Siamo su Facebook

Seguici con un "mi piace" sulla pagina Facebook di Bi Beautiful Blog!

Visualizzazione post con etichetta h&m. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta h&m. Mostra tutti i post

venerdì 12 dicembre 2014

Non dormi? Conta i PaRkA...

Andava di moda due anni fa circa. E nessuno se lo ricordava più. Qualche esemplare se ne stava dimenticato, accantonato al ruolo di giaccone per alternativi, in senso aulico del termine: persona cioè di stile tutt'altro che commerciale, tipi Mod (quelli che senza jazz non si respira) o grunge (i "keep calm and love Kurt Cobain"). Finché non è arrivata Kate Moss a sfoggiarlo senza che nessuno glielo avesse domandato (e con classe anticonformista, in foto): era il 2008. S'è diffuso, ha ammiccato ancora ma non troppo sulle spalle delle gioventù elitaria. Adesso, invece, signori e signore, potete indossarlo senza sentirvi "catalogati", perché il parka non solo è tornato in auge, ma piace a tutti (e se non a tutti, a tanti).
 
A Biella, fateci caso, è un vero fiorire di parka. Tutti rigorosamente verdone, con quella forma a rombo che si chiude in due codine posteriori.
 
Ma esiste una storia di questo capo curioso? Esiste, eccome!, e comincia dagli inuit. Dai ghiacci polari e arriva fino a noi. Cappuccio di rigore, a volte con pelo cucito su, di base è un giaccone sportivo con cappuccio e fodera staccabile. Lungo fino al ginocchio, è chiuso in fondo da una coulisse, mentre sul davanti presenta zip e bottoni. La sua lunghezza standard è rimasta circa a metà coscia, mentre la palette di colori, rispetto al verde military degli inizi, si è arricchita nei toni del fango, del terra, del blu navy ma anche dei pastello e del bianco per la stagione più calda. 
 
Ne abbiamo scovato uno persino a macchie e stampato a fiori, come vuole il momento. I marchi più abbordabili come i più sofisticati propogongo varie tipologie, e ognuna ha il suo prezzo: si arriva anche agli 800 euro di Burberry. Ma ne esistono di versioni low cost, fate poi un giro da Zara, Benetton, H&M. O-line. Vale sia per l'uomo che per la donna.
 
Insomma, siete circondati, biellesi. Non vi incupite, se di parka non volete ferire e dunque perire. Potete sempre rivoltare la moltiplicazione di parka in corso, lungo via Italia, con un sano metodo: contateli. E contateli. E contateli. E... ronf... ronf... zzz...

lunedì 17 marzo 2014

Pellicce di primavera: per le selvagge ammansite

Pelliccia H&M
Ci abbiamo sperato. E credevamo ci venisse risparmiato, almeno qui in provincia dove tutto dilaga a scoppio ritardato, almeno questo ritorno all’ultimo grido (di un grido di dolore si tratta, badate bene…). Invece, no: sono arrivate e stanno ammiccando, le vigliacche, sulle spalle di alcune di voi. Prima di nominarle (dobbiamo?), vi raccomandiamo subito: fermatevi, toglietevele seduta stante! Il loro nome soltanto fa rabbrividire: l’inverno 2014 è destinato (poveraccio), ma salviamo almeno la bella stagione. Eppure, le hanno ribattezzate (urlaccio): “pellicce di primavera”. Silenzio, ancora silenzio, ancora un pochino di silenzio: stringiamoci attorno alla memoria del buon gusto. E, se volessimo proprio farci del male, lo sputiamo fuori: di secondo nome dicono facciano “pellicce ecologiche” (che sta per lana e fibre sintetiche). Ma per carità, se così fosse Chanel sarebbe un nome di persona dotato di senso per una bambina! (e, sappiamo, non lo è).
 
Mettiamo da parte la causa animalista, per restare sul tema moda. Ebbene, cari lettori, la pelliccia sotto questo sole va contro il buon senso: pensate di portarla in sfregio a tutto e tutti? Vi consigliamo di non farlo: qualcuno si chiederà se nel vostro armadio mancano le giacche di minor peso. Secondo aspetto: dove pensate di andare, a Biella per di più, con addosso una pelliccia? E, particolare significativo, vorreste mica sfoggiare un ammasso di pelo colorato, come diversi stilisti hanno proposto: aiuto, ne abbiamo viste di finte (vere è orrore, finte è terrore) rosso fuoco o sul giallognolo. Ci mancava una bella verniciata sul sintetico!
No, lasciate a Prada l’idea delle pellicce di primavera. E a chi ha seguito la griffe: come Fendi, che ne ha fatto fettuccine da assemblare sui capi, o Michael Kors, che ha tirato fuori le stole da portare sopra a camice e t-shirt (parola d’ordine, sudare!). Cosa che fa "donna selvaggia ammansita". E così pure marchi più abbordabili per le nostre tasche: in foto, è una creazione di H&M. Le occasioni d’uso della pelliccia, anche rivisitata, restano troppo poche. Non dimenticate che si tratta di una parentesi superata degli anni Ottanta e che non dona alle pelli toniche: le over 50 ne sono (e dovrebbero restare) le vittime designate, ma anche loro possono sfuggirne!
 
Finireste (uomini non siete esclusi dal trend, sapete?) con il sembrare appena uscite da una cabina armadio: voi, come la vostra pellicciotta spelacchiata, odoranti di naftalina. Chanel, in questo caso, sarebbe per voi il nome di un buon profumo; più che appropriato!    

mercoledì 5 marzo 2014

Sexy in felpa... (Che) coraggio!

Una delle felpe con le bocche
di Au jour le jour

 Mollicce, con i tasconi porta-tutto da marsupiale, spesse all'esagerazione. Le felpe sono da sempre state considerate l'alter-ego del pigiama. E se noi vi scrivessimo qui, adesso: "Sexy in felpa? Si può!", come la prendereste?
Avete letto bene, gente bi-utiful, oggi vogliamo parlare di loro, le felpe, che fino a poco tempo fa facevano parte dell’abbigliamento sportivo, ma che, secondo gli ultimi trend, stanno conquistando un posto d’onore sull’altare della moda.
Una conquista che si può avvistare anche da noi, in città. Per una rivalutazione generale del termine "sportivo" (avete letto delle scarpe fluo, ad esempio?). Il  via è stato dato da vari marchi, primo su tutti Au jour le jour, che con la sua felpa,  strabordante di bocche rosso laccate (ma è tutta un'esplosione di foglie, fiori, occhi, animali come panda, anatroccoli, gorilla e dinosauri... A proposito, vi siete soffermarti sulla ridondanza delle stampe in generale?),  ha diffuso un vero e proprio virus, contagiando fra tanti anche i brand low cost (aguzzate gli occhi, al centro commerciale) come H&M, Tally Weijl e Alcott. Jeremy Scott, il direttore artistico di Moschino per intenderci che a febbraio ha lanciato le t-shirt e accessori rivisitati ispirandosi a un celebre marchio di fast food (non citiamolo, facciamo le politicamente corrette!), già nel 2008 s'era sbizzarrito con scritte ironiche che ricordavano lo stile Tiffany. Adesso compariranno sulla scena scritte paiettate, glitterate, art print, motivi leopardati fino ai fumetti, senza dimenticare i pezzi forti: righe e pois, come i colori fluo. Insomma, non c’è che da sbizzarrirsi, non trovate?
Noi di Bi Beautiful Blog troviamo divertenti e potenzialmente sexy questo nuovo genere di felpe, ma vi raccomandiamo: assolutamente out quelle a tinta unita. Fanno troppo "Desperate Housewives", sì le casalinghe disperate quelle della tv (a Eva Longoria starebbe bene, comunque, ma questa è  un'altra storia...). Allora, cosa state aspettando? Bocciate le ragazze che si prendono troppo sul serio. Lo scopo è: trovare un outfit che lasci il segno e con i pezzi giusti e accessori studiati, il felpone diventerà il vostro must have. Mettetevi addosso una felpa con stampate sopra tante boccucce: se sarete bi-utiful così, non avrete da temere alcunché. Coraggio, siate diversamente sexy!