, ti chiediamo in coro perdono (capirete in seguito per quale motivo). La coraggiosa s'era detta: "Proverò a seguire un corso di yoga". Perché? Ne aveva sentito parlare e, diceva sempre lei, in molti erano rimasti entusiasti dei risultati: "Rilassante, ti aiuta ad aumentare la flessibilità (la mora di B B Blog: come se non bastasse quella sul lavoro, ma questa è un’altra storia) e poi di sicuro potrai socializzare coi tuoi compagni o compagne di corso (la mora: capirai, socializzazione silenziosa...)".
 
Bene, non c’è stata delusione più grande! Bionda, coraggio. "Lo giuro - sostiene, con una mano sul cuore - io mi sono presentata alla lezione di prova con tutte le buone intenzioni, ma l’atmosfera era alquanto seriosa. Sembrava che fossero tutti degli aspiranti guru o i Gandhi di nuovo pelo, tutti presi da maniacale attenzione nell’eseguire la posizione del cane all’insù o della gru, e guai a sgarrare!".
 
Una bionda presa alla sprovvista: "Io, oltre a non essere a tempo coi cambiamenti di posizione (in fondo era la mia prima lezione, no?) continuavo a pensare all’assurdità della situazione. Inspira ed espira, senti il tuo cuore, spingi di qua, allunga di là. Insomma, la risata era sempre a fior di labbra".
 
Sacrilega bionda: osi ridere in simili situazioni? "Un’ora e mezza di meditazione e movimento ha messo a dura prova il mio Essere. Ciò che mi ha stupito più di tutto era non tanto l’insegnante, tutta presa  a farti ritrovare il contatto col tuo Io più profondo facendoti ricreare la posizione fetale del bambino, ma... i suoi adepti, che, concentrati come se dovessero vincere un milione di euro a “Chi vuol essere milionario” (la mora: altro che rannicchiarsi in posizione fetale, a quel punto esploderei come un petardo!) non provavano la minima stanchezza, perlomeno psicologica".
 
E poi - non toccateci sulla musica!- quella musica lagnosa: insomma, lezione interminabile. "Cercate di capirmi, io non sono contro lo yoga, rispetto la disciplina, però un sorriso non ha mai fatto male a nessuno. Ragazzi, volevo far notare, rilassatevi. In fondo, non è lo scopo del corso, questo?".
 
La mora: alla irriverente bionda va il nostro rammarico e l'abbonamento gratuito a un corso di arti marziali. Per tutti gli altri, c'è lo yoga.

venerdì 25 aprile 2014

Whatsapp nella vita reale: che ansia, vi pare?

 Whatsapp nella vita reale. Ci avevate pensato anche voi, vero? Eppure, c'è chi ha reso queste idee visibili, in un  video che spopola in Rete e che qualche biellese sta già diffondendo.

L'ideatore della trovata è un ragazzo che con parole semplici e condivisibilissime spiega (facendo morire dal ridere!) come questa app ci stia, più che divertendo, stressando.

Anche Whatsapp si avvia al tramonto, pian piano? Noi, che anticipiamo tendenze, rispondiamo di sì, ma ne avremo ancora per un po'.
 
Vi ricordate il nostro post sul Bidonaro Biellese? Ecco, questo video è la prova per immagini. Godetevelo!

 

 

giovedì 17 aprile 2014

Se Facebook farà fuori Whatsapp, Lei ringrazia!

 Non sentite un leggero soffio al cuore? Su internet serpeggia l'allarme generale: oddio, Facebook chiuderà Whatsapp? L'ha comprato per farlo fuori, e ci propinerà la sua app Messenger? "State tranquilli", si infastidisce Lei. "Tanto ne stiamo avendo più fregature che altro, da Whatsapp...".
Eh beh, non possiamo darle torto. Perché mentre una di noi di B B Blog era chiusa nel camerino di un negozio a provarsi un nuovo paio di leggings (e tirava, tirava, facendosi su come il segno dell'infinito...), l'altra distrattamente è incappata nello sfogo di altre due clienti. Lei, quella che proprio non sopporta Whatsapp, una volta era una normale fruitrice del servizio: normale nel senso che controllava il cellulare ogni dieci minuti circa, cambiava foto ogni mese, si intratteneva per tutta la giornata chattando con amici e flirt. Credendo che Whatsapp fosse dalla sua parte (Gli asini volano, sai?)
 
Invece, - tuoni un organo! - è stata tradita. Bè, non proprio: mentre nel camerino si consumava la lotta contro il leggings indomabile (poi domato), il racconto si faceva sempre più intenso. Ha per protagonisti Lei, Lui il Paccaro, e quello che in gergo viene chiamato "bidone". La storia è semplice: Lei e il Paccaro si scrivono per settimane, non si sono mai visti ma conosciuti tramite Facebook. Studiano entrambi all'Università, hanno argomenti da condividere. Si capiscono, il maschio le appare illuminato rispetto alle lampadine fulminate che ombreggiano in giro. Finalmente scatta l'appuntamento, dalle modalità per noi oscure (il leggings calzato doveva essere mostrato, capirete...). La fine della storia, però, non ce la siamo persa: Lui non si è presentato. O meglio, per tutta la giornata è sparito, non l'ha cercata. La poverina ha aspettato invano conferma e, masochismo o buona educazione?, si è presentata sul posto all'ora concordata, ma del Paccaro nessuna traccia.
 
A questo punto, entra in gioco Whatsapp. "Si è collegato diverse volte, e non ha pensato neanche di scrivermi una balla, cioè che non poteva più vedermi? Quando mi contattava a tutte le ore?". Eh sì, alla cassa mentre il leggings veniva imbustato sotto il sorriso compiaciuto della commessa, abbiamo  - noi di B B Blog - elaborato lo stesso pensiero: ci si sta attaccati minuto per minuto, ma non si è mai così distanti. Succedeva così anche ai tempi degli sms, ma quegli sms si pagavano e venivano centellinati. Almeno non si abusava di una comunicazione inutile, eppure pressante. Il Paccaro scriveva a Lei per riempire il tempo, perché scrivere su Whatsapp è una necessità. Sentire il suono di un messaggio ricevuto diventa un ritornello che - guai! - se manca, ci annoda lo stomaco. E allora, presi dal panico e digitazione compulsiva, vai! scriviamo al primo/ alla prima che ci viene in mente.
 
Stoooop, cara Lei. Mentre uscivamo, la ragazza chiedeva all'amica: "Devo scrivergli che è uno... (bip!)?". Speriamo l'amica abbia risposto con un categorico N.O. Tanto il Paccaro altri Pacchi serenamente donerà (trullallero...). Lei, però, potrà non farsi fregare un'altra volta da Whatsapp. Guardati bene, cara Lei, da quel "visualizzato" che non ha risposta. Perché "vince chi è on line e non risponde". Chiamasi maleducazione sentimentale, che è la nuova faccia tecnologica del "bidone virtuale".
 
Noi di B B Blog le whatsappiamo un consiglio, quando non saprà se affidarsi ai messaggini emoticanti (se assunti con cautela, non sono nocivi, dai!):
 
1) Scegliamo foto esistente
 
2) Inviamo a Lei:


 
 

 
 
    

martedì 25 marzo 2014

Lo Zuccherino di B B Blog - Galeotte le scale mobili...

 Non sappiamo voi, ma a noi parlare di abbordaggio ricorda il pluri-inneggiato N° 5, il profumo della Monroe proprio lui: qualcosa di più mitico che buono. Sì, perché anche le tecniche di abbordaggio, negli anni, si sono fatte sempre più sciancate. E ultimamente non facciamo che sentirlo dire in giro: ai biellesi piace usare il termine “friendzonare”, in voga già da un paio d’anni in Italia. Se sei un ragazzo o un uomo “friendzonato”, vuol dire che ti hanno rilegato al ruolo di amico: palo in fronte, insomma!
Bene, nostri cari, noi possiamo dire di aver incrociato uno degli ultimi esemplari in circolazione della rara specie del “ci provo in qualsiasi condizione, e con stile”. Dove? Dunque, questo gli conferisce la Palma per direttissima: all’Esselunga. Ma dove di preciso? Il Nobel gli s’avvicina a grandi falcate: sulle (non nei pressi, no no, sulle…) scale mobili, che essendo mobili hanno garantito la giusta vertigine, quel senso di ineluttabilità a un incontro altrimenti un po’ troppo casereccio (bisogna aver di fronte un gran manzo per farsi coinvolgere tra i barattoli di pelati, oppure essere “diversamente affamate”, eh!).
“Per chi è quell’orchidea? Il tuo ragazzo?”: una di noi due è stata abbordata così, con questa frasuccia smunta. Quindi, il Misterioso (giacca e cravatta, sguardo deciso, sorriso garbato: impeccabile davvero) ha recuperato: “Ti ho vista passare e dovevo dirti quanto mi hai colpito. Posso presentarmi?”. Il resto è privacy: avremo o no accettato il numero di telefono offerto? Meglio non svelarlo, però commentiamo così: oh là, finalmente anche la pratica della spesa può rivelarsi divertente!
Ma - lo sappiamo, lo state anticipando voi - se questo Coraggioso Misterioso fosse un Abbordatore Seriale? Se puntasse più prede, nell’arco della settimana, lasciandosi scivolare con loro, sul dolce tappeto delle scale mobili, per infilarsi nel cuoricino di qualche ingenua (se la fanciulla invece è furba, complimenti vivissimi!)? Dubbi a parte, ora che vi abbiamo confidato le nostre gesta, potreste sempre andare preparate all’Esselunga (no tacchi, sono da ultima spiaggia), signorine. Ma ricordate sempre la regola del buon acquisto: leggere bene la scadenza sul retro. Chissà che non vi serva anche in amore!