Siamo su Facebook

Seguici con un "mi piace" sulla pagina Facebook di Bi Beautiful Blog!

Visualizzazione post con etichetta bikini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bikini. Mostra tutti i post

lunedì 16 giugno 2014

L'intimo "da spiaggia", per lui e per lei

 Cari lettori di B B Blog, vi confessiamo che eravamo titubanti sul fatto di pubblicare le foto che state vedendo in questo post. Tuttavia, l'orrore e lo sconvolgimento erano tanto ingombranti che abbiamo dovuto trovare sfogo prendendo in mano la tastiera.
 
Ebbene sì, gli occhi strabuzzano e un grande punto esclamativo illuminato a intermittenza lampeggia sulla vostra fronte (che sia di approvazione o sgomento non vogliamo sapere!). Pare proprio che in spiaggia se ne stiano vedendo delle belle. Sicure che i biellesi, per la maggior parte, si asterranno dal praticare questa nuova chiaccheratissima attività, altrimenti ribattezzata da noi "l'intimo da spiaggia", boicottiamo le nuove tendenze più becere con questo acidissimo Zuccherino!
 
Forza. Ci vuole tenacia nell'iniziare a raccontare di lui, il perizoma a laccio o G- String Thong. Il gemello della versione femminile che in Italia è stata fatta conoscere alla massa da Belén Rodriguez, quando l'argentina calcò la scena con la farfallina tatuata sull'inguine in bella vista. Erano bei tempi, osiamo commentare adesso noi; perché ciò che ne sta seguendo rischia di scaraventarci nelle viscere della Terra. Dove di "hot" troveremo ben altro.
 
In sè, il perizoma a laccio non ha colpa. Lanciato da brand specializzati in moda sexy per uomo, questa primavera veniva presentato come un capo ad altissima attrativa erotica.Un intimo per incontri caldi, insomma. E fin lì, ognuno a casa sua s'addobbi come gli pare e piace. Finché alcuni ometti di dubbia classe hanno pensato di appenderselo ai genitali, a culetto scoperto, anche in spiaggia? Certo che no, le aziende produttrici hanno pensato bene di rilanciarlo per l'estate: così, il perizoma a laccio è entrato ufficilamente nella moda mare 2014. E via di fotografie!
 
Cari boxer, cari slip. Caro sano nudo naturale, a questo punto. Non siete i soli ai quali sono state fatte le scarpe. Anche i costumi da donna, infatti, stanno rovinando nel vuoto del vuoto... Nel senso stretto del termine, perché a furia di tagliuzzare e bucare e sfilare, i modelli di "intimo da spiaggia" femminili si sono ridotti a quelli in foto. Capezzoli coprenti e genitali evidenzianti. Si tratta della degenerazione dei modelli "cut out", tutti fili, triangoli vuoti e laccetti.
 
La domanda sorge spontanea un po' a tutti: passi per la versione maschile, ma quella femminile che abbronzatura propone? Sarete a prova di griglia da barbecue o trama di zanzariera. Oltre che di decenza. Ma entrambe - abbronzatura e decenza - sono perse in partenza; quindi, rivestiamoci in riva al mare e, se non avete idee, ecco un nostro passato post su veri costumi e bikini 2014!    

giovedì 12 giugno 2014

Hot pants o... hot panz? Ciccia in libera uscita!

 Quando le lettere fanno la differenza, gente bi-utiful. L'abbiamo pensato ieri, mentre eravamo impegnate a bighellonare per la città, alla ricerca di una ispirazione. E, vi diremo, ci è sembrato che l'idea per questo post ci saltasse addosso con forza bruta. Sfrega gli occhi una volta, sfregali due; alla fine, non ce l'abbiamo fatta più. Deliberato: occorre, per la salvaguardia delle biellesi, un pezzullo sui famigerati "hot pants", che molte ragazzine - nella nostra morigerata cerchia provincialotta - stanno sfoggiando in piena libertà e totale estraneità ai canoni della ripetutamente schiaffeggiata eleganza.
 
Hot pants, abbiamo anticipato. Eh sì, proprio loro, i parenti poveri degli shorts. Pantaloncini ancora più micro, sgambati al punto da lasciare in vista sederini e sederoni. E qui, i nostri occhi hanno avuto seria difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti non identificati: i glutei al vento. Non ammiccanti, come erano soliti fare sotto gli shorts, o avvolti, sottovuoto, nei buoni vecchi leggings. No! Glutei scoperti in pieno pomeriggio, nessun segno di sabbia o ombrelloni a far loro da cornice.
 
Dunque, care biellesi, urge la nostra raccomandazione. Shorts sì, hot pants no. Perché se già gli shorts sono pantaloncini che lasciano a nudo le gambe in tutta la loro lunghezza e vanno trattati con le pinze, gli hot pants non si differenziano da una brasiliana. Ma, e qui speriamo che nessuna ci prenda mai in parola, passeggereste mica in micro-bikini all'Esselunga? E allora per quale biechissima ragione farlo calandosi nelle striminzite stoffe degli hot pants?
 
Si chiama "il nude da evitare in città". La moda con la M maiuscola l'ha teorizzato da tempo, ma sembra che le alte temperature sciolgano anche lo stile. Invece no, gente bi-utiful, è proprio nel periodo estivo che gli abiti vanno portati con grazia. Le pin-up sono roba vecchia (sbuffiamo tutte assieme, su!).
 
A dirla tutta, gli hot pants sono una trovata altrettanto stagionata. Se ne parlava ai tempi d'oro di Kylie Minogue o Rihanna, quando furono rilanciati da Balmain e Versace ad esempio. Oggi, in cui tutto ciò che è mignon rima con fashion (e già la rima è pacchiana, notate!), li si riscopre così, in due versioni abominevoli:
 
a) con i tacchi (l'effetto cubista è garantito);
 
La pubblicità firmata da
Oliviero Toscani
b) con canotte e top a pancia in vista (il principio dello scoprire una parte e coprire il resto va a farsi benedire, fate ciao ciao!).
 
Eppure, è il c) che più ci tormenta. Il punto è il seguente: molte ragazze indossano gli hot pants senza considerare lo spettacolo che da essi deriva. I sederini o pomodorini ciliegini di certo non stanno male, ma fanno paninara. I sederoni o mozzarelle di bufala campana si comprimono e allungano effetto spugna, buchi adiposi compresi. In questo caso, fanno panino.
 
Ohibò, questo spettacolo di ciccia e natiche in libera uscita non  risparmia neppure il giro vita. Gli hot pants sacrificati in corpi "mordibi", sembrano provocare: "Panzettina, straborda innocente, non essere da meno!".
 
Insomma, vi siete chieste se siano veri alleati? No, non lo sono. Sono i vostri nemici numero uno. Lo prova quella pubblicità che nel 1973 ha lanciato Oliviero Toscani, mago della provocazione. Eccola, qui in foto, con protagonisti proprio loro, i micro jeans Jesus Bonn. Fu scandalo il: "Chi mi ama mi segua". Forse diede fastidio più la frase che il capo in sè. E voi, sareste d'accordo con il "chi mi ama mi segua", visto che i pedinamenti, hot pants su, sono garantiti? Pensateci, e al massimo voltatevi con una certa regolarità: chi vi potrebbe seguire, potrebbe anche non piacervi...
 
  

giovedì 20 marzo 2014

Lo Zuccherino di B B Blog - Bikini Bridge: più che ponte vicolo cieco

L’anno scorso, sotto il sole rovente, vi siete lanciate (*non tutte, avete ragione) anche voi: posizione ginecologica, ginocchia al cielo, click! E ne sono uscite le famigerate Gambe Wurstel: obbrobrioso ostacolo alla visuale e a ciò che circonda, ma - non facciamo le ingenue, mora e bionda - allo stesso tempo vero soggetto da ritrarre in foto, per cui il panorama resta soltanto una scusante. Era il 2013, signore. Cosa ci aspetta in questo 2014, ora che il bel tempo invoglia a stenderci al sole?
C’è da rabbrividire, lo confessiamo. E questo Zuccherino lo vogliamo fare amaro che più amaro non si può. Le Gambe Wurstel e il Thigh Gap (*l’impressione sullo spazio tra le cosce, ci è passato sotto il naso anche questo) erano niente al confronto: adesso si sta facendo largo (3, 2, 1…) il Bikini Bridge… E cioè? Ebbene, probabilmente chi ha già rivolto le ginocchia al cielo ci è incappata inconsapevolmente: è - lo vedete - il ponte creato dal pezzo inferiore del bikini, sospeso tra le anche. Le più "accaldate" arrivano a far intravedere le curve del seno. Se ne sono accorti quelli dell’Huffington Post e arriverà anche qui, nei prossimi mesi: e noi - noi, paladine del sano Selfie (viso, stop!) - cerchiamo così di fare del nostro per tamponare il dilagante svilente noiosiss(sssss)imo cattivo gusto. Ecco la nostra filosofia:
1) non omologatevi;
2) non omologatevi alle mode che sviliscono;
3) non omologatevi alle mode che sviliscono in Rete.
Eh sì, perché dovremmo oramai averlo imparato tutte che su Internet è meglio scegliere la sobrietà e, insieme, quel comportamento che vale soprattutto nella vita reale: non mostrare troppo di sé, fisicamente parlando (la personalità va sfoggiata, eccome!). Altrimenti, sono disturbi.
A chi volete mostrare le vostre grazie, su Facebook o Instagram magari? E magari rivaleggiando con le altre donne, alla sfida dell’acchiappo (consensi, commenti, “mi piace”, uomini interessati esclusivamente alla vostra pata-pancia)? Chiunque, facendo un collage delle vostre parti più interessanti potrebbe dire di avervi già viste molto da vicino. Dal Bridge a ciò che sta sotto il Bridge sembrerà questione di un altro click, vi pare? Carne (sempre meno, mangiate per carità!) in esposizione sullo scaffale del “donne che si autopromuovono a pancino, tette e gambe usa e getta”.
E volete mica etichettarvi così? Di certo siete d'accordo con noi, la nostra non è una filosofia retrò: anche le più libertine (quelle poche vere) mettono davanti all’obiettivo il rispetto per se stesse, perché se non lo si fa da sé, non verrà riconosciuto da altri.
Quindi, care biellesi ancora lontane dall’idea di mettere a fuoco il sud-ombelico, speriamo abbiate la forza di non inciampare nella nuova moda dell’autoscatto alla pata-pancia. Noi saremmo davvero orgogliose di voi; e voi, vi guarderete attorno sentendovi uniche, da scoprire, padrone degli angoli più succulenti del vostro corpo. Veramente bi-utiful.