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lunedì 2 marzo 2015

Le 50 sfumature ci dividono in due...

 Cari lettori, vi siamo mancate? 
Ebbene, in occasione del compleanno di B B Blog (25 febbraio) abbiamo pensato a un doppio regalo scoppiettante! Ecco la nostra disputa sulle famose "Cinquanta sfumature di Grigio". Bionda favorevole, mora contraria. Voi con chi state?


Bionda-filosofia:

50 sfumature di? Su questo film ne sono state dette di tutti i colori, è stato criticato passando dalla parodia più grottesca ai post ironici di Facebook sui vecchietti (i grigi infatti). Ma cosa nasconde il film che ha comunque sbancato i botteghini dei nostri cinema? 

La bionda di B B Blog non poteva non farsi questa domanda, soprattutto perché, lo ammetto, i libri li ho letti. Non me ne vanto, certo, ma a volte quella che viene chiamata letteratura di consumo non mi dispiace. Non possiamo leggere sempre e soltanto Anna Karenina , non trovate? 
Ma passiamo alle cose serie: noi lettrici della trilogia delle sfumature eravamo preparate a delle "mancanze" nella versione cinematografica, ma la nostra curiosità era però concentrata sugli attori: come avrebbero potuto rendere le tante pagine descrittive di sentimenti (che all'inizio potremmo chiamare in altro modo ma tralasciamo ) ed emozioni? In particolare ero scettica sul fatto che non avevo una grande opinione della protagonista... Mi sembrava un po' insipida. 
Alla fine, però, ho dovuto cambiare opinione perché diciamocelo lui è solo tanto bello, con lo sguardo assassino o "strappa mutande" come definito nel libro, e alla fine dei conti la sua recitazione non viene messa a dura prova (sebbene qualcosa di duro doveva pur esserci ihihihih) . Lei invece doveva interpretare una ragazza ingenua e innocente. Risultato? Brava la nostra Dakota Johnson a rendere comici quei momenti di imbarazzo dovuto alla sua scarsa conoscenza del "sesso estremo" . 
Il film in fin dei conti doveva essere preso senza tante pretese o aspettative, d'altronde il libro a cui s'ispira e' stato un successo perché ci riproponeva una sorta di favola moderna con una punta hard. Avevate capito che si trattava di fantasia, vero? 
Gli elementi della favola ci sono tutti: lui è giovane, bello da mozzare il fiato, ricco, intelligente, competente, ci sa fare con le donne e si intuisce pure che sia ben dotato. Lei invece è giovane, inesperta, ingenua, bruttina, persa nei suoi libri di letteratura inglese, a volte diremmo noi un poco sfigata,con poco gusto nel vestire e, cosa che a noi donne infastidisce alquanto magrissima . Ovviamente i due si innamorano..... E questa come la chiamate voi se non fiaba, storia , favola o racconto di fantascienza? Se cose del genere succedono sul nostro pianeta Terra e ne siete al corrente, diteci dove è quando che di sicuro ci facciamo una capatina.
Quanto a tutti quelli che hanno polemizzato sul film, sostenendo che doveva essere vietato ai minori di 18 anni, voglio però dire una cosa: su Internet gira già talmente tanta robaccia che di sicuro non sono poche scene di nudo a compromettere la salute mentale dei nostri giovani. Il film chiaramente fa leva sul lato erotico per essere più accattivante e d'altronde quella è l'essenza del libro. Parere mio? S'è rischiato al massimo di fare due risate con le amiche. O che il fidanzato prenda spunto, per una serata intrigante. No?

 Mora-filosofia:

Bello come un dio, più ricco di Onassis e con un Stanza Rossa delle torture. È questo il cocktail letale che ha fatto di Christian Grey il nuovo sex symbol da pagina.
Chissà se Jamie Dornan, che gli presta il volto e già si nega al sequel, ha saputo fare altrettanto. Io non lo so, non mi interessa vedere; e forse manco a lui, interessa rivedersi pirata dei Caraibi introverso, evidentemente. Certo, dietro ai botteghini è stato un gran fregarsi le mani: il trailer e le anticipazioni, lanciati a spot, hanno spopolato sul web e le prevendite sono andate a ruba. D'altronde, si poteva ben prevedere: questo signor Grey, affetto da mania del controllo incontrollata, di banconote era abituato a movimentarne a mucchi, già dal primo capitolo della trilogia che ha reso famosa la sua autrice, E. L. James. Pena (e divertimento), la tortura sadomaso.
Insomma, aperte le puntate per la scommessa su quello che è stato definito l’evento cinematografico dell’anno, “Cinquanta sfumature di grigio” da romanzo in versione film, è bene sapere che, piaccia o non piaccia il genere “pornoharmony”, appassionati o detrattori possono tirare un sospiro di sollievo. Il libro ha un’utilità sociale, che non consiste soltanto nel cullare signore e signorine durante il sonno, alla scoperta dei loro desideri più impuri lasciati svolazzare allo stato brado, ma quella di servire a una nobile causa, che signore e signorine sempre loro, tornate alla realtà, potrebbero trovare ben più elettrizzante del grigio Christian Grey. Colui che piace senza merito alcuno ed è, anzi, pure un tantino patetico. Come lo sarebbe chiunque si spacci per giustiziere delle sottane e finisca, poi, per fare alla vittima il bucato. Perché così, con un innamoramento poco realistico e molto scontato, vanno le cose, dalle parti di E. L. James, che tra un capitolo e l’altro sembra aver infilato tutte le sue (banali) sporcaccissime fantasie erotiche di casalinga.
Detto fatto. Polverizzata la passata e presente produzione erotica cartacea degna di nota, il signor Grey lascerà che il pubblico biellese spii le sue malefatte, dall’altra parte dello schermo. A calarsi nei panni della finta ingenua Anastasia Steele, colei che ha smesso di fare il bucato da sé, ci sarà l’attrice Dakota Johnson, figlia di Don e di Melanie Griffith.
Senza di lei, Anastasia che di Steel(e) o acciaio ha poco o niente e sicuramente non il polso, il personaggio di Christian non avrebbe avuto seguito. Il pubblico del libro è, inevitabilmente, un parterre di donne, gli esseri umani nei quali per antonomasia alberga la propensione al masochismo e l’identificazione con le vittime. Quasi fossero loro consanguinee. Difatti, è nella consenziente Anastasia, casta a tempo perso e prode avventuriera a tempo debito, che molte lettrici finiscono con identificarsi, sognando di venire pungolate con un attizzatoio rovente.    
Ebbene, dicevamo, c’è chi ha pensato di far fruttare “Cinquanta sfumature di grigio” e l’invidia verso Ana in altro modo. Lei è Jenny Trout, blogger americana che da anni scrive dell’opera come di un’abominevole ricostruzione patinata di una sudditanza fisica e psicologica, che ricalca casi di violenza, segregazione e manipolazione di vere povere donne. La Trout ha lanciato una campagna per devolvere i soldi del biglietto del cinema a un’associazione femminile, attiva nel proprio Paese in questa difficile battaglia. I biellesi, che andranno a vedere il film o che si asterranno, possono fare la loro donazione, ad esempio, alla onlus “Casa delle Donne” di Torino.
Ecco, valga o meno il romanzo o piaccia o no il film, sarebbe un bel messaggio da parte del pubblico, incita la blogger. Non resta che dare filo da torcere alla violenza, e al signor Grey spetta, come il fair play impone, passare il controllo del gioco. D’altronde, s’è arreso all’amore, a quanto pare, il ben più combattuto Heathcliff, che stava su cime ben più tempestose, e ne ha fatte di peggio che slacciare bustini. S’accontenti, signor Grey: c’è da stendere una mezza calzetta. 

giovedì 13 novembre 2014

Tutte giù per terra!

 

"Se non sorridi e non sei positiva, non è un problema. Basta essere sexy". Avete letto bene, la massima nascosta sotto alla suola di quello spendido sandalo a tacco alto (foto)? Bene, adesso potete anche dimenticarvela, ragazze biellesi. D'ora in avanti, non sarà fuori moda soltanto lei - la massima coniata per le miss tutte smorfie, ma miss a ogni costo -, ma ciò che sponsorizza: i trampoli ai piedi.
Insomma, la maggior parte di voi ragazze se ne sarà accorta. Già quest'estate i tacchi alti hanno iniziato a restare chiusi nelle loro scatole impolverate. Niente plateau, niente caviglia in allungo. Tutte iniziavano a viaggiare su sandali piatti, zeppe al massimo, e, complice il clima pseudo-autunnale, dentro agli ormai celeberrimi biker boots. Ovvero gli stivaletti che arrivano a un terzo della gamba e, sorpresa delle sorprese!, sembrano donare anche alle meno slanciate.
Sono proprio loro, i biker boots con gli anfibi e le polacchine, ad aver sconvolto lo stile della vita mondana, anche a Biella. Ci avete fatto caso? Le giraffone su tacco 12 sono ormai mosche bianche. Tutte sfoggiano un look più sbarazzino, metropolitano. Come a dire: "Dopo anni di patimenti, vogliamo rilassarci, uscire di corsa, saltare come si deve, ballare sulle punte e sui talloni". Insomma, essere libere. Autonome. Assolutamente "easy".
Provate, come abbiamo fatto noi di B B Blog. Uscite il venerdì come il sabato sera e osservate ciò che si muove sotto le vostre ginocchia. Vedrete pochissimi tacchi. E, subito, sollevate il mento per guardarvi attorno, così scoprirete un'altra novità: in alto circolano più sorrisi, espressioni piene di positività. Quanto al sexy, raffinate i gusti ( ci rivolgiamo ai maschietti, biologicamente inchiodati all'equazione tacco:bella), perché sembra soffiare un vento di ribellione. Lo sentite? Sta arrivando... "Il tallone è mio e me lo gestisco io!".

domenica 9 novembre 2014

Alla Rivetti si gira il remake di "Laguna blu"!

L'effetto Laguna Blu,
di cui parliamo nel post!
 Ve lo ricordate? "Laguna blu" è stato un film culto, che non è mai passato di moda. Nel senso che, ovunque noi siamo, ancora oggi una determinata situazione ci fa riaffiorare alla mente scene o atmosfere che infarcivano "Laguna blu" di zucchero, taaaanto zucchero, e bei posti. E, poi, di acqua, acqua, acqua. Taaanta acqua!
 
Ebbene, chi avrebbe immaginato che anche la Rivetti ci riaprisse un cassettino della memoria? E che la sua vasca - stracolma di bambini sgambettanti, ragazzi pinne-dotati e signore o fanciulle armate di cavigliere  di spugna pronte a tutto per mantenersi in forma -, sì proprio la vasca della piscina Rivetti di Biella, non solo ricordasse ma si travestisse da "Laguna Blu"?
 
Signori e signore, è successo. Ma che diciamo, continua a succedere. Succede che, da un paio di settimane, alla piscina comunale è proposto un vero e proprio spettacolo. Le luci della struttura olimpionica  vengono spente ogni venerdì sera, dalle 19.45 alle 21. Al loro posto restano sfarfallanti quelle subacquee! La foto, anche se non è della vasca in questione, rende bene l'idea.
Immaginatevi la scena: vasca gremita, urla, fischietti, musica, lo splash dei tuffi e gli sciaf delle bracciate. Noi di B B Blog dentro, tutte intente a compiere la nostra missione personale (un'adrenalinica lezione di aquagym della Libertas Nuoto Biella), fuori acqua a secchiate. La nostra seduta di fitness acquatico dura ben 60 minuti, a differenza dei corsi proposti dalle altre società sportive. Un "allungo" che ci costa fatica, ma dobbiamo ammetterlo, ci ha permesso di godere di questo travestimento in notturna.
Dicevamo, noi di B B Blog ci muoviamo, muoviamo, muoviamo in acqua; quando all'improvviso, cala il buio. "Cosa succede?", "Sarà saltata la corrente?". Resta la musica, che ci dà ritmo, a riempire l'aria, poi via di fischi. E invece, nuotatori di poca fede, tac!: la Rivetti cambia colore, proprio come se fossimo in un centro benessere. Le increspature si muovono sul verdeacqua, gli spruzzi sono più trasparenti del trasparente. "Mai vista la Rivetti così bella, chi la vede per la prima volta perde la parola!" (tranne noi, che comunque troviamo parole anche per scrivere, imperterrite!).
Da quel venerdì, il momento dello stretching, accompagnato da una musica iperrilassante, ci sta facendo concludere in maniera inaspettata le nostre lezioni di acquagym. Mancavano soltanto i cocktail a bordo vasca, e sarebbe stato un vero e proprio paradiso!
Che dite, siete curiosi di andare a vedere per credere? Fatelo, sappiate però che la bella trovata non è esente da critiche, soprattutto perché a quell'ora si svolgono ancora i corsi di nuoto e gli allenatori, da bordo vasca, faticano a seguire gli atleti… Bisognerebbe dotarli di un caschetto con torcia incorporata, stile minatore, per poter svolgere al meglio il loro lavoro, azzardiamo noi… Eventualità che ha una sfumatura senza dubbio divertente, anche se assolutamente impraticabile. In più a noi di B B Blog è sorto un dubbio: come faranno i bagnini a  soccorrere qualcuno in difficoltà, a localizzarlo in meno tempo possibile, tra le ombre della "Laguna Blu"? I secondi, a volte, sono preziosi.
Insomma, cari lettori, chissà quanto durerà l’iniziativa  visto che le lamentele degli “addetti ai lavori” si stanno facendo sempre più insistenti. Vi invitiamo, se volete gustarvi il paradiso subacqueo, a decidere in fretta. Che le cose belle, diceva qualcuno, finiscono subito.
Ma anche no, speriamo noi. E, nel frattempo, continuiamo a goderci la nostra lezione “a lume di candela”.

venerdì 19 settembre 2014

Pestare una cacca... sul più bello!

Capita a tutti, prima o poi, di vivere un momento epico della propria vita, che resterà indelebile nella memoria dei secoli futuri. A volte, più che di un momento epico, si tratta soprattutto di piccoli attimi, quei nonnulla che ci sorprendono di più. E spesso ci fanno sganasciare dalle risate, veri toccasana nei giorni più neri.
 
Quando il momento può dirsi davvero "epico", però, siate certi che quel ricordo vi si appiccicherà nella mente, come una cacca sotto alla suola delle scarpe. In pratica, occorrerà grattare ben bene per levarvela dalla suola. Non ridete, non ridete già almeno! Per ora vogliamo soltanto "disgustarvi", ma con buoni propositi, sappiatelo! Avrete capito, cari i nostri lettori, che in questo post parleremo del nanosecondo meno indicato per pestare le feci che un animaletto "scostumato" ha abbandonato, incurante, sulla strada. Ovvero il momento del difficile abbordaggio.
 
Siete curiosi? Dovete esserlo, perché una di noi di B B Blog ha assistito alla scena in prima persona e, lo confessiamo con una mano sul cuore, è stata la causa dell'appiccicoso incidente (di percorso)...
 
Veniamo al dunque, questo è quello che è successo: giornata di settembre movimentata, la bionda di B B Blog ha appena terminato la lunga lista di commissioni da fare, tremendamente in ritardo per un appuntamento; quando, all'improvviso, incrocia un prestante 50enne. 
 
Fin qui, tutto nella norma.
 
L'uomo sopraggiunge con passo deciso, e la guarda, la riguarda, la guarda ancora. Tutto in un attimo: tanto gli piace che si butta e la saluta con un sornione "ma ciaooo" molto simile a un  irritante ma eloquente miagolio. La bionda viene presa alla sprovvista, non fa in tempo a reagire che qualcosa di tremendo si abbatte sul maturo provolone...
 
Fin qui, tutto nella norma, o quasi.
 
La strada è sgombra da altri esseri viventi, ma c'è un elemento che intralcia il passo. Un dettaglio non certo innocuo a cui la bionda aveva fatto caso, ma che - percepisce - il 50enne non aveva neppure notato, probabilmente rapito da quella visione idilliaca. Non il dettaglio, capiamoci, ma lei: la bionda!
La nostra biondina, d'istinto, elabora quindi un avvertimento. Tutto inutile, perché l'irreparabile è già accaduto: il provolone overaged, distrattosi, ha guardato altrove. Il suo corpo si è irrigidito e la vista annebbiata. Ma il piede, quello, ha invece incautamente continuato la sua corsa (verso la brutta figura), calpestando il dettaglio!
 
E qui, l'irreparabile!
 
Il dettaglio è una cacca di notevoli dimensioni. Di quelle che neppure un attore di Hollywood sul tappeto rosso di Cannes avrebbe potuto schiacciare senza sembrare un perfetto idiota. E, infatti, la bionda - di fronte allo scempio dell'onore perduto del corteggiatore biellese - a fatica è riuscita a trattenere le risate, per poi scoppiare come una pentola a pressione satura non appena girato l'angolo.
 
E qui, l'irreparabile al cubo!
 
Anche perché il 50enne non si è accorto di nulla. Ha proseguito, cacca al seguito, per la sua strada. Tronfio del gesto spavaldo, inconsapevole di quello meno ostentato. Ma determinante (organo in sottofondo).
 
Cara bionda, ma non lo sai che i machi ti sorprendono soltanto all'Esselunga (vedete nostro vecchio post sull'argomento, che la vede ancora una volta protagonista femminile!).
 
Lei risponde: "La scena sarà durata 30 secondi, ma vi giuro che ha cambiato la mia giornata, iniziata non benissimo. Alla fine, penso di aver fatto un favore al 50enne: lo sanno tutti che pestare una cacca porta una fortuna sfacciata, no?".
 
Insomma, viene da aggiungere, soltanto: attenti a dove mettete i piedi e anche su chi, nel frattempo, avete messo gli occhi!

lunedì 12 maggio 2014

E se fosse l'ex a sognarti? Tienilo a stecchetto, gli farai un favore!


Il messaggio è arrivato in queste ore, e ci ha tanto perplesse da indurci in tentazione. Soprattutto perché di sogni abbiamo parlato, raccontando della nostra insana voglia di capirli. Così, cari lettori di B B Blog, mentre stiamo preparando qualche considerazione sui costumi per l'estate, ci siamo fiondate sulla Smorfia Napoletana per la seconda volta.
 
L'aggressione al beneamato e tradizionale strumento di interpretazione dei sogni era più che giustificata. Capirete subito il perché: stavolta, quasi a farlo apposta ma è tutto vero (un tantino... esilarante anche!), l'ex di una di noi si è materializzato scrivendo di averla sognata.
 
Ohibò, a tanto arriva l'altro sesso? Ecco il messaggio: "Ciao! Stanotte ti ho sognata, ma vai tranquilla che non è il solito sogno indecente. Ho sognato che stavamo insieme... E io ero stranamente felice, in pace con il mondo... Attorno a noi, ci guardavano come se fossimo le star del banchetto e tu eri così bella, sorridente, mi parlavi in modo talmente gentile che io mi dicevo "Spero non finisca mai"... Strani sogni...".
 
Voi sareste tutte un sorriso? Ma no, noi tutte una Smorfia. Soprattutto perché il sorrisone ci è spuntato dopo, come sempre. Cosa ci ha insegnato la Smorfia? Occhio ai bei sogni, ecco allora cosa abbiamo dedotto del parto mentale del ragazzo in questione.
 
Bentrovato Passato Amore, ti sei sognato la ex (che sia una di noi due ci fa strano!), aspetto che sarebbe pure buon segno (guardate il post precedente), ma nel sogno la ex era una (la tua!) fidanzata, quindi male male male. Con lei, infatti, formavi una "coppia di fidanzati": romanticismo eccessivo (numero 87). E questa ex era bella, scrivi caro nostro, e "donna bella" uguale rapporti insinceri (6). Addirittura ci (eh ci tocca il "noi", hihi) guardavano come star al banchetto, e "gozzovigliare al banchetto" vuol dire pensieri, dispiaceri, discordie d’amore (84).
 
Ci fermiamo? Ma no, ultime chicche! Per fortuna, Passato Amore, non hai sognato una donna discinta (una di noi di B B Blog andrà tranquilla, l'indecenza comunque non l'avrebbe pagata lei... eheh), visto che "donna nuda" sarebbe stata segno di "dolori e amarezze"! Siamo combattute: raccomandiamo ai maschietti di smetterla con i porn-dreams, però stando così i sogni anche d'innamorarsi non è proprio il caso... :P

Questa ex era sorridente e gentile con te? Caro sognatore, "donna amabile": prepotenza in amore (3). Non avresti alcun roseo futuro con una così, secondo la Smorfia "amore corrisposto" significa beni male acquisiti (2); "amore sincero": lotte nel lavoro (34); ancora, "giurare amore", ritardi e impedimenti (31). L'unica soluzione per uscire senza troppi cerotti dal sogno, sarebbe se quella speranza di "non finire mai", cosa che hai scritto tu stesso, venisse letta come "amore coniugale", indice di avvenimenti fortunati (89).
 
Ecco, ci spiace deluderti, nostro buon ex, ma il sogno era tutt'altro che piacevole. Alla luce dei fatti, però, non ci sentiamo di salvarti. L'ipotesi di convolare a nozze per la tua serenità interiore non ci sfiora minimamente. Dunque, niente banchetto: osserva il digiuno! ... E che pensi? Guarda che per la Smorfia Napoletana digiunare è segno di bontà e altruismo (numero 48)!

lunedì 5 maggio 2014

Se sogni l'ex, mandalo/a a raccogliere conchiglie... Niente è come sembra!

 Non sappiamo se vi sia mai capitato, appena svegli o sveglie. Gli occhi ancora cisposi, i capelli che segnano il Nord - tanti Nord! -sulla calotta della vostra testolina ancora annebbiata dal sonno. E non appena quella foschia d’incoscienza si dirada, lo rivedete tutto insieme: eccolo là, il sogno della notte prima! Un coagulo di azioni, volti ed emozioni che sembrano veri e, invece, si dissolvono tra altri sogni o al trillo della sveglia (la nostra intona a volume massimo “Reload”, non so se ci siamo spiegate!). Ebbene, se è domenica - come è capitato a noi - alzate il telefono, presi o prese dalla voglia di raccontare a qualcuno cosa vi sia passato per la mente. Il sogno della notte prima, dicevamo.

Ebbene, mai come stavolta abbiamo capito che bisogna diffidare, oltre che delle imitazioni, delle apparenze. Sì, perché a rivivere un sogno ci si può divertire o spaventare; ma, dopo il racconto, mentre lo si interpreta (ehi, alzi la mano chi non ha mai cercato di interpretare il significato di un sogno! Solo tu? Vergognati! Ahah) si rischia di restare senza parole: nulla è come sembra!

La telefonata, in questo caso, è arrivata dalla bionda di B B Blog. Voleva capire perché s’era arrotolata nel letto, arrovellandosi nervosa, e risvegliandosi coi piedi sul cuscino con una e una sola sensazione addosso: il punto interrogativo. Che sogno era quello appena fatto? Bene, ve lo raccontiamo brevemente, sentite: si aggirava per una città con il suo ex fidanzato, alla ricerca di qualcosa; questo la abbandona e lei incontra una ex amica, che la saluta come se nulla fosse. Lei fa lo stesso, ma l’ex non lo trova più (e neppure ciò che cercava).

Non ha dimenticato quel fetente? Che è fetente pure in sogno, guarda un po’! E rimpiange l’amica? Perché il distacco e di cosa aveva bisogno?Il morale della bionda rischiava di precipitare: tutti gli elementi erano piuttosto smunti, non le si poteva dar torto. La mora di B B Blog, a questo punto, decide di ricorrere… alla Smorfia Napoletana. Chissà che, oltre al senso del sogno, non si raccolgano numeri fortunati su cui puntare!

E qui viene il bello (o la catastrofe, vedete voi!): secondo la Smorfia, una donna abbandonata dal fidanzato significa “trionfo sui nemici” (segnate il numero: 37). La ex amica sta per “sicurezza in se stessi” (3), attraversare una città una “raccomandazione richiesta” (55) scegliendo una scorciatoia “cercare per avere successo” (22). Insomma che ce frega degli ex: il sogno era una bomba di positività dietro a un’atmosfera degna di Armageddon (senza Ben Affleck o Bruce Willis)!

Il fatto è che alla nostra bionda capita di sognare sempre situazioni terrificanti, deprimenti, psicosomatiche. Come quella volta che si è vista in pancia una ferita profonda, da cui uscivano organi vari: aspettate, volete vedere che…? Esatto, la Smorfia spiega che la ferita indica “un onore” (11) e il budellame o trippa un “buon augurio” (48). A questo punto l'umore della bionda, di fronte a tanti buoni auspici, è decollato.

E qui viene il brutto (o il divertimento, vedete voi!). Cosa s’era mai sognata invece la mora, la notte prima? Raccontarlo, adesso, mette ansia. Già: una notte al mare, dopo aver raccolto conchiglie, ritrova il suo bellissimo uomo seduto sulla spiaggia accanto a un falò. Uaoooooo, niente di più romantico e idilliaco, magari fosse profetico!

Ma la Smorfia? Spiaggia: “incertezza e ansia per qualcosa o qualcuno” (80). Falò di legna: “ribellione alla sorte” (34). Qui si mette male, e infatti: raccogliere conchiglie sta per “responsabilità gravose” (65). Per fortuna che la notte era stellata quindi “scoperta interessante” (3). Attenzione, uomo bello “gioia e salute” (6). E - qui si ride! Lanciatevi! – mare calmo cioè “sfruttare subito” (78).

Stanotte, la mora cercherà di tornare in sogno dal manzo per "sfruttarlo subito", promesso. Attenta, però: meglio un’avventura fugace. Perché? Perché se lui le chiederà di abitare lì, al mare, sarà come proporle un paradiso all’improvviso? No, non sia mai! Abitare al mare è segno di “tradimento di amici” (numero 68). Ma possibile?!

Morale: chi era che diceva i sogni son desideri? Eh, crediamo non abbia mai letto la Smorfia Napoletana.

giovedì 17 aprile 2014

Se Facebook farà fuori Whatsapp, Lei ringrazia!

 Non sentite un leggero soffio al cuore? Su internet serpeggia l'allarme generale: oddio, Facebook chiuderà Whatsapp? L'ha comprato per farlo fuori, e ci propinerà la sua app Messenger? "State tranquilli", si infastidisce Lei. "Tanto ne stiamo avendo più fregature che altro, da Whatsapp...".
Eh beh, non possiamo darle torto. Perché mentre una di noi di B B Blog era chiusa nel camerino di un negozio a provarsi un nuovo paio di leggings (e tirava, tirava, facendosi su come il segno dell'infinito...), l'altra distrattamente è incappata nello sfogo di altre due clienti. Lei, quella che proprio non sopporta Whatsapp, una volta era una normale fruitrice del servizio: normale nel senso che controllava il cellulare ogni dieci minuti circa, cambiava foto ogni mese, si intratteneva per tutta la giornata chattando con amici e flirt. Credendo che Whatsapp fosse dalla sua parte (Gli asini volano, sai?)
 
Invece, - tuoni un organo! - è stata tradita. Bè, non proprio: mentre nel camerino si consumava la lotta contro il leggings indomabile (poi domato), il racconto si faceva sempre più intenso. Ha per protagonisti Lei, Lui il Paccaro, e quello che in gergo viene chiamato "bidone". La storia è semplice: Lei e il Paccaro si scrivono per settimane, non si sono mai visti ma conosciuti tramite Facebook. Studiano entrambi all'Università, hanno argomenti da condividere. Si capiscono, il maschio le appare illuminato rispetto alle lampadine fulminate che ombreggiano in giro. Finalmente scatta l'appuntamento, dalle modalità per noi oscure (il leggings calzato doveva essere mostrato, capirete...). La fine della storia, però, non ce la siamo persa: Lui non si è presentato. O meglio, per tutta la giornata è sparito, non l'ha cercata. La poverina ha aspettato invano conferma e, masochismo o buona educazione?, si è presentata sul posto all'ora concordata, ma del Paccaro nessuna traccia.
 
A questo punto, entra in gioco Whatsapp. "Si è collegato diverse volte, e non ha pensato neanche di scrivermi una balla, cioè che non poteva più vedermi? Quando mi contattava a tutte le ore?". Eh sì, alla cassa mentre il leggings veniva imbustato sotto il sorriso compiaciuto della commessa, abbiamo  - noi di B B Blog - elaborato lo stesso pensiero: ci si sta attaccati minuto per minuto, ma non si è mai così distanti. Succedeva così anche ai tempi degli sms, ma quegli sms si pagavano e venivano centellinati. Almeno non si abusava di una comunicazione inutile, eppure pressante. Il Paccaro scriveva a Lei per riempire il tempo, perché scrivere su Whatsapp è una necessità. Sentire il suono di un messaggio ricevuto diventa un ritornello che - guai! - se manca, ci annoda lo stomaco. E allora, presi dal panico e digitazione compulsiva, vai! scriviamo al primo/ alla prima che ci viene in mente.
 
Stoooop, cara Lei. Mentre uscivamo, la ragazza chiedeva all'amica: "Devo scrivergli che è uno... (bip!)?". Speriamo l'amica abbia risposto con un categorico N.O. Tanto il Paccaro altri Pacchi serenamente donerà (trullallero...). Lei, però, potrà non farsi fregare un'altra volta da Whatsapp. Guardati bene, cara Lei, da quel "visualizzato" che non ha risposta. Perché "vince chi è on line e non risponde". Chiamasi maleducazione sentimentale, che è la nuova faccia tecnologica del "bidone virtuale".
 
Noi di B B Blog le whatsappiamo un consiglio, quando non saprà se affidarsi ai messaggini emoticanti (se assunti con cautela, non sono nocivi, dai!):
 
1) Scegliamo foto esistente
 
2) Inviamo a Lei: